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Teatro Argentina

Largo di Torre Argentina, 52 - ROMA (RM)

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Appuntamenti e iniziative

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Dal 11 Settembre 2017 al 24 Giugno 2018

Teatro Argentina - Stagione 2017/18

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina, 52 - ROMA (RM)

Il dialogo tra classico e contemporaneo nelle proposte drammaturgiche del Teatro che apre il sipario sulla realtà. Riduzioni con Informagiovani Roma

Il teatro è uguale per tutti è l’imperativo che accompagna la Stagione 2017/2018 del Teatro di Roma, patrimonio di tutti, accessibile a tutti e con un linguaggio comune, che esprime unità nella varietà delle molteplici proposte che si alterneranno sui palcoscenici del Teatro Argentina e del Teatro India. Un percorso di progetti che apre il sipario su quella “realtà” in divenire che il pubblico vive ogni giorno, per raccontarla attraverso il teatro e renderla occasione di convivenza e condivisione. Teatro e vita fusi insieme a ribadire che il mondo è un grande palcoscenico che sa farsi spazio di incontro nella vita di una comunità.
Anche quest’anno la programmazione opera per strutture tematiche costruendo una Stagione a progetti: 15 percorsi da attraversare, vivere e mescolare tra loro, secondo interessi e sensibilità, per un viaggio lungo 11 mesi, aperto a tutte le generazioni e tipologie di pubblico. Ampia l’attenzione alla drammaturgia del presente, in equilibrio tra tradizione e innovazione, tra il meglio della classicità e novità drammaturgiche, confermando l’impegno a sostenere le espressioni del territorio, talenti e intelligenze creative indipendenti. In cartellone di 72 proposte complessive, con opere di più di 60 autori viventi messi in scena, 64 registi e circa 300 interpreti: numeri che collocano il Teatro di Roma fra i primi teatri in Italia. Due i palcoscenici: il Teatro Argentina, dove si dipana il dialogo tra classico e contemporaneo, e il Teatro India, “fabbrica” creativa e luogo di investimento per il teatro del futuro.

