Appuntamenti e iniziative

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Gratis a Roma: l’arte in galleria #22

Dal 20 Aprile 2015 al 27 Giugno 2015

Gratis a Roma: l’arte in galleria #22

Dal particolare al generale: il percorso espositivo nella Capitale si snoda attraverso le riflessioni più intime degli artisti fino ad arrivare ad immortalare processi macrosociali

  • Invernomuto | Wondo Genet           
    Auditorium PdM – fino al 10 maggio
    Sesto appuntamento del progetto espositivo dedicato all’arte del suono: One Space/One Sound. Wondo Genet (2014), in amarico “paradiso terrestre”, è un luogo in Etiopia, vicino Shashamane, considerato sacro dalla religione Rastafariana. Il titolo dell’installazione gioca sull’ambiguità del termine che fa certamente riferimento all’Eden ma anche al nome di una famosa spa in Etiopia. Negus — Remembering a Night in Shasha (2014) è un video in cui Invernomuto cerca di dar corpo ai ricordi rarefatti di una notte passata nella comunità Rastafariana. I tre disegni realizzati durante le riprese sono esposti, insieme al video, in un’atmosfera soffusa e volutamente soggettiva.
  • A.A. V.V. | La grande allusione: 1974-2015
    MLAC Museo Laboratorio di Arte Contemporanea – fino al 12 maggio
    L'esposizione propone una rilettura dell'opera di Marcella Campagnano L’invenzione del femminile: ruoli (1974) realizzata dagli studenti del Dipartimento di Storia dell’arte e Spettacolo e del Corso di laurea in Scienze della moda e del costume della Sapienza insieme agli allievi dell’ISFCI. Nella serie fotografica l’autrice indagava la costruzione dell’identità femminile: l'opera coinvolgeva amiche e compagne ritratte in sequenze di immagini in bianco e nero, mentre interpretavano i ruoli tradizionalmente legati alla donna (la sposa, la prostituta, la casalinga, ecc.). Il pubblico potrà partecipare attivamente alla mostra, interpretando ruoli vecchi e nuovi: il giorno dell'inaugurazione verrà infatti allestito negli spazi del MLAC un set fotografico professionale, un guardaroba per i travestimenti e un servizio trucco. Il 5 maggio invece, si terrà una tavola rotonda sui temi della mostra.
  • Paul Harbutt & EPVS | Il magnetismo della luce
    Beaarte – fino al 15 maggio
    La galleria Beaarte è un nuovo spazio contemporaneo dedicato alla Light art. Paul Harbutt accoglie con opere mai presentate a Roma, due grandi composizioni che vedono miscelarsi tecniche diverse: olio e tecniche miste su tela, neon. I lavori si chiamano SOS e OXO, dalle sigle al neon che campeggiano e catturano lo sguardo magneticamente riconducendoci alla riflessione su modi di esprimere concetti in maniera evidente e velata allo stesso tempo. EPVS espone tre lavori: Tribute, un cubo nero con scritte al neon viola riprese da Albert Camus; un box rettangolare con la scritta al neon rossa Installazione da cui il nome dell’opera; e Halos, un lavoro site specific in cui una serie di cerchi di neon bianchi di diversi diametri vanno in crescendo dal basso verso l’alto in una spirale di elevazione emotiva. 
  • Michael Ryan | Drawings
    Anna Marra Contemporanea – fino al 16 maggio
    Terzo appuntamento del ciclo Focus on, dedicato agli artisti emergenti e alle nuove ricerche. In mostra le opere dell’artista americano Michael Ryan, che presenta per la prima volta in Italia il suo lavoro monumentale e intricato. I lavori esposti sono ispirati da fotografie per lo più di inizio ‘900. Dopo aver scelto le immagini di riferimento, Ryan unisce i loro elementi attraverso un complesso processo di addizione e alterazione, il cui risultato finale è un lavoro che imbeve i documenti originali di immaginazione e mistero. Le vecchie fotografie infatti sono usate solo come spunto. Sono l’immaginazione e l’abile tratto dell’artista a creare atmosfere suggestive, identità distinte e frammenti di vita che ci sembrano pieni di storia anche se non sono mai esistiti. 
