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Gallerie Nazionali di Arte Antica online

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica consolidano la loro presenza sui canali social aderendo alla campagna #iorestoacasa

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica consolidano la loro presenza sui canali social aderendo alla campagna #iorestoacasa.
Non si ferma il racconto delle opere in collezione. Rubriche fisse, specificamente pensate:

  • sabato, da tre anni, attraverso la rubrica #lacollezione, vengono descritte le opere esposte a Palazzo Barberini e Galleria Corsini. Finora sono state raccontate circa 150 opere. Un patrimonio di storie sempre a disposizione.
  • martedì con #Settecentoilluminato, da metà ottobre, viene descritto l’appartamento del Settecento con tutte le sue sale, le sue decorazioni e gli aneddoti legati alla famiglia.
  • mercoledì viene raccontato il museo attraverso #ABCBarberiniCorsini, un alfabeto delle due sedi del museo giunto alla lettera U di Urbano VIII.

Solo su Instagram il lunedì con #vistidavoi e #conivostriocchi vengono pubblicate le foto più belle che i visitatori condividono con il Museo attraverso #palazzobarberini e #galleriacorsini. Il giovedì e venerdì vengono pubblicate storie, curiosità, dettagli di allestimento delle due mostre. 

Ogni martedì Palazzo Barberini viene raccontato dal punto di vista di scrittori, sceneggiatori e registi che ne hanno subito la suggestiva bellezza. Il Palazzo è presente in molti film, come ad esempio Vacanze Romane (1953) William Wyler e Habemus Papam (2011) di Nanni Moretti, e i suoi ambienti monumentali, i Barberini stessi e alcune opere della collezione hanno fatto non solo da sfondo ma sono diventati protagonisti in molte opere letterarie. A partire dal XIX secolo Palazzo Barberini diventa fonte di fascinazione soprattutto per gli scrittori e i poeti stranieri che fecero lunghi soggiorni in Italia, come gli inglesi Anna Jameson e Henry Neele. La sontuosità e magnificenza del palazzo stesso hanno più volte solleticato l’attenzione di letterati di grande caratura, basti pensare alle pagine di D’Annunzio nel Piacere (1889), mentre le alterne vicende della famiglia Barberini hanno soggiogato ad esempio Dostoevskij nel Giocatore (1866), o Dumas (padre) nella Sfinge Rossa (1866). Percy Shelley, Stendhal, Nathaniel Hawthorne e Herman Melville, solo per citarne alcuni, ripercorrono infine la vicenda di Beatrice Cenci, immortalata nel quadro ivi conservato.

Ultimo aggiornamento 17/04/2020