Appuntamenti e iniziative

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charles fréger

Dal 10 Febbraio 2015 al 21 Gennaio 2017

Gratis a Roma: l’arte in galleria #21

Una carrellata di sicura ispirazione per chi cerca gli stimoli più disparati: dalle maschere tribali alla fotografia documentaria, dai brunch in galleria all'Art Brut

  • A.A.V.V. | Incontri sui Tatra. Mostra dei manifesti
    Istituto Polacco – fino al 27 febbraio
    Quando si sviluppò la popolarità di montagne come i Tatra e i Carpazi, si affermarono il turismo e gli sport invernali e si avviò il processo di recupero e di consolidamento dello Stato polacco. Tutti questi elementi, uniti a una crescita estremamente dinamica dell’espressione artistica dei manifesti, diedero eccellenti risultati negli anni 1918-1939, creando una base per gli indiscussi successi del manifesto polacco di soggetto principalmente montano, dopo la fine della Seconda guerra mondiale. In mostra la collezione del Museo dei Tatra Dott. Tytus Chałubiński di Zakopane.
  • A.A.V.V. | Any given post it
    White Noise Gallery – fino al 28 febbraio
    Un esperimento sull'identità che ha coinvolto sessantasei artisti italiani ed internazionali.  Hanno aderito al progetto street artist, pittori, fumettisti, illustratori, fotografi, scultori e perfino un performer, invitati a creare un'opera partendo da una stessa base, scelta ironicamente tra quelle più lontane dal concetto di fine-art: il post-it. Il foglietto giallo idealmente rappresenta l'idea schizzata e appuntata nella sua forma più sintetica, l'origine di un pensiero complesso e del processo creativo.
  • Alice Pasquini, Gio Pistone, Pax Paloscia | Stanze, reinventing renaissance rooms
    Temple University Gallery – dal 17 febbraio al 5 marzo
    Tre stanze e tre artiste per unire il passato con il presente; Stanze, reinventing renaissance rooms è una sfida per tre artiste urbane contemporanee, che affiancano tradizione storica di Villa Caproni, sede della galleria, con concetti contemporanei. Nello studiolo Alice Pasquini offre la sua personale visione del wunderkammer utilizzando gli oggetti raccolti durante i suoi viaggi da Capo Verde al Vietnam, da New York a Melbourne. Nella Sala dell’Astrologia Gio Pistone inserisce lo spettatore in un gioco interattivo sulla nascita del potere dove c'è una guerra ed un il vincitore che prende dominio. Nell’affrontare la Sala delle Nozze Pax Paloscia accosta concetti trovati nei ritratti rinascimentali ad opere che evocano la memoria.
  • Paulo Mariotti | Crônicas cariocas
    Gallerie Candido Portinari (Palazzo Pamphilj) – fino al 6 marzo
    I disegni di Mariotti, realizzati con penna sferografica su carta, ritraggono con lirismo e sensibilità luoghi e personaggi della vita di tutti i giorni di una delle più belle città del mondo: Rio de Janeiro. Le strade, i marciapiedi, le piazze, le spiagge e le case carioca rappresentati dall’artista ci trasportano nel quotidiano di chi ha il privilegio di abitare in una città che riunisce bellezze naturali, architettoniche e culturali. Una mostra che saprà suscitare i bei ricordi di chi ha già visitato Rio e potrà ispirare coloro che ancora non l’hanno fatto.
  • Guido Guidi | La fotografia che avrei voluto fare
    Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione – dal 13 febbraio al 13 marzo
    Guido Guidi protagonista di una riflessione sui possibili nessi tra pratiche e generi fotografici a lungo considerati distinti, come la fotografia di “documentazione” e quella di “ricerca”. Già in precedenti occasioni l’Istituto ha proposto forme di interazione tra l’archivio storico e il lavoro dei fotografi contemporanei. Con l’invito rivolto a Guido Guidi si entra ora nel vivo della materia: l’autore si confronta con la produzione di Giovanni Gargiolli attraverso una riflessione e un riallestimento delle fotografie incluse nella mostra Il viaggio in Italia di Giovanni Gargiolli, Le origini del Gabinetto fotografico nazionale, 1895-1913.
  • A.A.V.V. | Graphiste
    Sacripante Gallery – fino al 15 marzo
    Collettiva tutta al femminile curata da Rossana Calbi, Alessia Defilippi e Giulia Piccioni: undici illustratrici italiane raccontano sulla carta il loro tratto, le tecniche, gli stili e i percorsi differenti con l’unico scopo di riportare un segno diverso e in questo spiegare il loro iter artistico. In mostra opere di Margherita Barrera, Alessandra De Cristofaro, Marina Girardi, littlepoints…, Luisa Montalto, Virginia Mori, Daria Palotti, Il Pistrice, Irene Rinaldi, Daniela Tieni, Olimpia Zagnoli.
  • Claire Fontaine | Pretend to be dead
    T293 – fino al 19 marzo 
    Il titolo si riferisce a una forma di difesa passiva che alcuni animali adottano contro i predatori e che permette loro, appunto simulando la morte, di conservare la vita. Le strategie di sopravvivenza, la violenza presente nello spazio e nei rapporti interpersonali sono il filo che collega tutte le opere. Tra le opere in mostra Untitled (Study for Toilet Snorkel/US patent), ispirata dall’illustrazione di un brevetto americano del 1982 per un dispositivo che permette di sopravvivere in uno spazio invaso dal fumo respirando con una cannula l’aria che si trova nel condotto del water; è una chiara metafora di come talvolta per sopravvivere si debba cercare salvezza nei luoghi meno probabili e all’apparenza più tossici. 