  • A.A. V.V. | L’Analfabeto
    Cisterna di Villa Medici – fino al 17 maggio
    Ideata dagli artisti del gruppo L'Alfabeto, questa mostra riunisce Yann Annicchiarico, Axelle Bonnard, Jenny Feal Gomez, Karolina Krasouli e Anaëlle Vanel, con la partecipazione di Elise Cam, Ovidiu Leuce, Alfredo Pirri e Bernhard Rüdiger e le opere di Francisco Tropa. Nel percorso di definizione dell'idea di radicamento e di linguaggio comune, il concetto di ignoranza si è rivelato centrale, essa infatti spinge a continuare a cercare anche là dove si incomincia a non capire. Consapevole del linguaggio ma privo di un filtro specifico, l’analfabeta instaura una relazione personale con la Storia e riattualizza le forme del pensiero attraverso una ritrovata creatività.
  • Rachele Palladino | MI-Mi
    Galleria Otto – fino al 17 maggio
    Mi-Mi in cinese significa segreto.  Il nucleo centrale della mostra è composto da oltre venti carte di medie dimensioni, un rotolo di dieci metri per ottanta centimetri e due grossi quadri (carta intelata) da due metri per uno e mezzo di lato. Nei più piccoli emergono soprattutto storie, personaggi affaccendati nei crucci, incombenze, scontri quotidiani. Sulle grandi dimensioni scompare qualsiasi riferimento figurativo e si compie quella che l’artista definisce una fusione con la linea: la scrittura, da caotica e “incisa”, diviene calligrafica, accattivante, sinuosa; parole come figure, parole come cocci di realtà da ingentilire.
  • Dulk | Broken thoughs
    Galleria Varsi – fino al 24 maggio
    Lo spazio della galleria viene trasformato attraverso i diversi elementi della natura in foresta, prevede un percorso realizzato con la presenza di paesaggi fitti di vegetazione, in cui viene accolta l’ultima produzione dell’artista, che esamina il rapporto tra natura, fantasia e gioia. Dulk crea paesaggi che fondono la sua ricerca sulla pittura tradizionale fiamminga a un immaginario dai toni surreali. 
  • Jorit Agoch | Human tribe
    LaStellina arte contemporanea – fino al 29 maggio
    Per Agoch il concetto di tribù non implica per forza una unità territoriale: l’artista infatti  unisce in una grande comunità tutti i rappresentanti della razza umana indagandone il volto che è il principale interesse della sua ricerca. Nei visi così dettagliati cerca e scopre il silenzio e la tensione interiore del soggetto ritratto. I suoi personaggi preferiti vengono dal mondo rap, che rappresenta per lui la libertà da tutte le imposizioni sociali. È attratto dalla spontaneità che la strada propone. Durante il vernissage, per chi prenota un ritratto, l’artista realizzerà alcuni scatti del soggetto da ritrarre.
  • A.A. V.V. | La politica dei segni
    In ars gallery (libreria Arion Montecitorio) - fino al 30 maggio
    Sono esposte opere di Franco Angeli, Tano Festa, Mario Schifano, una foto di Pier Paolo Pasolini, opera di Dino Pedriali, e "libri-oggetto" di Mirella Bentivoglio, Emilio Isgrò e Arturo Martini. All'interno della mostra è inoltre allestita la sezione Gli oggetti raccontano il '900 dedicata al tema della Memoria, con fotografie, piccoli arredi, oggetti di design, arti applicate e curiosità. Nel corso di ogni mostra saranno organizzati degli Accoppiamenti giudiziosi, incontri nei quali un intellettuale, esperti di arte contemporanea e un artista approfondiranno le possibili connessioni tra un'opera d'arte, un libro e un "libro oggetto".
