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Vittoriano

Piazza Venezia - ROMA (RM)

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Dal 19 Giugno 2019 al 2 Febbraio 2020

Lessico Italiano, volti e storie del nostro Paese

Vittoriano - Piazza Venezia - ROMA (RM)

In esposizione fino al 2 febbraio la mostra che dà il via a un nuovo corso di gestione del monumento. Ingresso gratuito

È stato presentato il 19 giugno 2019 il Nuovo progetto per il Vittoriano che ha preso il via con la mostra Lessico Italiano, volti e storie del nostro Paese. L’apertura della mostra cade in occasione della ricorrenza della proclamazione del tricolore quale bandiera nazionale della Repubblica.

L’esposizione, suddivisa in 7 sezioni, prevede oggetti simbolici, opere d’arte antica e contemporanea, installazioni video e site-specific realizzati da grandi maestri o da giovani artisti emergenti. L’ingresso alla mostra è gratuito.

Il visitatore avrà la possibilità di viaggiare idealmente lungo la Penisola, attraverso luoghi simbolici e fortemente caratterizzanti l’identità del Paese.

L’allestimento prevede infatti un percorso disegnato in base alle forme di edifici storici e religiosi, presenti in ciascuna regione italiana, fortemente espressivi della nostra storia e della nostra cultura. 

Essere e sentirsi italiani è il risultato di un percorso complesso ed entusiasmante, a volte drammatico. La mostra intende illustrare tale percorso, evidenziando come attraverso il senso di unità, solidarietà e comune appartenenza sia possibile superare le sfide più difficili. 7 sezioni tematiche raccontano valori, istituzioni e storie del nostro Paese.

La mostra punta a spiegare cosa voglia dire essere italiani oggi agli italiani stessi e ai turisti. Per farlo si è scelto il piano psicologico, approfondendo dunque il concetto di identità nella triplice accezione di individuale, sociale e nazionale. Con un gruppo di esperti, filosofi del linguaggio e psicologi, guidati da Francesco Ferretti, si è dato così alla mostra il carattere di un percorso, in cui si entra in un modo e si esce necessariamente diversi. Per tradurre i temi — dalla lingua alle istituzioni al lavoro — si è fatto ricorso a una pluralità di strumenti: oltre ai testi, dunque, oggetti simbolo, come la tuta dell’astronauta Samantha Cristoforetti, opere d’arte antica — dalla moneta di Corfinio o al cosiddetto Togato di Petrara — e arte contemporanea: ecco allora lavori di Luigi Ontani, Carla Accardi, Giuseppe Uncini, Alighiero Boetti e Fabrizio Plessi.

E ancora venti video‐installazioni e una colonna sonora concepite su misura. Il progetto di allestimento è affidato a Benedetta Tagliabue e al suo studio: l’architetto, ispirandosi alla tradizione italiana ha creato uno spazio totalmente nuovo, che grazie anche ad un sofisticato progetto illuminotecnico, guida il visitatore fino a “trovare sé stesso”. La mostra è concepita per essere vissuta su due livelli, quello reale e quello virtuale. Con un’app si può scegliere di farsi prendere per mano da uno scrittore, Eraldo Affinati: e così sentire parlare in prima persona gli oggetti, come nel caso davvero significativo della toga di Rocco Chinnici, come pure un nonno e una nipotina che in un fitto dialogo approfondiscono e spiegano i temi della mostra. Alla fine il pubblico si trova al centro di un’esperienza di alto profilo intellettuale ma che ha l’ambizione anche di essere molto intensa sotto il profilo emotivo e per certi versi sensoriale.

Ultimo aggiornamento 01/10/2019