Cartellone

  • dall’11 al 16 settembre 2017
    Ritratto di una Nazione - L’Italia al lavoro
    Venti quadri teatrali dalle regioni del Paese. Prima parte
    un progetto di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri in prima nazionale, regia Fabrizio Arcuri, dramaturg Roberto Scarpetti, colonna sonora di Mokadelic. Con Giuseppe Battiston, Francesca Ciocchetti, Roberto Citran, Maddalena Crippa, Gigi Dall’Aglio, Michele Di Mauro, Davide Enia, Saverio La Ruina, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Filippo Nigro, Gianni Parmiani, Ulderico Pesce, Michele Placido, Arianna Scommegna, Vitaliano Trevisan
    20 pièce teatrali commissionate ad altrettanti autori - uno per ciascuna regione del nostro Paese - che indagano la tematica del lavoro. Un polittico etico e poetico che, nella prima parte, presenta 11 “scene” dall’Italia di oggi: le prime 9 regioni, più un prologo scritto dal premio Nobel Elfriede Jelinek e un pezzo sulle lotte sindacali in Italia. A dar voce e visione alle rispettive regioni sono le creazioni di autori e drammaturghi diversi per generazione, indole e scrittura: Marta Cuscunà con Etnorama 34074 (Friuli Venezia Giulia), Davide Enia con Scene dalla frontiera (Sicilia), Renato Gabrielli con Redenzione (Lombardia), Saverio La Ruina con 30 minuti (Calabria), Alessandro Leogrande con Pane all’acquasale (Puglia), Marco Martinelli con Saluti da Brescello (Emilia Romagna), Michela Murgia con Festa nazionale (Sardegna), Ulderico Pesce con Petrolio (Basilicata), il dittico di Vitaliano Trevisan con North by North-East. Coffee shop e Start-up (Veneto), il pezzo sulle lotte sindacali di Wu Ming 2 e Ivan Brentari con Meccanicosmo. A fare da prologo, Risultato da lavoro, testo d’eccezione commissionato per l’occasione alla scrittrice austriaca Elfriede Jelinek. Nel 2018 andrà in scena la seconda parte.
  • dal 20 al 23 settembre 2017
    Kreatur
    Sasha Waltz & Guests
    La coreografa tedesca Sasha Waltz apre la 32esima edizione di Romaeuropa Festival con la sua travolgente carica di linee, forze e corpi rinnovando la sua attenzione al dialogo con altre forme artistiche. La sua nuova creazione intreccia due differenti collaborazioni: da un lato la visionaria fashion designer Iris van Herpen, dall’altro il light designer Urs Schönebaum. Ad affiancare questo esaltante trio, le musiche di Soundwalk Collective.
    Nell’ambito di Romaeuropa Festival
  • dal 30 settembre al 1 ottobre 2017
    Belgian Rules/Belgium Rules
    Troubleyn/Jan Fabre
    Jan Fabre torna con una nuova visionaria creazione. A essere glorificato dai suoi ‘guerrieri della bellezza’ (definizione che Fabre ha dato ai suoi performer) è questa volta il Belgio, sua terra natia. Con la composizione musicale di Andrew Van Ostade, i testi di Johan de Boose e più di 15 performer in scena, lo spettacolo scompagina l’immaginario e la cultura di un intero paese, terra di sangue e di guerre, terra di Rubens, di Bosch, di Bruegel e di Magritte, ma anche di birre e patatine fritte. Un autoritratto teatrale ironico e tagliente, riflesso nell’immagine dell’Europa tutta.
    Nell’ambito di Romaeuropa Festival
  • 3 ottobre 2017
    Profumo di Corea
    a cura dell’Istituto Culturale Coreano
    Regia Kim Min-Kyung
    Lo spettacolo racconta una cultura millenaria pronta ad affascinare il pubblico. Il sentimento che propone, fondato su una storia travagliata, ferita da occupazioni e guerre che tuttora dividono un unico popolo, si trasforma in un’improvvisazione di suoni e danze che penetrano come il profumo, con tutto il fascino dell’estremo oriente. In programma la tipica danza buddista beopgochum, la danza del tamburo, la danza sciamanica che accompagna i defunti all’aldilà Ssitkim-gut, il canto folcloristico Pansori ed altri tipi di Sinawi di ispirazione sciamanica. Lo sfondo del palcoscenico sarà anch’esso improvvisato da un pittore, che accompagnerà la musica con il free-drawing.
  • 4 ottobre 2017
    Lumière III
    Robert Henke
    Lumière III utilizza laser ad alta precisione per tracciare rapide successioni di figure astratte su di uno schermo, in sincronia con il suono. Luci intense vanno in contrasto con buio assoluto, lenti movimenti e minuscoli dettagli assumono la stessa importanza di gesta brusche e improvvise. Il risultato è arcaico e futuristico allo stesso tempo e conferisce alle geometrie createsi molteplici chiavi di lettura: geroglifici, simboli di antichi linguaggi, architetture, fono a ricordare i panorami sintetici dei primi videogames, il tutto amplificato migliaia di volte.
    Nell’ambito di Romaeuropa Festival
  • 7 - 8 ottobre 2017
    Espæce
    Compagnie 111 / Aurélien Bory
