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Galleria d’Arte Moderna

Via Francesco Crispi, 24 - ROMA (RM)

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Dal 29 Marzo 2018 al 16 Dicembre 2018

Roma città moderna. Da Nathan al Sessantotto

Galleria d’Arte Moderna - Via Francesco Crispi, 24 - ROMA (RM)

Una rilettura ideale della cultura artistica della Roma del ’900, nella mostra che presenta circa 180 opere fra Modernità e Tradizione

Un tributo alla Capitale d’Italia attraverso gli artisti che l’hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi: Roma città moderna. Da Nathan al Sessantotto ripercorre le correnti artistiche protagoniste del ‘900 mettendo in primo piano la città di Roma, da sempre polo d’attrazione di culture e linguaggi diversi. Presentate oltre 180 opere, tra dipinti, sculture, grafica e fotografia, alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, in una rilettura ideale della cultura artistica di Roma che, lungo il Novecento, si svolge fra Modernità e Tradizione, dall'epoca del Sindaco Ernesto Nathan (1907-1913) fino al decennio dei grandi movimenti di massa e della rivoluzione artistica e culturale del Sessantotto. Un tracciato storicizzato che immerge le opere selezionate nel contesto geo-artistico, temporale e sociale in cui sono state create. In primo piano la città: la sua storia e i suoi luoghi, dal centro alla periferia e viceversa. Ma anche i suoi stili, in un percorso artistico e intellettuale che ha fatto di Roma il perno della cultura nazionale e internazionale del Novecento, spesso anticipatrice rispetto ad altre città italiane ed europee.

In mostra opere che riproducono paesaggi e figure con valenze simboliste e decadenti realizzate tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del XX secolo (Duilio Cambellotti, Onorato Carlandi, Nino Costa, Adolfo De Carolis, Camillo Innocenti, Auguste Rodin, Adolf Wildt, Ettore Ximenes ecc.). Opere che anticipano la voglia di rinnovamento e modernità fondamentale per il lavoro degli esponenti della Secessione romana negli anni Dieci (Felice Carena, Nicola D’Antino, Arturo Dazzi, Arturo Noci ecc.), così come per il gruppo dei futuristi e degli aeropittori degli anni Venti e Trenta (Benedetta Cappa Marinetti, Tullio Crali, Sante Monachesi, Enrico Prampolini, Tato ecc.).
Parte sostanziale della mostra è dedicata alla tendenza artistica di “recupero”, teorico oltre che concettuale, dell’antico e della tradizione dell’arte italiana che caratterizza le correnti artistiche degli anni Venti-Trenta - dal Tonalismo al Realismo Magico, dalla Metafisica al Primitivismo - con le quali gli artisti “guardano” Roma con un nuovo seppur “antico” sguardo (Giacomo Balla, Giuseppe Capogrossi, Felice Casorati, Emanuele Cavalli, Giorgio de Chirico, Achille Funi, Franco Gentilini, Arturo Martini, Roberto Melli, Fausto Pirandello, Mario Sironi ecc.).
Si prosegue con la Scuola Romana e i suoi capolavori, con focus sulle demolizioni che hanno caratterizzato Roma nella distruzione/ricostruzione del centro città e il conseguente, dissennato, sviluppo delle periferie (Afro, Mario Mafai, Scipione ecc.), per immettersi nella fase della figurazione e dell’astrazione - il segno - che ha caratterizzato la cultura post-bellica degli anni Quaranta, Cinquanta e primi Sessanta (Renato Guttuso, Leoncillo, Carlo Levi, Gastone Novelli, Achille Perilli, Giulio Turcato, Lorenzo Vespignani, Alberto Ziveri ecc.). Infine, l’apertura verso un’“altra” Roma, i riscontri urbani della Pop Art e delle sperimentazioni concettuali della seconda metà degli anni Sessanta che hanno definitivamente dilatato il centro dell’arte e del pensiero artistico di Roma oltre la città stessa, aprendosi ad un afflato internazionale (Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Mario Schifano, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Mimmo Rotella ecc.).

Ai tradizionali apparati didattici dell’allestimento sono affiancati strumenti multimediali realizzati in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma e l’Istituto Luce.

Con la proroga al 16 dicembre 2018, la mostra si arricchisce inoltre di nuove opere come Il remo e la pala (1933) di Fausto Pirandello, in prestito speciale dal Museo del Novecento di Milano, una delle "storie sospese fra realtà e mito" caratteristiche della produzione degli anni Trenta, quando l'artista porta a maturazione spunti cézanniano-cubisti, suggestioni simboliste, primitiviste e metafisiche e un uso del colore precisato a confronto con i tonalisti della Scuola Romana.
Entrano in mostra anche due nuovi capolavori del Futurismo romano, La corrida (1929-30) di Enrico Prampolini e Aeropittura (1934) di Osvaldo Peruzzi, oltre che una nuova opera di Giulio Turcato, Avventuristico (1962), altro suo capolavoro che potrà essere ammirato accanto al suo Comizio (1950), dipinto eccellente per descrivere il passaggio dell'artista dalla figurazione all'astratto, fra gli anni Cinquanta e Sessanta. A queste opere sarà contrapposto Bacio indelebile (post 1960) di Tomaso Binga in modo da rafforzare la pagina dell'arte sperimentale degli anni Sessanta della mostra.

Informazioni

Organizzato da

mostra a cura di Claudio Crescentini, Federica Pirani, Gloria Raimondi e Daniela Vasta, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, organizzazione Zètema Progetto Cultura

Tariffe

Biglietti: 7,50 euro intero e 6,50 ridotto per i non residenti; 6,50 euro intero e 5,50 ridotto, per i residenti; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente. Per i possessori della MIC Card – che al costo di soli 5 euro consente a residenti e studenti l’ingresso illimitato per 12 mesi nei Musei Civici – è gratuito sia l’ingresso alla mostra sia gli incontri e le attività didattiche che rientrano nel biglietto d’ingresso al museo.

Parole chiave

Roma arte arte contemporanea mostra Musei in Comune arte del novecento Galleria d'Arte Moderna di Roma Roma città moderna. Da Nathan al Sessantotto

Ultimo aggiornamento 04/12/2018