  • Peter Linde Busk | Gentlemen
    Monitor – dal 14 febbraio al 21 marzo
    Si apre con un brunch inaugurale in galleria (dalle 11 alle 14) la personale dell’artista danese. Con il titolo sottilmente ironico di Gentlemen, la mostra mette insieme diverse componenti della pratica artistica di Busk, includendo nuovi dipinti su lino in larga scala, ceramiche, litografie e acqueforti. Tra le opere in mostra una grande xilografia You must lead the dance with me, the letter of indulgence does not help you rende evidente che ciò che viene mostrato è un grido lontano dei gentiluomini che potrebbero essere stati una volta. Sono bensì gli esseri lesi che ritornano sul palco come se fossero stati convocati.
  • Charles Fréger | Wilder mann
    Galleria del Cembalo – fino al 28 marzo
    Il fotografo francese rivolge la sua attenzione a comunità presso le quali l’abito riveste un ruolo di primissimo piano, siano esse di militari, oppure di sportivi, o ancora di scolari, religiosi o teatranti. La ricerca di Fréger ha toccato Austria, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia – Sardegna e Alto Adige in particolare –, Macedonia, Polonia... Nelle settanta fotografie della mostra vediamo uomini che sono entrati nella pelle del ‘selvaggio’ – il ‘wilder mann’ è, secondo la leggenda, il frutto dell’unione tra un orso e una donna – diventando fantoccio di paglia, diavolo, mostro dalle mascelle d’acciaio. Il 26 febbraio, alle 18.30, concerto di Teho Teardo ispirato alla serie fotografica.
  • Mariana Ferratto | Esercizi per occhi pigri
    The Gallery Apart – dal 14 febbraio all’11 aprile
    La ricerca di Ferratto è da sempre vocata alla definizione dell’identità personale quale strumento di relazione sociale, una ricerca che affonda le sue motivazioni profonde nell’appartenenza a quelle seconde generazioni che in tutte le comunità statuali europee risultano spesso condizionate da vicende personali e fattori ambientali che rendono complessi i processi di integrazione. Esercizi per occhi pigri si presenta come una architettura concettuale che chiede allo spettatore una partecipazione attiva, sollecitata dapprima mediante meccanismi di spaesamento percettivo per poi transitare attraverso un vero e proprio sforzo fisico e mentale, seppure in termini giocosi.
  • Richard Avedon | Beyond beauty
    Gagosian Gallery – dal 27 febbraio all’11 aprile
    La mostra sottolinea la forza della rappresentazione, creativa e a volte scioccante, che Avedon faceva delle donne, dai ritratti intimi alle celebri fotografie di moda realizzate per Harper’s Bazaar, Vogue, The New Yorker, etc. In mostra anche l’Early Paris fashion portfolio, undici immagini commissionate da Harper’s Bazaar tra il 1947 e il 1957, scattate “en plein air” immortalando la vita nelle strade parigine: da Marlene Dietrich a Dorian Leigh. La fiducia e la complicità tra Avedon e i suoi soggetti sono ancora più evidenti negli scatti realizzati nello studio: per la serie sono in mostra foto di Gloria Vanderbilt, Tina Turner, Veruschka, Jean Shrimpton, etc. In contrasto con questo materiale le 24 immagini a colori, macabre e noir, pubblicate dal New Yorker e intitolate In memory of the late Mr. And Mrs. Comfort (1995), nelle quali bellezza perversa e lusso eccentrico si scontrano con l’idea della mortalità.
  • Italo Zuffi | Quello che eri, e quello che sei
    Nomas Foundation – fino al 15 maggio
    Attraverso un dialogo fra nuove opere progettate per la mostra e altre realizzate in passato, Quello che eri, e quello che sei offre uno sguardo sulla poetica dell’artista individuando alcuni temi che accompagnano il suo lavoro sin dagli esordi, come l’analisi delle regole che determinano il comportamento del singolo o del gruppo, la relazione tra corpo e spazio, la precisione e gratuità del gesto, il perturbante che increspa la superficie delle cose. Il racconto delle opere è stato affidato a diverse voci, critici e artisti che negli anni hanno avuto una lunga consuetudine con il lavoro di Italo Zuffi invitati a scrivere di un’opera che hanno visto, esposto o di cui hanno seguito la genesi.
  • A.A. V.V. | Nasi odorano tulipani. L'arte irregolare nella Collezione Würth
    Art Forum Würth Capena – fino al 21 gennaio 2017
    Arte irregolare è la definizione corrente in Italia per designare non solo le produzioni legate alla disabilità intellettiva, ma anche tutte quelle caratterizzate da immediatezza e spontaneità che fioriscono al di fuori dei circuiti ufficiali di tendenze o movimenti. Oggi l'arte irregolare, Art Brut o Outsider Art, conta numerose collezioni, musei e gallerie dedicate. Il progetto espositivo, il cui titolo deriva da una delle opere in mostra di Uwe Kächele - viene presentato per la prima volta in Italia. In mostra una selezione di oltre trenta lavori (tra dipinti, disegni e sculture) rappresentativi di più di venti artisti. 

Ultimo aggiornamento 13/05/2015