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Palazzo delle Esposizioni - Sala cinema

Via Milano, 9/a - ROMA (RM)

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Appuntamenti e iniziative

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Dal 25 Ottobre 2016 al 30 Maggio 2017
inizio proiezioni ore 21.00

A qualcuno piace classico 2016/17

Palazzo delle Esposizioni - Sala cinema - Via Milano, 9/a - ROMA (RM)

Sesta edizione dell'abbuffata di pellicole classiche in 35mm. Ingresso gratuito

Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, Azienda Speciale Palaexpo e La Farfalla sul Mirino organizzano la sesta edizione di A qualcuno piace classico, la tradizionale abbuffata di pellicole classiche della cinematografia in 35mm del Palazzo delle Esposizioni.

Calendario

  • 25 ottobre | Nosferatu, il principe della notte di Werner Herzog (Germania Ovest/Francia 1979, 107’, v.o. sott.it.)
    Considerato fra le più riuscite riletture del mito di Dracula, il Nosferatu di Herzog si riaggancia al capolavoro di Murnau, facendo da ponte tra la stagione dell’Espressionismo e quel Nuovo Cinema Tedesco che segnò la rinascita cinematografica della Germania. La sensazionale bravura di Kinski e Adjani, l’uso evocativo della luce, la musica di Florian Fricke dei Popol Vuh, concorrono a un risultato dal fascino straordinario e di sorprendente profondità filosofica.
  • 8 novembre | Lo spaccone di Robert Rossen (Usa 1961, 134’, v.it.)
    Eddie è un giocatore di biliardo giovane e ambizioso, ma quando riesce a sfidare il grande Minnesota Fats finisce sconfitto. Sarà necessario un lungo tirocinio nel giro delle scommesse prima di poter rinnovare la sfida e affrontare una rivincita epocale. Scontroso, egoista, vulnerabile, il personaggio di Eddie “lo svelto” resta una delle vette dell’arte di Paul Newman, complici il piglio realistico della regia di Rossen e la superlativa fotografia di Eugen Schüfftan, premiata con l’Oscar.
  • 22 novembre | La mosca di David Cronenberg (Usa 1986, 95’, v.it.) 
    Uno scienziato, Seth Brundle, ha messo a punto due capsule rivoluzionarie per il teletrasporto. L’unica a sapere della scoperta è la bella giornalista Veronica Quaife, ma quando Brundle sperimenterà l’invenzione su se stesso le conseguenze saranno inimmaginabili. A 30 anni dall’uscita, un film di culto assoluto, tra i più compiuti di Cronenberg nella capacità di unire shock orrorifico e riflessione esistenziale, realismo psicologico e invenzione visiva. Imperdibile.
  • 6 dicembre | Luci della città di Charles Chaplin (Usa 1931, 89’, didascalie italiane) 
    Un vagabondo compra una rosa da una giovane fioraia cieca che, per un equivoco, lo scambia per un milionario. Deciso ad aiutarla a tutti i costi, tenterà l’impossibile per riuscire a pagarle un’operazione agli occhi. Costato tre anni di lavorazione e 100.000 metri di pellicola impressionata, Luci della città resta una delle testimonianze più vivide del genio di Chaplin e della profonda umanità del suo cinema, un inno alla vita davanti al quale è impossibile non commuoversi.
  • 10 gennaio 2017 | Scandalo a Philadelphia di George Cukor (Usa 1940, 112’, v.o. sott.it.) 
    Dopo un matrimonio fallito, una giovane e viziata ereditiera di Filadelfia sta per risposarsi con un arricchito. Ma il primo marito è deciso a riprendersela, proprio durante i preparativi delle nozze. Cukor orchestra con maestria una commedia praticamente perfetta, il cui esilarante gioco di equivoci e tradimenti, romanticismo e colpi di scena è affidato a tre star al massimo della forma: James Stewart vinse anche l’Oscar, ma i duetti tra Katharine Hepburn e Cary Grant restano insuperabili.
  • 25 gennaio | Christiane F. - Noi ragazzi dello zoo di Berlino di Uli Edel (Germania Ovest 1981, 130’, v.it.)
    In fuga da una realtà familiare squallida e ostile, Christiane scopre l’eroina a soli 14 anni con il ragazzo Detlef, iniziando a percorrere tutti gli stadi della tossicodipendenza. Uno dei cult generazionali più impietosi e spiazzanti di sempre, tratto dal libro verità frutto di un’intervista di 45 ore con la vera Christiane Vera Felscherinow, sopravvissuta a quella drammatica esperienza. Celebre il cameo di David Bowie, i cui brani più celebri riecheggiano in tutta la colonna sonora.
  • 7 febbraio | Donne e veleni di Douglas Sirk (Usa 1948, 97’, v.o. sott.it.) 
    Alison Courtland, benestante signora newyorkese, si risveglia su un treno in corsa senza ricordarsi come ci sia finita e con una pistola nella borsa. Il marito sostiene che sia scappata dopo aver provato a ucciderlo, ma la verità è ben diversa. Prima di cimentarsi nei melò che lo hanno consacrato, Douglas Sirk firma questo noir insolito, che tiene insieme una raffinata suspense psicologica e diversi spunti di commedia, affidandosi a un cast formidabile.