  • Joe Clark | Shallow pool
    Galleria Mario Iannelli – fino al 30 maggio
    Joe Clark compie una riflessione su come il potenziamento tecnologico dell'immagine origini un risultato che è contemporaneamente seducente e alienante, ambiguo ed ingannevole. Clark suggerisce come l'immagine contemporanea sia come una shallow pool (piscina d’acqua bassa) che, con la sua superficie cristallina dà un’apparenza di profondità, ma che, quando ci si immerge, a stento copre i piedi; quanto più la sua superficie è toccante ed attraente tanto più è fuorviante e maliziosa. 
  • Patrizia Dottori | Mother&Land
    Spazio 88 – fino al 1 giugno
    Patrizia Dottori, fotografa artista che vive e lavora tra Roma e Buenos Aires, è sensibile in particolar modo ai temi dei diritti umani, civili, sociali, ambientali che rielabora nei suoi lavori, per i quali ha ricevuto vari premi e riconoscimenti. La mostra si compone di sette sezioni, fortemente connesse al tema dell’ambiente, che raccontano il presente e il futuro del nostro pianeta attraverso gli elementi della natura. Durante l’inaugurazione presenzieranno con il loro contributo i tre testimonial per la foresta, la pietra e l’acqua: la poetessa Marcia Theophilo, Franca Salato e Domenico Di Conza, giornalista.
  • Johnny Briggs | Comfortable in my skin
    Galleria Marie-Laure Fleish – fino al 13 giugno
    In mostra una selezione di lavori realizzati tra il 2010 e il 2014 che delineano il più recente percorso creativo di Briggs, focalizzato sull’urgenza di riscoprire se stesso mediante l’analisi della propria infanzia. L’artista, prediligendo il medium fotografico, ricostruisce in chiave simbolica i rapporti con i familiari e i ruoli giocati da ciascuno, cristallizzando fatti e luoghi vissuti con una vena ironica, nel tentativo di liberarsi da disagi passati, e raggiungere una consapevolezza maggiore del proprio io da adulto. Con la complicità dei genitori egli mette in scena avvenimenti surreali per raccontare legami ancestrali e rapporti difficili, facendo della fotografia il risultato complesso di un lavoro di performance, scenografia, scultura e pittura.
  • Astrid Nippoldt | Oakwood
    The Gallery Apart – fino al 13 giugno
    Nippoldt orienta il suo obiettivo videofotografico verso la Cina, un pretesto per inquadrare comportamenti umani specifici e transitori da cui trarre suggestioni universali. Incontrata per caso, grazie ad un’amica che stava vivendo l’esperienza, la catena di residenze Oakwood (oltre 25.000 alloggi nel mondo destinati a comunità temporanee di uomini e donne che si muovono per affari), Nippoldt ne rimane intrigata soprattutto per gli effetti collaterali sulla vita di mogli e mariti che di quegli uomini e donne d’affari sono solo accompagnatori. L’artista ha inoltre dato vita per l’occasione ad un blog che accompagnerà la mostra durante il periodo di apertura, dailymorror.wordpress.com.
  • Luca Campigotto | Wildlands and cityscapes
    Galleria del Cembalo – fino al 27 giugno
    Quelle di Campigotto sono fotografie di un viaggiatore che rivive le emozioni vissute nei racconti di altri grandi viaggiatori del passato, alternate, o sovrapposte, alle suggestioni immaginifiche del cinema e dei fumetti. Dallo Stretto di Magellano alle sconfinate pianure della Patagonia, dal Marocco alla Strada degli Eroi sul Monte Pasubio, dall'isola di Pasqua ai ghiacci della Lapponia – Campigotto presenta la quiete e la dimensione contemplativa di luoghi appartati e selvaggi. 

Ultimo aggiornamento 13/05/2015