    Nato dal confronto con Specie di Spazi (Espèces d’espace) di Georges Perec, Espæce è il naturale proseguimento di questo percorso artistico. Con l’acrobata Guilhem Benoit, il danzatore Mathieu Desseigne Ravel, la contorsionista Katell Le Brenn, la cantante d’opera Claire Lefilliâtre e l’attore Olivier Martin Salvan, Bory compone un vero e proprio omaggio allo scrittore francese - orfano in tenera età per la morte del padre in guerra e per la deportazione della madre ad Auschwitz - in un puzzle di memorie sbiadite, allusioni, vuoti e assenze.
    Nell’ambito di Romaeuropa Festival
  • dal 9 al 12 ottobre 2017
    Il caso della famiglia Coleman
    scritto e diretto da Claudio Tolcachir
    con Cristina Maresca, Miriam Odorico, Inda Lavalle, Fernando Sala, Tamara Kiper, Diego Faturos, Gonzalo Ruiz, Jorge Castaño
    Nato nel 2005 dalla penna del giovane autore argentino e divenuto un classico del teatro contemporaneo, lo spettacolo scava a fondo nelle dinamiche familiari di una casa che ospita i suoi membri e insieme li fa prigionieri. Una casa in cui ognuno è condannato a lottare per salvaguardare il proprio spazio vitale, in cui si ama e si odia con la stessa intensità e quello che non si dice è più dannoso di quello che si dice. Un universo agitato da un’energia febbrile, in cui le solitudini si incastrano ed emergono gli egoismi dei singoli, tutti responsabili di piccole crudeltà quotidiane. Eppure, anche se la violenza è spesso l’unica forma di comunicazione, esistono la tenerezza e l’affetto.
  • dal 13 al 22 ottobre 2017
    Bestie di scena
    scritto e diretto da Emma Dante
    con Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Viola Carinci, Italia Carroccio, Davide Celona, Sabino Civilleri, Alessandra Fazzino, Roberto Galbo, Carmine Maringola, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi, Daniele Savarino, Stephanie Taillandier, Emilia Verginelli e con Daniela Macaluso e Gabriele Gugliara
    Lo spettacolo è un punto di arrivo del percorso artistico di Emma Dante: partendo da lavori in cui la lingua è trattata come polifonia tra dialetto e italiano, la regista arriva a un teatro che plasma fino al possesso il corpo vivo di chi è in scena. Una creazione che traccia il viaggio di un individuo alla ricerca di se stesso attraverso la perdita di tutto, della parola, del costume dietro cui nascondersi, fino ad uno stadio in cui sia solo il corpo a pensare. Sul palco vuoto, il corpo di queste anime avvinghiate in una ronda silenziosa diventa il simbolo di una comunità in fuga che, come Adamo ed Eva cacciati dal paradiso, si illude di vivere.
  • dal 24 ottobre al 12 novembre 2017
    Copenaghen
    di Michael Frayn
    traduzione Filippo Ottoni e Maria Teresa Petruzzi, regia Mauro Avogadro, con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e con Giuliana Lojodice
    In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, Niels Bohr, sua moglie Margrethe e Werner Heisenberg parlano di cose successe in un lontano passato, quando tutti e tre erano ancora vivi. Tentano di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo sono state avanzate varie ipotesi: questo è il fulcro intorno al quale ruota la pièce. I tre grandi attori mettono in evidenza i diversi piani di lettura e interpretano i personaggi dando risalto alle loro molteplici sfaccettature psicologiche.
  • dal 21 novembre al 10 dicembre 2017
    Re Lear
    di William Shakespeare
    traduzione Cesare Garboli, regia e adattamento Giorgio Barberio Corsetti, con Ennio Fantastichini, Michele Di Mauro, Roberto Rustioni, Francesco Villano, Francesca Ciocchetti, Sara Putignano, Alice Giroldini, Mariano Pirrello, Pierluigi Corallo, Gabriele Portoghese, Andrea Di Casa, Antonio Bannò, Zoe Zolferino
    “Lear avviene adesso, nei nostri giorni, in un mondo fluttuante, dove l’economia e la finanza ci spingono da una crisi all’altra. Portandoci con loro…è la storia del potere della successione, di padri e figlie, figli e padri… Lear vuole ritrovare la giovinezza perduta, abbandonare le cure del regno, il peso delle responsabilità, poter vagare con i suoi cavalieri da un palazzo all’altro, fare bagordi e occuparsi solo del proprio piacere…”. Così Barberio Corsetti immagina il suo spettacolo diviso in tre parti: il dramma delle due famiglie; la tempesta; la guerra.
  • dal 12 al 17 dicembre 2017 | Teatro Nazionale
    Richard II
    di William Shakespeare
    traduzione Alessandro Serpieri, riduzione e regia Peter Stein, con Maddalena Crippa, Alessandro Averone, Gianluigi Fogacci, Paolo Graziosi, Andrea Nicolini, Graziano Piazza, Almerica Schiavo, Giovanni Visentin, Marco De Gaudio, Vincenzo Giordano, Luca Iervolino, Giovanni Longhin, Michele Maccaroni, Domenico Macrì, Laurence Mazzoni
