Per saperne di più

Mappa  [ Espandi ]

Zoom inZoom outVisualizzazione mappaVisualizzazione fotografica

Complesso del Vittoriano

Via di San Pietro in Carcere - ROMA (RM)

Calcola percorso

Inserire l'indirizzo di partenza

Appuntamenti e iniziative

Bookmark and Share
Foto

Dal 15 Aprile 2016 al 30 Ottobre 2016

Complesso del Vittoriano: primavera 2016

Complesso del Vittoriano - Via di San Pietro in Carcere - ROMA (RM)

Riprende con tre mostre iconiche la stagione espositiva del Vittoriano: la prima grande retrospettiva dedicata ad Alphonse Mucha, la mostra dedicata a Barbie e la monografica su Antonio Meneghetti

Una nuova primavera al Vittoriano, con il passaggio di timone ad Arthemisia Group, che prende avvio con due mostre che segnano la nuova direzione. La retrospettiva dedicata all’inventore dell’Art Nouveau Alphonse Mucha, celebre soprattutto per le sue meravigliose e sensuali raffigurazioni femminili, e un'esposizione dedicata al mito dell’icona pop per eccellenza, Barbie.

Alphonse Mucha (in mostra dal 15 aprile all'11 settembre 2016) è stato uno degli artisti più celebri dell’Europa a cavallo tra ‘800 e ‘900: combinando immagini di donne seducenti a composizioni e layout tipografici innovativi creò originalissimi manifesti. Nacque così un nuovo genere di arte visiva fiorito nella Parigi della Belle Époque. Lo stile Mucha venne a indicare ben presto tutta una serie di opere grafiche e oggetti decorativi che arredavano le case dei cultori dell’arte a Parigi e in altri Paesi, diventando un’icona dell’Art Nouveau. Nel 1904, durante una visita negli Stati Uniti, i mass media salutarono in Mucha il più grande artista decorativo del mondo. Mentre nel contesto dell’arte internazionale aumentava la sua fama, in Mucha crebbe forte il desiderio di contribuire all’indipendenza politica delle Terre ceche e delle vicine regioni slave divise per secoli dalle potenze coloniali. Al di là di un’opulenza di facciata e di una visione modernista espresse dall’Esposizione universale di Parigi del 1900, nell’Europa centrale e orientale le tensioni politiche montavano. Mucha credeva nell’universalità dell’arte, nel suo potere d’ispirazione e di comunicazione, auspicando la creazione di un’unione spirituale dei popoli slavi e, in ultima analisi, di tutto il genere umano. L'amore di Mucha per la propria terra e per gli ideali utopici si manifesta nel suo capolavoro, l’Epopea slava (1911-28)
Curata da Tomoko Sato, la mostra si compone di oltre 200 opere tra dipinti, manifesti, disegni, opere decorative, gioielli e arredi, che concorrono a ripercorrere l’intero percorso creativo del massimo esponente dell’Art Nouveau.

Barbie. The icon (in mostra dal 15 aprile al 30 ottobre 2016) racconta l’incredibile vita di questa bambola che si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali della società lungo oltre mezzo secolo di storia, avendo il privilegio di resistere allo scorrere degli anni e attraversare epoche e terre lontane, rappresentando oltre 50 diverse nazionalità, e rafforzando così la sua identità di specchio dell’immaginario globale. Dal giorno in cui ha debuttato al New York International Toy Fair, esattamente il 9 marzo 1959, Barbie ha intrapreso mille diverse professioni. È andata sulla luna, è diventata ambasciatrice Unicef e ha indossato un miliardo di abiti per 980 milioni di metri di stoffa. Soprattutto Barbie è cambiata con lo scorrere del tempo, non solo delle mode o della moda, e si è trasformata per essere sempre al passo con il mondo. Ed è diventata una vera e propria icona. Il percorso espositivo è studiato per offrire diversi livelli di lettura: alle informazioni di approfondimento storico e culturale per il pubblico adulto, si affiancano postazioni pensate per i bambini che, attraverso una serie di attività coinvolgenti, potranno approfondire la storia di Barbie.
Curata da Massimiliano Capella, l'esposizione per la tappa romana si è arricchita di nuovi prestiti dalla serie Barbie Fashionista, tra cui i modelli Curvy, Tall e Petit, che riproducono le diverse corporature femminili, e le wedding dolls della Coppia Reale inglese William e Catherine.

Antonio Meneghetti (in mostra dal 20 maggio al 26 giugno 2016) è stato un profondo amante della vita in tutti i suoi aspetti, un raffinato osservatore del mondo e della natura umana. I suoi quadri sono caratterizzati da astratte pennellate di colore e sgocciolature di pittura mentre al centro degli oggetti di design c’è l'uomo: tutta la sua opera è caratterizzata da un’infinita varietà che si rifà alle poliedriche percezioni e ai molteplici punti di vista del soggetto. La mostra, curata da Ermanno Tedeschi, è la prima tappa di un percorso che vuole valorizzare e fare conoscere nel mondo l’opera unica e preziosa dell’artista. A Roma saranno esposte oltre cento opere del maestro tra dipinti, sculture, oggetti di design e gioielli, ospitati in prestigiosi musei e sedi istituzionali in diverse parti d’Italia e del mondo che, insieme ad alcune videoproiezione, rappresentano uno spaccato importante dell’immensa e poliedrica produzione di Meneghetti. I temi trattati nell’opera di Meneghetti sono diversi e vanno dal figurativo al minimale, di cui i bianchi e i neri sono quadri essenziali e assoluti e ne rappresentano la massima espressione. Nelle sculture di Meneghetti il vuoto è fondamentale e il più delle volte è lo spazio più corposo che richiama il protagonismo del bianco sulla tela. Al centro degli oggetti di design c’è sempre l’uomo, caratterizzato da una varietà infinita che si rifà alle poliedriche percezioni e ai molteplici punti di vista del soggetto. La moda e la progettazione architettonica sono altri due mondi in cui Meneghetti ha lasciato un segno tangibile. 

Informazioni

Sito web:
http://www.arthemisia.it/
http://www.ilvittoriano.com/

Tariffe

ingresso mostra singola 14 euro intero, 12 euro ridotto; Hopper+Barbie 22 euro intero, 18 euro ridotto. Universitari ingresso 6 euro ogni martedì escluso i festivi

Parole chiave

belle epoque Complesso del Vittoriano arte del ‘900 art nouveau alphonse mucha barbie icone popolari

Ultimo aggiornamento 21/09/2016