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Palazzo Merulana

Via Merulana, 121 - ROMA (RM)

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Dal 22 Febbraio 2020 al 4 Aprile 2020

Roma Fotografia 2020: EROS

Palazzo Merulana - Via Merulana, 121 - ROMA (RM)

Proposta culturale che indaga il rapporto tra la fotografia e l’arte in generale con il tema del desiderio, della passione e della bellezza 

Dal 22 febbraio al 4 aprile 2020 Palazzo Merulana ospita Roma Fotografia 2020: EROS, un grande evento che delinea i contorni e le sfumature della forza straordinaria che muove il mondo: il desiderio.

Se tutta l’arte è erotica, come diceva Gustav Klimt, in fondo, è perché l’erotismo caratterizza la natura stessa: dalla forma di un’orchidea in fiore ad un frutto aperto a metà, l’eros è lo sguardo di chi riesce a cogliere l’essenza e ogni forma di bellezza e di pathos nell’esistenza. Il continuo esercizio delle emozioni con cui stimoliamo i nostri sensi che diventa una chiave di lettura con cui interpretare ciò che viviamo.

Roma Fotografia 2020 EROS è una proposta culturale che indaga il rapporto tra la fotografia e l’arte in generale con il tema del desiderio, della passione e della bellezza.

In concomitanza con l’inaugurazione di Roma Fotografia 2020 EROS, la programmazione espositiva parte a Palazzo Merulana con un ciclo di tre personali tutte al femminile.
Un racconto sull’eros che percorre il secolo scorso sino all’oggi. Dalle Dive Divine del cinema muto agli anni Venti fiammeggianti di innovazione e spirito rivoluzionario nelle fotografie di Tina Modotti, sino alle rappresentazioni fotografiche frutto di una contemporaneità intrisa di classicismo.

Il 22 febbraio inaugura, per rimanere esposta fino all'8 marzo, la prima delle tre mostre, Tina Modotti - L’Eros della rivoluzione, un viaggio in quattro tappe che parte con le immagini iconiche che hanno portato Tina Modotti ad essere la fotografa più influente dell’inizio del secolo. Una donna, una artista oltre le definizioni, oltre il suo tempo, che proietta verso una modernità che trova nel desiderio la scintilla per muoversi verso un ideale imprescindibile, una passione irrinunciabile, una volontà tenace, nell’esplorazione di sé e della stessa vita per lei già immortale. 

L'11 marzo (fino al 22 marzo) al via Come allo specchio, mostra personale di Chiara Caselli, una delle attrici più versatili della sua generazione, nota per aver recitato per autori come Michelangelo Antonioni, Liliana Cavani, Gus Van Sant, solo per citarne alcuni, sino all’ultimo film di Pupi Avati, ma anche regista e fotografa con partecipazioni alla Biennale di Venezia e all’ultima edizione della Photo Biennale di Mosca, unica fotografa donna accanto a Mimmo Jodice e Gianni Berengo Gardin. Come allo specchio, a cura di Giovanni Pelloso, già nel titolo dichiara l’orizzonte visivo dell’autrice che ha declinato il tema di Eros in una narrazione per immagini di un'estate passata, in cui lo specchio è insieme materia e metafora della nostalgia e del desiderio. Nostalgia - dal greco nóstos, ritorno, e algia, dolore, di quanto invano si vorrebbe non fosse stato - e Desiderio come sentimento della mancanza, sono il nutrimento di questo suo racconto per immagini scandito dal nome dei mesi, in cui il tempo non è però da intendersi come regolare successione di eventi, ma come tempo interiore, estensione dell'anima, presente del passato, dilatato ed eterno.

Dal 24 marzo al 4 aprile è la volta di Stelle silenti. C’è un piccolo magico sortilegio contenuto nelle immagini di questa mostra. Esse rivelano la rappresentazione esteriore di un gruppo di donne, e una parte della vita interiore di milioni di italiani. Ovviamente, prima di tutto questo, le foto raccontano altre storie. La prima è nota, ed è convenzionale: si tratta di immagini molto belle, di donne che – quando la cinepresa o la macchina fotografica le fermò in posa – erano considerate molto belle. E di più: considerate meritevoli di uno speciale culto, insieme esclusivo e popolare, rasente l’ottusità e in grado di toccare corde profonde. Questo culto, questa speciale epifania, andava e va ancora sotto il nome di ‘divismo’. Ed è bene ricordarlo, esso ebbe in Italia la sua prima manifestazione cinematografica. Prima che in America, prima che in Francia, nei paesi scandinavi o in Oriente, l’Italia produsse un corpo di attrici seguite e adorate da un pubblico pagante. Prima che Hollywood sviluppasse scientificamente lo star system, il cinema italiano aveva un suo sistema di dive. E incidentalmente, produsse anche il primo kolossal della storia, Cabiria. 

Informazioni

Palazzo Merulana

Indirizzo: Via Merulana, 121 - ROMA (RM)

Telefono: 06.39967800

Email: info@palazzomerulana.it

Sito web:
http://www.palazzomerulana.it/
https://www.coopculture.it/heritage.cfm?id=267

Tariffe

biglietto intero 10 euro, ridotto (under 27) 8 euro. EROS card: 15 euro (consente l’accesso illimitato dal 23 febbraio al 4 aprile alla Collezione Cerasi, alle mostre di Roma Fotografia 2020, e ai talk in occasione di RF2020)

Parole chiave

tina modotti fotografia contemporanea diego rivera palazzo merulana roma fotografia

Ultimo aggiornamento 05/03/2020