    l dramma tratta della deposizione di un re legittimo, un tema che si può trasporre ai nostri tempi: è possibile deporre un sovrano legittimo? Il nuovo re non è un usurpatore? Durante il suo regno Richard II ha messo contro di sé tutte le forze sociali: ha sfruttato il proprio potere, si è preso ogni libertà. È un giocatore, un attore, ma pur sempre un re che, anche dopo la deposizione, rimane tale. Mentre il suo rivale - che prende il suo posto sul trono come usurpatore - genera esattamente lo stesso meccanismo di ostilità, poiché il suo potere si basa sul puro arbitrio. Il ruolo del protagonista, interpretato da una donna, rende ancora più chiaro il carattere inconsueto del re.
  • dal 21 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018
    Ragazzi di vita
    di Pier Paolo Pasolini
    drammaturgia Emanuele Trevi, regia Massimo Popolizio, con Lino Guanciale e Sonia Barbadoro, Giampiero Cicciò, Roberta Crivelli, Flavio Francucci, Francesco Giordano, Lorenzo Grilli, Michele Lisi, Pietro Masotti, Paolo Minnielli, Alberto Onofrietti, Lorenzo Parrotto, Cristina Pelliccia, Silvia Pernarella, Elena Polic Greco, Francesco Santagada, Stefano Scialanga, Josafat Vagni, Andrea Volpetti
    Torna Ragazzi di vita, vero e proprio kolossal di vitalità anarchiche diretto da Massimo Popolizio. L’energia travolgente di quel piccolo popolo di ragazzi, protagonisti del primo celebre romanzo di Pier Paolo Pasolini, da cui Emanuele Trevi ha tratto una drammaturgia che ne restituisce il lirismo e la ferocia, trascina gli spettatori all’interno delle loro esistenze di borgata. Riccetto, Agnolo, Begalone, Alvaro, e ancora il Caciotta, lo Spudorato, Amerigo sono orfani d’innocenza che agguantano la vita a piene mani, riversando per le strade le loro vivacità emarginate, con continue sovrapposizioni di spregiudicatezza e pudore, violenza e bontà, brutalità e dolcezza.
  • dal 12 al 21 gennaio 2018
    Il giorno di un Dio
    scritto e diretto da Cesare Lievi
    dramaturg Sylvia Brandl, Philine Kleeberg, traduzione per la parte in tedesco Hinrich Schmidt-Henkel, con Hendrik Arnst, Valentina Bartolo, Bea Brocks, Paolo Garghentino, Irene Kugler, Gregor Kohlhofer, Graziano Piazza, Alvia Reale
    Di un evento storico di fondamentale importanza per l’Europa (la pubblicazione delle 95 tesi contro le indulgenze papali, da parte di Martin Lutero) che cosa è rimasto, dopo cinquecento anni, nella nostra vita quotidiana, pubblica o privata, e nel nostro modo di pensare e vivere l’esistenza? Gli interrogativi e le risposte date su Dio, la fede, la grazia, i sacramenti, la salvezza ci riguardano ancora? La fede porta necessariamente all’intolleranza e al fanatismo? E quelle parole pronunciate davanti all’imperatore e al legato pontificio, “Questa è la mia posizione, non posso smentirla”, che significano, che valore hanno nel nostro tempo?
  • dal 15 al 20 gennaio 2018
    Primo
    recital letterario da Se questo è un uomo di Primo Levi
    con Jacob Olesen, regia Giovanni Calò
    Jacob Olesen veste i panni di Primo Levi per far rivivere l’intensità e la leggerezza della parola e del pensiero di Se questo è un uomo, racconto della sua esperienza nel campo di concentramento di Auschwitz. Un recital teatrale, che è soprattutto un viaggio alla scoperta della storia di un uomo e dei suoi compagni scomparsi. Sul palcoscenico rivivono le atrocità, ma soprattutto i momenti e gli episodi di vita quotidiana, di distensione, di sogno, per conservare la carica umana dei personaggi, anche se annientati dalla violenza e consumati dal conflitto permanente al quale cercavano di sopravvivere.
  • dal 23 gennaio al 4 febbraio 2018
    Il nome della rosa
    di Umberto Eco
    versione teatrale Stefano Massini, regia e adattamento Leo Muscato, con Eugenio Allegri, Giovanni Anzaldo, Giulio Baraldi, Renato Carpentieri, Luigi Diberti, Marco Gobetti, Luca Lazzareschi, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Alfonso Postiglione, Arianna Primavera, Franco Ravera, Marco Zannoni
    Stefano Massini firma la prima versione teatrale del capolavoro letterario di Umberto Eco. Leo Muscato dirige un cast di grandi interpreti, in un crossover generazionale che anima un testo per la scena all’altezza del grande romanzo. Siamo nel momento culminante della lotta tra Chiesa e Impero che travaglia l’Europa. Guglielmo da Baskerville è stato chiamato per compiere una missione, il cui fine ultimo è ignoto anche a lui. Su uno sfondo storico-politico-teologico, si dipana un racconto dal ritmo serrato in cui l’azione principale sembra essere la risoluzione di un giallo.
  • dal 6 al 18 febbraio 2018
    Sei personaggi in cerca di autore
    di Luigi Pirandello