  • 21 febbraio | Cenere e diamanti di Andrzej Wajda (Polonia 1958, 103’, v.o. sott.it.) 
    Nel maggio del 1945 Maciek, che ha combattuto contro i tedeschi nelle file dei nazionalisti, è incaricato di uccidere un dirigente comunista che rientra in patria dopo anni di politica clandestina. Ma il dubbio si insinua nel giovane militante, anche grazie all’amore per una ragazza. Opera fondamentale del cinema polacco, impose il nome di Wajda a livello internazionale anticipando molti film delle nuove onde. Secondo Martin Scorsese, uno dei migliori film mai realizzati.
  • 7 marzo | Nella città l'inferno di Renato Castellani (Italia 1958, 104’, director’s cut)
    Ingiustamente accusata di furto, l'ingenua Lina finisce nel carcere femminile delle Mantellate. Qui conosce Egle, malvivente incallita che dietro le sbarre la fa da padrona ma che prende Lina in simpatia. Una straripante Magnani è la forza trainante di uno dei titoli più significativi e originali di Castellani, a lungo penalizzato da un rimaneggiamento imposto dalla produzione e che la preziosa copia della Cineteca Nazionale mostra finalmente nel montaggio originale voluto dal regista.
  • 21 marzo | Lola Montès di Max Ophuls (Francia/Germania 1955, 115’, v.o. sott.it.) 
    Ascesa e caduta di Lola Montès, celebre ballerina e avventuriera del diciannovesimo secolo, passata dai fasti delle storie d’amore con Franz Liszt e il re di Baviera alle esibizioni in un circo. Ultimo film e testamento spirituale di Ophuls, che vi profonde tutta la sua audacia visiva e drammaturgica: all’epoca fu un fiasco, pur venendo difeso a spada tratta da nomi come Truffaut, Cocteau e Rossellini, ma col tempo è diventato un vero oggetto di culto per generazioni di cinefili.
  • 4 aprile | Il castello di Dragonwyck di Joseph L. Mankiewicz (Usa 1946, 103’, v.o. sott.it.) 
    La giovane Miranda sposa un dispotico proprietario terriero e va a vivere nel suo sontuoso castello. Scoprirà che il marito, oppiomane e folle, ha ucciso la prima moglie e che lei stessa è in pericolo. Prodotto da Lubitsch, questo gioiello del cinema gotico segna l’esordio alla regia di Mankiewicz nonché il debutto sullo schermo di Vincent Price, in un personaggio che diventerà il prototipo di tutti gli eroi malvagi che impersonerà nella sua lunga carriera.
  • 18 aprile | I disperati di Sandor di Miklós Jancsó (Ungheria 1966, 94’, v.it.)
    Nell’Ungheria del 1860, Sandor è un ribelle che gode di largo seguito tra i contadini, pronti a tutto pur di non tradirlo. Ma la polizia, con un abile stratagemma, riesce a decimare la sua banda. Il film, che allude ai moti antisovietici nell’Ungheria del ’56, rivelò al mondo il talento di Jancsó e il suo stile insieme austero e maestoso, fatto di lunghi piani sequenza, dell’assenza di musica e di un utilizzo spiazzante e evocativo dello spazio che appartiene solo ai grandi maestri.
  • 2 maggio | La volpe di Michael Powell (Gb 1950, 110’, v.o. sott.it.) 
    Una ragazza vive col padre in un bosco in uno stato semiselvaggio, più affezionata al suo cucciolo di volpe che al genere umano. Dopo aver sposato un giovane pastore protestante si lascia sedurre da un nobile scapestrato, senza immaginare le drammatiche conseguenze. Il conflitto tra carne e spirito, il senso panico della natura e quello dell’ineluttabilità del destino, rendono questo fiammeggiante melò un esempio perfetto del cinema della coppia Powell-Pressburger.
  • 16 maggio | La donna dai tre volti di Nunnally Johnson (Usa 1957, 91’, v.it.)
    Una giovane casalinga soffre di vuoti di memoria e un giorno, in stato di incoscienza, tenta di uccidere la figlia. Il marito la affida a uno psichiatra e questo scopre che la donna è affetta da un disturbo di personalità multipla. Ispirato a una storia vera e tra i primi film ad utilizzare in modo così complesso gli strumenti della psicanalisi, fu il film che consacrò Joanne Woodward, la cui stupefacente interpretazione fu premiata con un Oscar e un Golden Globe.
  • 30 maggio | Amadeus di Miloš Forman (Usa 1984, 160’, v.it.)
    Vincitore di otto premi Oscar, questo adattamento della pièce teatrale di Peter Shaffer è uno dei film in costume più riusciti di sempre, perfetto nella ricostruzione quanto livido nella rappresentazione del rapporto contrastato tra Mozart e Salieri. Forman è al suo meglio nel raccontare la parabola del genio, esaltante e dolorosa, ma la forza del film sta soprattutto nell’unire alla raffinatezza visiva e drammaturgica uno spirito genuino di intrattenimento popolare. 

Informazioni

Palazzo delle Esposizioni

Indirizzo: Via Nazionale, 194 - 00184 ROMA (RM)

Telefono: 06.39967500 - 06.39967200 per le scuole

Fax: 06.48941999

Email: info.pde@palaexpo.it

Sito web: http://www.palazzoesposizioni.it

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Ultimo aggiornamento 23/11/2016