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Accademia Nazionale di San Luca

Piazza dell'Accademia di San Luca, 77 - ROMA (RM)

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Appuntamenti e iniziative

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Alberto Gianquinto, particolare

8 Giugno 2012
dalle ore 17.30

Alberto Gianquinto, Catalogo Generale dei dipinti

Accademia Nazionale di San Luca - Piazza dell'Accademia di San Luca, 77 - ROMA (RM)

Appuntamento con la pittura del Novecento, tra sperimentazioni e memoria, per la presentazione del volume di Giuseppe Appella che raccoglie l’opera dell’artista dal 1947 al 2003. Ingresso gratuito

Venerdì 8 giugno 2012, alle 17.30, sarà presentato all’Accademia Nazionale di San Luca, nell’ambito del ciclo Novità editoriali all’Accademia Nazionale di San Luca, il volume Alberto Gianquinto, Catalogo Generale dei dipinti 1947-2003 di Giuseppe Appella con la collaborazione di Bruna Fontana (De Luca Edizioni d’Arte). Alla presenza dell’autore, intervengono Guido Strazza e Guido Giuffrè .
Il Catalogo Generale si configura come una “visita” per immagini e documenti all’opera, lunga quasi sei decenni, di un protagonista della cultura che, dagli anni Venti-Trenta, si ricollega non solo al Settecento veneziano di Tiepolo e Piazzetta, ma anche all’esperienza di Morandi e De Pisis, per analizzare le più sottili emergenze del dopoguerra ed inserirsi in quella complessa stagione della pittura europea che ha avuto in De Staël e Bacon le sue punte di diamante.

Sono 2.318 le immagini delle opere elaborate da Gianquinto nello spazio dello studio di Venezia prima, di Jesolo e di Asolo poi. Figure, alberi, rami fioriti, nature morte, paesaggi veneti ma anche di un meridione assolato e fermo nel tempo scandiscono lo spazio secondo ritmi di vuoti e pieni, scrivono col pennello premuto sul fondo date e parole che fermano la memoria su momenti dell’esistenza e della storia. Là dove la materia si addensa, Gianquinto mette in gioco quella capacità, che fu anche di Bacon, di rendere palpabile la traccia, il frammento, i resti degli oggetti e la loro inevitabile corruzione. Tutto ciò emancipa Gianquinto dall’ideologia del realismo o dell’informale e ce lo riconsegna come pittore della memoria, capace di costruire intorno alle sue più minute tracce una simbologia del mondo. Chiuso nell’ambito del suo studio eppure specchio del disfacimento di una intera generazione

Ultimo aggiornamento 05/06/2012