    regia Luca De Fusco, con Eros Pagni, Angela Pagano, Gaia Aprea, Paolo Cresta, Gianluca Musiu, Alessandra Pacifico Griffini, Giacinto Palmarini, Federica Sandrini, Paolo Serra, Enzo Turrin
    Un duplice spettacolo, teatrale e cinematografico, in cui le figure reali e visibili ad occhio nudo sono riprese da telecamere e proiettate sulla scenografia, come giganti onirici. L’intuizione si adatta in modo speciale all’opera di Pirandello, massima riflessione sulla natura stessa del teatro nella drammaturgia del Novecento. La scenografia, con un grande specchio, riproduce in scena uno schermo cinematografico da cui i Sei personaggi fuoriescono. Una rilettura del capolavoro pirandelliano che è soprattutto un’indagine sui linguaggi teatrale e cinematografico, il cui confronto si affacciava alla ribalta negli anni della stesura del testo.
  • dal 27 febbraio al 29 marzo 2018
    Antigone
    di Sofocle
    traduzione Simone Beta, drammaturgia Sandro Lombardi e Federico Tiezzi, regia Federico Tiezzi, con Ivan Alovisio, Francesca Benedetti, Marco Brinzi, Carla Chiarelli, Lucrezia Guidone, Lorenzo Lavia, Sandro Lombardi, Francesca Mazza, Annibale Pavone, Federica Rosellini, Josafat Vagni, Massimo Verdastro
    Al cuore della tragedia è lo scontro tra l’eroina, portatrice dei valori della legge naturale, e Creonte che rappresenta la legge degli uomini. Da un lato i valori religiosi del clan familiare, dall’altro le esigenze dell’ordine pubblico. Il testo di Sofocle intreccia le naturali prerogative del sangue e le leggi dello Stato, ma vede il trionfo di un nuovo diritto, creato da una guerra che non è altro che sopraffazione. In una continua alternanza di luci e di ombre, speranza e disperazione, grazie anche all’uso retorico dell'ironia tragica in cui bene e male si confondono, la vicenda si conclude con uno degli esiti più tragici nella storia del teatro greco, che il coro riassume con la frase “non c’è per l’uomo la possibilità di sfuggire alla sorte che gli è stata destinata”.
  • dal 3 al 15 aprile 2018
    Delitto e castigo
    di Fëdor Dostoevskij
    adattamento e regia Konstantin Bogomolov, traduzione Emanuela Guercetti, con Anna Amadori, Marco Cacciola, Diana Höbel, Margherita Laterza, Leonardo Lidi, Paolo Musio, Renata Palminiello, Enzo Vetrano
    Konstantin Bogomolov, tra i registi più irriverenti e provocatori della scena russa, firma un innovativo allestimento di Delitto e castigo. L’opera, già oggetto nel tempo di innumerevoli adattamenti teatrali, è qui affrontata dal regista attraverso un allontanamento e una presa di distanza dalle influenze formali di ambientazione russa e da tutto ciò che storicamente, religiosamente e politicamente questa adesione comporta. Il regista riconduce il testo a una dimensione contemporanea, attualizzando la vicenda a partire dal protagonista, Raskol’nikov, qui un immigrato africano che si rende colpevole dell’omicidio di una donna bianca e di sua figlia. Un classico eterno che riattiva un corredo universale di valori a confronto con il nostro tempo.
  • dal 17 al 29 aprile 2018
    Il Sindaco del Rione Sanità
    di Eduardo De Filippo
    regia Mario Martone, con Francesco Di Leva, Giovanni Ludeno, Adriano Pantaleo, Giuseppe Gaudino, Daniela Ioia, Viviana Cangiano, Salvatore Presutto, Lucienne Perreca, Mimmo Esposito, Morena Di Leva, Ralph P, Armando De Giulio, Daniele Baselice, con la partecipazione di Massimiliano Gallo
    Il capolavoro eduardiano è traslato da Martone ai giorni nostri. Fonte di ispirazione è la realtà di San Giovanni a Teduccio, attraversata nel quotidiano una vera guerra di camorra in cui la criminalità è retta da giovani boss. Protagonista è “il sindaco” della Sanità, Antonio Barracano, un “uomo d’onore”. Affidare questo ruolo a un uomo giovane e deciso pone la figura del protagonista al centro del sistema criminale che rappresenta, laddove la scrittura eduardiana ne faceva il simbolo di un sistema al tramonto. Si sottrae così il testo alla rappresentazione naturalistica incarnandolo in un mondo drammaticamente vivo.
  • dal 4 al 6 maggio 2018
    Macbettu
    di Alessandro Serra
    tratto dal Macbeth di William Shakespeare
    regia, scene, luci, costumi Alessandro Serra, con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino, traduzione in sardo e consulenza linguistica Giovanni Carroni
