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Bristish School at Rome

Via Antonio Gramsci, 61 - ROMA (RM)

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Appuntamenti e iniziative

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meeting architecture

Dal 10 Dicembre 2015 al 31 Maggio 2017

Meeting Architecture III - Fragments

Bristish School at Rome - Via Antonio Gramsci, 61 - ROMA (RM)

Ciclo di conferenze, mostre-studio e performance gratuite sull’architettura e il processo creativo con ospiti internazionali di alto profilo

Prosegue il ciclo di incontri e mostre del programma Meeting Architecture della British School at Rome, a cura di Marina Engel, che dal 2013 indaga il rapporto tra architettura e altri processi creativi, considerando come questa interagisca con le arti visive, la storia e l’archeologia, che sono alcuni degli ambiti di ricerca della BSR.
Giunto alla terza edizione, il ciclo è quest'anno dedicato al tema Fragments e, concentrandosi sul concetto di frammento – inteso come maceria, casa, oggetto personale, fotografia – rifletterà su quanto la memoria, le emozioni e le ideologie siano costantemente legate alle rovine, agli edifici e a quello che contengono. Partendo da questo assunto, architetti, artisti visivi e storici si alterneranno, da dicembre 2015 a maggio 2017, con l’obiettivo di interpretare il frammento come tentativo per ricostruire l’identità personale e collettiva nelle zone di conflitto, dimostrando come il significato e i ricordi che attribuiamo alle nostre esperienze rimandino ad elementi materici. Inoltre, prendendo spunto dall’attualità, il programma approfondisce gli effetti della distruzione bellica dei monumenti e del patrimonio come volontà di cancellazione e annientamento della memoria delle diverse identità e ideologie culturali.
Fragments prevede due mostre e cinque lecture l’anno, presentate da uno studioso o da un critico d’arte o di architettura. Nel 2015-2016 il programma si focalizza sul Medio Oriente, mentre nel 2016-2017 l’attenzione sarà rivolta all’Europa Centrale e all’Europa dell’Est.

Calendario

  • giovedì 10 dicembre, ore 18.00 | Robert BevanCultura, identità e genocidio 
    Durante la lecture verrà proiettato in anteprima un estratto del documentario The destruction of memory, tratto dal libro omonimo di Bevan, diretto da Tim Slade, che sarà poi presentato ufficialmente a New York all’inizio del 2016. Nel libro, Bevan descrive come la distruzione del patrimonio architettonico di un popolo o di una nazione diventi lo strumento di epurazione dell'identità culturale. Tra i molti temi affrontati, l’autore si sofferma sugli attacchi nazisti all’architettura ebraica, sulla cancellazione e successiva ricostruzione di Varsavia, sul bombardamento di Dresda e sulla guerra in Bosnia. Partendo dal libro e dal documentario, Bevan, in conversazione con Pippo Ciorra (senior curator di Architettura del MAXXI) analizzerà gli eventi attuali e le guerre in corso contro il patrimonio architettonico in Medio Oriente.
  • venerdì 12 febbraio, ore 18.00 | Akram Zaatari - The archaeology of rumour
    L'intervento si concentrerà sul tema della lettera ai tempi di guerra. Lettere andate perdute, ritrovate, nascoste, riscoperte o consgente in ritardo sono al contempo forma e soggetto di molti suoi lavori. La mostra correlata, in esposizione fino al 4 marzo, presenta due video: In this house - sul dissotterramento di una lettera e Letter to a refusing pilot, rivolto a un ex pilota israeliano.
  • 29 aprile 2016 | Francesco Bondarin - Il passato come ostaggio. Patrimonio, conflitti e organizzazioni internazionali
    Francesco Bandarin è Vice Direttore Generale alla Cultura dell'UNESCO. "Negli ultimi decenni il mondo ha dovuto far fronte a diverse situazioni in cui il patrimonio architettonico e quello immateriale sono stati al centro di conflitti politici, etnici e religiosi: dalla deliberate distruzione del ponte di Mostar (Bosnia) nel 1993 a quella dei Buddha di Bamiyan (Afghanistan) nel 2001, fino ai più recenti attacchi al patrimonio del Mali, dell'Iraq e della Siria, il patrimonio storico è sempre più spesso obiettivo di attacchi nei luoghi di guerra. Nonostante gli importanti sviluppi portati avanti grazie a strumenti internazionali quali la Convenzione sulla protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale e il riconoscimento universale del valore comune del patrimonio per l'umanità, alcuni movimenti politici puntano a creare antagonismi attaccando i valori di un popolo e sfruttarne il patrimonio."[Francesco Bandarin] L'intervento di Francesco Bandarin prende in esame gli eventi di attualità più recenti e analizza le azioni intraprese dalla comunità internazionale, focalizzandosi sulle strategie utili a salvaguardare, promuovere e incoraggiare la tutela del patrimonio culturale immateriale.
  • 3 maggio 2016 | Dor Guez - 40 days
    Secondo la religione cristiano-ortodossa, le anime dei defunti vagano sulla terra per 40 giorni dopo la morte, fino all’ascesa al cielo, durante i quali vengono recitate preghiere in chiesa e al cimitero. Il video 40 Days prende spunto dalla storia personale di Jacob Monayer, nonno dell’artista morto nel 2011, e dei 40 giorni dopo la sua morte. La storia ha luogo nel cimitero cristiano-palestinese della città di Lod poco distante da Tel Aviv, dove egli è sepolto, e che è stato più volte vandalizzato. Con il video, Guez racconta la distruzione del cimitero e riflette sulla situazione che la minoranza cristiano-palestinese vive a Lod, e più in generale in Israele. L’installazione fotografica Scanograms consiste in una serie di foto digitalmente rielaborate, originate dagli scatti di Monayer e dell’artista che in seguito consegnarono alla polizia per documentare gli attacchi vandalici del cimitero. Dopo il fallimento della ricerca dei responsabili, le foto gli furono restituite e lasciate in un cassetto del tavolo della cucina, esposte all’umidità. Il danno materiale è volutamente enfatizzato dal trattamento che l’artista applica alle foto (il termine scanogram significa letteralmente “disegnato con lo scanner”) che evoca la distruzione stessa ritratta dalle fotografie originali. 
  • 30 maggio 2016 | Eyal Weizman - Only the criminal can solve the crime
  • settembre/ottobre 2016 | Miroslaw Balka
  • settembre/ottobre 2016 | Joseph Rykwert
  • gennaio 2017 | Grzegorz Piatek 
  • marzo 2017 | Helen Walasek
  • maggio 2017 | Dragana Zarevac 

Per maggiori ifnormazioni rimandiamo al sito della British School at Rome

Informazioni

The British School at Rome

Indirizzo: Via Antonio Gramsci, 61 - 00197 ROMA (RM)

Telefono: 06.3264939

Sito web: http://www.bsr.ac.uk

Parole chiave

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Ultimo aggiornamento 21/04/2016