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Istituto Centrale per la Grafica

Via della Stamperia, 6 - ROMA (RM)

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Dal 3 Marzo 2020 al 10 Luglio 2020

Istituto Centrale per la Grafica: mostre primavera 2020

Istituto Centrale per la Grafica - Via della Stamperia, 6 - ROMA (RM)

La collezione grafica contemporanea di Tullio Gregory e la Favola di Amore e Psiche di Raffaello al centro delle mostre in calendario. Ingresso gratuito

A distanza di un anno dalla scomparsa del grande studioso Tullio Gregory, l’Istituto centrale per la grafica lo ricorda con la mostra della sua collezione di grafica contemporanea, che le figlie Paola e Silvia hanno voluto donare per mantenere integro il fondo e renderlo fruibile. Dal 4 marzo al 3 maggio 2020, dunque, l'istituto ospiterà Tullio Gregory - La collezione di grafica contemporanea, un nucleo eterogeneo di opere su carta che testimonia la grande passione che il professore nutriva per la grafica, prima ancora che per l’arte tutta. La collezione di Gregory si è arricchita nel corso degli anni. Il professore aveva rapporti diretti con alcuni artisti e contatti costanti con i maggiori editori d’arte grafica sia italiani che stranieri: troviamo fogli della fine del XIX e l’inizio del XX secolo di Odilon Redon, Valère Bernard, Georges Rouault, i testi degli intellettuali più controversi del Novecento nelle edizioni d’arte accompagnate dalle grafiche di importanti artisti come le incisioni a colori di Jacques Villon del 1960 per À Poèmes Rompus di Max Jacob; la piccola acquaforte di Jean Fautrier, del 1947, che accompagna il testo di Georges Bataille, L’Alleluiah. Catéchisme de Dianus. Molti fogli dimostrano una predilezione per i temi surrealisti, legati alla figura dell’uomo moderno, manichino, sopraffatto dalle proprie angosce; ricorrenti personaggi ibridi tra il magico e l’ironico, frequenti le figurazioni fantastiche, un po’ oniriche, legate al mondo della magia e dell’occulto. In questo ambito troviamo una litografia di Alfred Kubin, uno dei maggiori disegnatori del fantastico del Novecento; gli Scherzi apoplettici di Mirando Haz, autore di eccentriche visioni di uomini-maschere; le acqueforti acquerellate di Joaquin Roca Rey. Tra i fogli più importanti il disegno a olio Giocoliere cinese di Corrado Cagli, un lavoro del 1941, inedito fino a pochi mesi fa. Dall’analisi dei singoli fogli emergono, oltre ad una varietà molto ampia di tecniche grafiche, le firme dei grandi maestri internazionali, come Picasso, Braque, Leoncillo e ancora Mirko, Baj, Masson, Fiedler, Moore, Guttuso, solo per citarne alcuni, e dei maggiori artisti astratti e informali da Victor Pasmore e Jean Paul Riopelle a Pierre Tal-Coat e Antoni Tàpies. Gli artisti di “Forma 1” e della “scuola di Piazza del Popolo” sono rappresentati dalle acqueforti, le acquetinte e le litografie a colori di Piero Dorazio, Achille Perilli, Antonio Corpora, Piero Consagra, Nino Franchina, Mario Schifano e Giosetta FioroniNon mancano un disegno di Pablo Echaurren e un’acquaforte di Gianfranco Baruchello, che entrambi, attraverso disegni elementari e brevi testi scritti e calcoli, propongono un itinerario apparentemente sensato che in realtà è un’operazione linguistica.

Dal 7 aprile al 10 luglio 2020 la mostra su Gregory sarà affiancata da Raffaello. La Favola di Amore e Psiche, organizzata in ricorrenza dei 500 anni dalla morte di Raffaello, per illustrare uno dei cicli di affreschi più celebri dell'artista, quello della Favola di Amore e Psiche nella Loggia della Farnesina, attraverso la traduzione a stampa commissionata dalla Regia Calcografia. Le tappe della mostra intendono ripercorrere il processo produttivo della riproduzione delle immagini che ha caratterizzato per oltre un secolo la “missione” della storica istituzione romana, si trattò dell’ultimo progetto editoriale della Calcografia per la traduzione a stampa del patrimonio nazionale: da quel momento si acquisì, infatti, piena consapevolezza dell’obsolescenza del tradizionale metodo di riproduzione delle immagini, affidato da secoli alle matrici, per cedere fatalmente il passo alla fotografia. Nel corso della seconda metà dell’Ottocento, fotografia e incisione erano entrate progressivamente in competizione tra loro riguardo alla documentazione dei dipinti, anche se per molto tempo l’incisione fu ancora preferita alla fotografia in quanto, da un lato, più fedele nella restituzione dei rapporti tonali e, dall’altro, più affidabile per la stabilità delle immagini nel tempo, e tecnicamente adeguata ad inserirsi nei testi illustrati. Tuttavia, in questo periodo, l’uso del mezzo fotografico si intreccia indissolubilmente con l’incisione costituendone, di fatto, un efficace complemento per la lettura e la piena comprensione del testo pittorico originale. In questo senso, esemplare è appunto il caso della traduzione degli affreschi raffaelleschi alla Farnesina, per la cui realizzazione, negli anni a cavallo tra XIX e XX secolo, la stessa Calcografia aveva previsto l’impiego di fotografie a supporto dell’esecuzione dei disegni preparatori per le incisioni, realizzati dal vero. La presenza, presso le collezioni dell’Istituto, di una rara e prestigiosa serie di fotografie della Ditta Adolphe Braun – che si era all’epoca distinta nel panorama dei professionisti a livello internazionale proprio per la riproduzione di opere pittoriche e grafiche grazie all’uso del procedimento al carbone – nonché della serie delle matrici calcografiche, accanto ai disegni preparatori e a vari altri materiali di documentazione, pertinenti l’intero ciclo produttivo della serie a stampa, costituisce la ragione peculiare e il focus tematico della mostra che l’Istituto intende presentare per la celebrazione del Maestro. L’esposizione includerà anche le opere che documentano la traduzione a stampa del Trionfo di Galatea. L’occasione si presta, inoltre, a rappresentare emblematicamente e far conoscere, anche a un pubblico di non addetti ai lavori, la specificità della storia artistica e del ruolo culturale svolto dalla Calcografia nell’ambito della divulgazione e della comunicazione visiva.

Informazioni

Istituto Centrale per la Grafica - Museo didattico

Indirizzo: Via della Stamperia, 6 - 00187 ROMA (RM)

Telefono: 06.699801

Fax: 06.69921454

Sito web: http://www.grafica.beniculturali.it

Giorni di apertura

  • lunedì – venerdì, ore 9.00 – 19.00
  • sabato e domenica, ore 9.00 -14.00

ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura

Parole chiave

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Ultimo aggiornamento 19/05/2020