Approfondimenti

Bookmark and Share
Protezione civile

Il volontariato di Protezione Civile

Nato dall’esperienza di gruppi spontanei, il volontariato di protezione civile è oggi parte integrante del Servizio Nazionale e si avvale del contributo di cittadini riuniti in organizzazioni che operano per emergenze e calamità

Il volontariato nel sistema di protezione civile 

Le grandi mobilitazioni di cittadini verificatesi a seguito delle gravi emergenze che hanno colpito l’Italia negli ultimi 50 anni, dall’alluvione di Firenze del ‘66 al terremoto dell’Irpinia dell’80, avevano messo in evidenza la necessità di creare un sistema pubblico organizzato che gestisse e valorizzasse le energie spontaneamente messe a disposizione in quelle occasioni da un grande numero di persone. Di qui nasce il volontariato di protezione civile che intende garantire a tutta la popolazione il diritto a essere soccorsa con professionalità.
Nel 1992, con l’istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile, le organizzazioni di volontariato sono diventate una struttura operativa nazionale, parte integrante del sistema pubblico, insieme a Vigili del Fuoco, Forze Armate, Forze di Polizia, Corpo Forestale dello Stato, Comunità scientifica, Croce Rossa Italiana, Servizio Sanitario Nazionale e Corpo Nazionale Soccorso Alpino e speleologico - Cai.
I volontari sono una delle componenti più vitali del sistema: circa un milione di persone, distribuite sul territorio nazionale, aderiscono a organizzazioni che operano in molteplici settori.
Il Dipartimento della Protezione Civile coordina le attività in risposta a calamità naturali, catastrofi o eventi da fronteggiare con mezzi straordinari e indirizza le attività di prevenzione, previsione e monitoraggio dei rischi e delle procedure di intervento del sistema. Tra i suoi obiettivi primari c'è anche la promozione del volontariato di protezione civile a livello locale per favorire una sua diffusione capillare.
Presso il Dipartimento della Protezione Civile è stata istituita nel 2008 la Consulta nazionale del volontariato di protezione civile, un organo collegiale composto da rappresentanti delle organizzazioni di volontariato di protezione civile di rilievo nazionale iscritte nell’elenco nazionale della Protezione Civile. La Consulta ha il compito di approfondire problematiche relative alla promozione, alla formazione e allo sviluppo del volontariato di protezione civile. Si occupa inoltre del coordinamento delle organizzazioni di volontariato con le altre componenti del Servizio Nazionale.
Per verificare la validità e l’efficacia dei modelli organizzativi di intervento in emergenza, il Dipartimento e le Regioni promuovono periodiche esercitazioni per simulare situazioni di rischio e prove di soccorso a cui le organizzazioni di volontariato sono chiamate a partecipare.

Torna su

Le organizzazioni del volontariato di protezione civile 

Negli anni il volontariato si è sempre più sviluppato con l’offerta dei servizi pubblici, in particolare nell’ambito dei servizi socio-sanitari e assistenziali.
Sono tre le tipologie di organizzazioni che costituiscono l’ossatura del volontariato di protezione civile, alle quali lo Stato fa riferimento:

  • le grandi organizzazioni
  • le associazioni locali
  • i gruppi comunali di volontariato.

È in primo luogo con le grandi organizzazioni che lo Stato collabora per il coordinamento nazionale del settore. Tra queste, articolate a livello nazionale, regionale, provinciale o locale, sono comprese: Associazione Fatebenefratelli (Afmal), Scout (Agesci e Cngei), Alpini (Ana), Autieri (Anai), Carabinieri (Anc), Pubbliche Assistenza (Anpas), Vigili del Fuoco in Congedo, Radiocomunicazioni d’emergenza (Ari, Fir-CB e Rnre), Volontari del Sangue (Avis), Caritas, Ordine di Malta (Cisom), Infermieri per l’Emergenza (Cives), Comunità di S. Egidio, Misericordie d’Italia, Attività acquatiche e subacquee (Salvamento, Fias, Fin e Fipsas), Legambiente, Psicologi per i Popoli, Prociv-Arci, Cinofili (Ucis) e Unitalsi.

Le associazioni locali sono organizzazioni di piccola e media dimensione, distribuite sul territorio e coordinate su scala provinciale o regionale. A fondamento della loro collaborazione con le strutture pubbliche ci sono spesso convenzioni basate sull’offerta di servizi in cambio di sostegno economico o organizzativo. La loro presenza è importante proprio per il loro inserimento capillare nel tessuto locale e per la loro capacità di interagire con le istituzioni.

I gruppi comunali di volontariato di protezione civile, che assicurano un’interventistica urgente, complessa e specializzata, sono presenti oggi soprattutto in alcune regioni del nord come la Lombardia e il Friuli. Nascono spesso con la partecipazione o per iniziativa del comune di appartenenza, che ne disciplina l’istituzione, l’organizzazione e la regolamentazione. Talvolta il Sindaco è Presidente o supervisore del gruppo comunale. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, a capo del gruppo c’è un coordinatore eletto dai volontari. Spesso il comune finanzia le iniziative e la logistica del gruppo comunale di volontariato.

Torna su

Approfondimenti 

Per tutti gli ulteriori dettagli relativi al volontariato di protezione civile è possibile visitare il portale della Protezione Civile.

Per saperne di più su come diventare volontario di protezione civile vedere la pagina dedicata nel nostro portale.

Torna su

La riforma del Terzo Settore   

Con il Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117 - Codice del Terzo settore, entrato in vigore il 3 agosto 2017, ha preso il via la riforma del Terzo Settore, che prevede una significativa riorganizzazione di tutta la materia.
La legge sul Terzo settore prevede, per la piena attuazione, l’emanazione di qualche decina di decreti e altri testi normativi, che conterranno molti dettagli e indirizzi sulla concreta applicazione della nuova normativa. Pertanto, per alcuni aspetti resta in vigore la vecchia normativa (alla quale si ispira quanto sopra riportato, in questa pagina).
Per seguire passo per passo il percorso della riforma è possibile consultare il sito CSVnet, l’associazione nazionale dei Centri di Servizio per il volontariato (CSV), che ha uno spazio dedicato al cantiere della riforma e propone, tra l’altro, una tabella realizzata in collaborazione con il Forum Terzo Settore, riconosciuto ad ottobre 2017 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali come l’associazione di enti del Terzo settore maggiormente rappresentativa sul territorio nazionale.
NB. Si segnala pertanto che le pagine web del nostro portale dedicate agli argomenti collegati alla riforma del Terzo Settore potrebbero non essere pienamente aggiornate, in attesa della definitiva sistemazione di tutta la normativa.

Torna su

Ultimo aggiornamento 26/03/2019