Appuntamenti e iniziative

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Dal 15 Marzo 2019 al 30 Giugno 2019

Barberini Corsini Gallerie Nazionali primavera 2019

Robert Mapplethorpe e l'intreccio tra arte del passato e del presente fra le nuove proposte espositive delle Gallerie Nazionali di Arte Antica

La Galleria Corsini, per la prima volta al pubblico, dal 25 gennaio al 30 giugno 2019 viene esposto un capolavoro recentemente riscoperto di Giorgio Vasari: il Cristo Portacroce, realizzato per il banchiere e collezionista Bindo Altoviti nel 1553. Il dipinto costituisce uno dei vertici della produzione dell’artista aretino e uno degli ultimi dipinti realizzati a Roma prima della sua partenza per Firenze. Il ritrovamento si deve a Carlo Falciani, esperto studioso di pittura vasariana, che lo ha riconosciuto nel quadro registrato da Vasari nel proprio libro delle Ricordanze, indicandone la data e il nome del prestigioso destinatario. Il dipinto testimonia un momento assai importante dell’attività romana di Vasari, allora al servizio di papa Giulio III e della sua cerchia. Riportata nel suo contesto, l’opera si rivela un caso esemplare per capire le pratiche di lavoro di Giorgio Vasari e i caratteri peculiari della sua fortunatissima ‘maniera’. In occasione della mostra è previsto un ciclo di conferenze sull’opera esposta e la figura dell’artista. Sarà inoltre pubblicato un catalogo a cura di Barbara Agosti e Carlo Falciani.

Le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano dal 15 marzo al 30 giugno 2019, nella sede di Galleria Corsini a Roma, la mostra Robert Mapplethorpe. L’obiettivo sensibile, a cura di Flaminia Gennari Santori. L’esposizione prosegue il dialogo e l’intreccio tra passato e presente iniziato con l’esposizione di Parade di Picasso nel 2017 e la mostra Eco e Narciso nel 2018, tratto distintivo della strategia delineata dalla direzione del museo. La mostra, che raccoglie quarantacinque opere, si concentra su alcuni temi che contraddistinguono l’opera di Robert Mapplethorpe (1946 — 1989), notissimo, rivoluzionario e controverso maestro del secondo Novecento: lo studio delle nature morte, dei paesaggi, della statuaria classica e della composizione rinascimentale. La scelta della curatrice di fare una mostra su Robert Mapplethorpe è ispirata alla pratica collezionistica dell'artista, avido raccoglitore di fotografie storiche, passione che condivideva con il compagno Sam Wagstaff, la cui collezione costituisce un fondo straordinario del dipartimento di fotografia del Getty Museum. La selezione delle opere e la loro collocazione nella Galleria rispondono a diverse intenzioni: mettere in luce aspetti del lavoro di Mapplethorpe che risuonano in modo particolare con la sede museale, intesa come spazio — fisico e concettuale — del collezionismo, per innescare una relazione inedita tra i visitatori, le opere e gli ambienti della Galleria. Il 2019 è il trentesimo anniversario della morte di Robert Mapplethorpe e questa iniziativa, organizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York, si iscrive in una serie di mostre dedicate all’artista in tutto il mondo.

Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti è la mostra che aprirà alle Gallerie Nazionali di Arte Antica in Palazzo Barberini a Roma dal 22 febbraio al 16 giugno 2019. L'evento espositivo, curato da Alessandro Cosma e Yuri Primarosa, esaminerà la prima attività di Mattia, la formazione nella bottega romana del fratello maggiore e lo stretto legame fra i due. La mostra prenderà spunto dalla monumentale tela caravaggesca Allegoria dei cinque sensi, rimasta per anni in deposito presso il Circolo Ufficiali delle Forze Armate e realizzata a quattro mani negli anni Quaranta del Seicento. In mostra altre undici opere che focalizzeranno lo stretto legame fraterno. Esposto al pubblico per la prima volta il Concerto con scena di buona ventura e ad altri quadri, come il Cristo davanti a Pilato di Palazzo Pallavicini Rospigliosi e il Cristo che guarisce l’idropico di una collezione privata milanese. In esposizione anche altri importanti dipinti inediti di Mattia: primo fra tutti il monumentale Cristo e la Cananea, in origine nella collezione dei Principi Colonna, opera capitale del periodo romano del pittore, databile su base documentaria al 1646-1647. La scoperta dello straordinario dipinto - il primo fornito di una data certa - ha permesso di precisare la cronologia della sua prima produzione. Saranno esposti al pubblico per la prima volta anche l’Archimede, oggi a Varese, e un Apostolo di collezione privata torinese, che documentano la precoce riflessione di Mattia sulla pittura di Caravaggio e di Jusepe de Ribera. Di Gregorio, invece, il Cristo mostrato al popolo di una collezione privata torinese. Chiude il percorso espositivo un’ulteriore nuova proposta per gli anni romani di Mattia, una Testa di bambina, ritrovata nei depositi della Galleria Corsini.

Dal 12 aprile 2019 l'ala sud di Palazzo Barberini avrà un nuovo allestimento di capolavori del Settecento. Le 10 sale espositive, dopo un accurato restauro a cui si devono 750 mq di nuovo spazio espositivo, diventano definitivamente parte integrante del nuovo percorso museale con 83 opere esposte secondo un nuovo progetto allestitivo, un nuovo impianto di illuminazione, una nuova grafica, nuovi apparati, pannelli e didascalie. Il tutto al fine di rendere più visibile e leggibile il percorso di visita del museo. Si potranno vedere le opere che vanno dal Seicento napoletano alla collezione settecentesca, con i ritratti, le vedute, i pittori del Grand Tour e i dipinti della donazione Lemme. Sarà l’occasione per scoprire o riscoprire capolavori che non si vedevano da tempo, opere recentemente restaurate e dipinti esposti raramente come la Giuditta e Oloferne di Francesco Furini, le monumentali tele degli Apostoli realizzate da Carlo Maratti per il cardinal Antonio Barberini, le vedute di van Wittel, appena restituite alla loro originaria, smagliante luminosità. Inoltre alcune sale, in particolare quella della Pittura napoletana e quella dedicata a Pompeo Batoni, saranno oggetto di un avvicendamento semestrale di alcune opere (Bernardo Cavallino, Salvator Rosa, Francesco Solimena, Massimo Stanzione, Pompeo Batoni, Pierre Subleyras) al fine di esporre più opere senza alterare l’impianto dell’allestimento. Si potrà ammirare nella sua completezza la raccolta di dipinti donata da Fabrizio e Fiammetta Lemme nel 1998: una serie notevole e coerente di 28 modelli di presentazione di opere realizzate per alcune tra le più importanti imprese decorative della Roma del XVIII secolo, con opere, fra gli altri, di Giuseppe Chiari, Sebastiano Conca, Domenico Corvi e Pier Leone Ghezzi. Molte le iniziative collaterali previste, da Museo Adagio alle visite guidate gratuite.

Giorni di apertura

  • Palazzo Barberini: da martedì a domenica ore 9.00-19.00 (ultimo ingresso ore 18.00)
  • Galleria Corsini: da mercoledì a lunedì ore 8.30-19.00 (ultimo ingresso ore 18.30)

Tariffe

Biglietto intero Palazzo Barberini + Galleria Corsini: 12 euro (valido 10 giorni); biglietto ridotto per cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni Palazzo Barberini + Galleria Corsini: 6 euro (valido 10 giorni)

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Ultimo aggiornamento 02/04/2019