    Un Macbeth che si esprime in sardo e, come nella più pura tradizione elisabettiana, interpretato da soli uomini, è l’originale progetto di Alessandro Serra. Tutti i personaggi femminili sono stati omessi e riassunti in un’unica dea madre reggitrice di morte: Lady Macbeth. L’idea nasce nel corso di un reportage fotografico tra i carnevali della Barbagia, tra i suoni cupi di campanacci e antichi strumenti, le pelli di animali, le corna. La potenza dei gesti e della voce, la confidenza con Dioniso e la formale nelle danze e nei canti, le fosche maschere e poi il sangue, il vino rosso, le forze della natura domate dall’uomo, soprattutto il buio inverno. Le sorprendenti analogie tra il capolavoro shakespeariano e le maschere della Sardegna diventano così il fulcro di questo spettacolo. Pietre, terra, ferro, sangue, residui di antiche civiltà nuragiche. Materia che non veicola significati, ma forze primordiali.
  • 7 maggio 2018
    Dedica ad Aldo Moro
    A 40 anni dalla morte
    Ad Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo e il cui corpo senza vita fu ritrovato il 9 maggio 1978, dopo 55 giorni di prigionia, in via Caetani, è dedicata una giornata di spettacoli, il 7 maggio 2018, a 40 anni dalla sua tragica morte, con una maratona nella quale si susseguiranno: Corpo di Stato di e con Marco Baliani; Moro: i 55 giorni che cambiarono l’Italia di e con Ulderico Pesce; Aldo Morto di e con Daniele Timpano. A questi monologhi sono intervallati tre film: Buongiorno notte di Marco Bellocchio con Roberto Herlitzka; Il caso Moro di Giuseppe Ferrara; Piazza delle Cinque Lune di Renzo Martinelli; e l’opera contemporanea di Filippo Del Corno, Non guardate al domani, dalle lettere di Aldo Moro dalla prigionia, con l’ensemble Sentieri Selvaggi. Un evento unico per ricordare un grande statista che ha segnato la storia dell’Italia contemporanea.
  • dall’11 al 13 maggio 2018
    Democracy in America
    ispirato all’opera di Alexis de Tocqueville
    regia, scene, luci, costumi Romeo Castellucci, testi Claudia Castellucci e Romeo Castellucci, musica Scott Gibbons, con Olivia Corsini, Giulia Perelli, Gloria Dorliguzzo, Evelin Facchini, Stefania Tansini, Sophia Danae Vorvila
    Castellucci coglie lo spirito profondo di uno dei testi fondamentali per la cultura politica dell’Occidente contemporaneo. Lo scrittore descrive il nuovo modello di democrazia rappresentativa rintracciandone le origini nelle idee e nella coscienza collettiva delle colonie della vecchia Europa, ormai affrancate. Castellucci si pone nel tempo che precede la “politica” e, recisa la radice greca, in ciò che viene prima della “nascita” del “teatro”, in quell’attimo in cui i piedi nudi calpestano ancora le ceneri della “festa” ormai abbandonata dagli dei, ma non vedono ancora l’inizio della tragedia creata dall’uomo. Il lavoro rintraccia una celebrazione dimenticata, un rito ancora senza nome, in cui il teatro rinnovi la sua funzione: essere il necessario e oscuro doppio dell’agone politico e delle forme delle società.
  • dal 15 al 20 maggio 2018
    Arlecchino servitore di due padroni
    di Carlo Goldoni
    regia Giorgio Strehler, messa in scena Ferruccio Soleri con la collaborazione di Stefano de Luca, con Enrico Bonavera e con Giorgio Bongiovanni, Francesco Cordella, Alessandra Gigli, Stefano Guizzi, Pia Lanciotti, Sergio Leone, Lucia Marinsalta, Fabrizio Martorelli, Tommaso Minniti, Stefano Onofri, Annamaria Rossano
    Arlecchino servitore di due padroni è, come affermava Giorgio Strehler, “memoria vivente”. Un inarrestabile fiume in piena con protagonisti Ferruccio Soleri ed Enrico Bonavera che incantano il palcoscenico. Perché “Arlecchino è sempre uguale e sempre diverso”, scriveva il maestro, ed è “libero dal tempo che passa”. Fra squilli di tromba e battere di grancassa, Arlecchino, con il suo vestito a pezze multicolori e la sua maschera da gatto, trascina con la sua inarrestabile carica di energia e di emozione, riproponendo i lazzi, i duelli e le risate, ma soprattutto la poesia, il “teatro puro” della drammaturgia goldoniana, nella versione registica ideata da Strehler nel 1947.
  • dal 22 al 27 maggio 2018
    La classe operaia va in paradiso
    dall’omonimo film di Elio Petri (sceneggiatura Elio Petri e Ugo Pirro)
    drammaturgia Paolo Di Paolo, regia Claudio Longhi, con Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Aglaia Pappas, Simone Tangolo, Filippo Zattini
    A quasi cinquant'anni dalla sua uscita sul grande schermo, il celebre capolavoro cinematografico di Elio Petri, La classe operaia va in paradiso, approda in scena con la regia di Claudio Longhi, il quale ne esalta la forte componente ideologica, rendendola particolarmente attuale, mutuando il proprio registro stilistico da quello dell’incandescente “capriccio” di Petri, in bilico fra un grottesco a tratti velenoso, a tratti drammatico e un fantasioso realismo. Uno sguardo scandaloso ed eterodosso, a tratti straniante, per riflettere sulla recente storia politica e culturale del nostro Paese.
  • Spettacolo posticipato (date in via di definizione)
    Ritratto di una Capitale

