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Dal 16 Dicembre 2020 al 2 Maggio 2021

3 Decades of dissent

La mostra esclusiva alla GAM di Roma curata da Shepard Fairey prende vita e diventa virtuale

Nell'autunno 2020 la Galleria d’Arte Moderna di Roma ha presentato Shepard Fairey. 3 decades of dissent, un progetto espositivo esclusivo curato dallo stesso Shepard Fairey, urban artist tra i più conosciuti al mondo, noto al grande pubblico come Obey, insieme a Claudio Crescentini, Federica Pirani e galleria Wunderkammern. 

Sperimentatore assoluto di linguaggi, stili e messaggi politici tramite l’arte, l’artista statunitense Shepard Fairey (Charleston, 1970) ha voluto creare un concept unico e irripetibile appositamente per la Galleria d’Arte Moderna, presentando trenta sue recenti opere grafiche inedite (2019) - con cui ripercorre molti dei suoi temi di dissenso, come la lotta per la pace e contro la violenza razziale, la difesa della dignità umana e di genere, la salvaguardia dell’ambiente - in dialogo con importanti opere della collezione d’arte contemporanea della Sovrintendenza Capitolina.

Dal 16 dicembre al 2 maggio 2021 la mostra potrà essere fruita online grazie alla realtà virtuale creata da Lieu.City, attraverso cui i visitatori avranno la possibilità di spostarsi da un ambiente all’altro e di muoversi agilmente tra i tre piani della GAM per ammirare le opere di Shepard Fairey e quelle della collezione d’arte contemporanea del museo, avendo a disposizione in maniera facile e intuitiva contenuti multimediali esclusivi, come descrizioni e contributi video per godere di un’esperienza artistica internazionale di qualità.

Il dissenso attivo e puntuale manifestato nei lavori di Fairey va a connettersi con una serie di interferenze d’arte, ossia rapporti - concettuali, tematici, iconografici - che l’artista stesso, insieme agli altri curatori della mostra, ha voluto creare per la Galleria, facendo dialogare le sue opere e i suoi temi con le opere di altri artisti contemporanei, costruendo percorsi visivi che tendono verso altri intrecci visuali più personali con i quali il pubblico potrà interagire. Un concreto bisogno di sfidare visivamente sé stesso e la propria arte con l’arte del suo e del nostro recente passato. Attraverso una sequenza unica, il pubblico potrà riconoscere molte suggestioni stilistiche e artistiche di Fairey nello specchio dell’arte contemporanea italiana.

Ultimo aggiornamento 25/03/2021