    Se Ritratto di una Nazione apre la stagione a settembre 2017, a giugno 2018, in chiusura, un nuovo ritratto teatrale di Roma: Ritratto di una Capitale - Trittico delle corrispondenze. Lo spettacolo è composto di tre parti: la prima parte è una selezione di Lettere scritte alla Capitale da allievi di licei e istituti superiori della città, sulla Roma che vorrebbero; la seconda è una creazione della Compagnia Menoventi, Ascoltate! Cartoline a Roma, un montaggio di cartoline firmate dalle migliaia di turisti stranieri in visita alla città eterna. A siglare quest’opera, viene riproposta Alla città morta - Prima Epistola ai Romani di Elvira Frosini e Daniele Timpano, già applaudita nel primo Ritratto di una Capitale.
  • dal 14 al 16 giugno 2018
    Il Capitale di Karl Marx
    (Quasi un Vangelo apocrifo)
    progetto drammaturgico, allestimento e regia Marco Lucchesi con le attrici e gli attori della Scuola di Teatro
    e Perfezionamento professionale del Teatro di Roma (cast in via di definizione)
    Un cenacolo interdisciplinare per attrici, attori, drammaturghi, compositori, storici e critici, investiti di responsabilità creative all’interno di un teatro sempre più scomposto e scomponibile. Gli elementi costitutivi del Capitale di Karl Marx, letti “quasi” come una conferma dei valori del cristianesimo, sono strumenti formidabili e potenti per una drammaturgia delle idee, articolata e messa in scena attraverso le forme e i suoni generati dalla storia di questi ultimi secoli. Veri e propri Vangeli apocrifi che si avviano ad entrare nel patrimonio dell’umanità come testimonianza della rivoluzionaria attitudine umana al pensiero.

RIDUZIONI INFORMAGIOVANI ROMA >>>
I giovani fino a 35 anni di età possono ritirare gratuitamente presso il Centro Servizi per i Giovani, esibendo un documento di identità, il coupon valido per ottenere le seguenti riduzioni per la stagione 2017/18:

  • Abbonamento: Il teatro fa grande: under 18 card - 5 spettacoli a scelta al Teatro Argentina (platea laterale, palchi platea, I, II ordine) o al Teatro India (posto unico): 50 euro;
  • Biglietti ridotti: per tutti gli utenti Informagiovani Roma e i loro accompagnatori -  platea 15 euro - palchi platea, I e II ordine 13 euro - III e IV ordine 11 euro.

Maggiori informazioni, abbonamenti e aggiornamenti sul sito Teatrodiroma.net. (Per Romaeuropa Festival riduzioni dedicate con Informagiovani).

Ultimo aggiornamento 25/06/2018