Appuntamenti e iniziative

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Dal 14 Settembre 2018 al 2 Giugno 2019

Teatro Argentina - Stagione 2018/19

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina, 52 - ROMA (RM)

Teatro. Le forme della verità: questo il motivo ispiratore delle proposte in cartellone, spettacoli "plurali" capaci di innovare nella tradizione. Riduzioni con Informagiovani Roma

Teatro. Le forme della verità è il principio creativo, sociale, pluralistico su cui si fonda la Stagione 2018/2019 del Teatro di Roma - Teatro Nazionale, espressione delle molteplici identità dell’esistente e degli sconfinamenti del contemporaneo, temi cruciali della comunità civile raccontati sui palcoscenici del Teatro Argentina, Teatro India e Teatro Torlonia. Un percorso di progetti, sempre aperto e in divenire, dove il teatro è testimonianza del proprio tempo e spazio di libertà, con sguardo alla Storia, alle trasformazioni umane e alle tensioni del presente.
Oggi, il Teatro di Roma diventa ancora più una “casa” plurale, in chiave inedita e dialettica, con nuove figure artistiche che affiancheranno la direzione con progetti curatoriali e formati innovativi: Massimo Popolizio, regista residente all’Argentina; Lisa Ferlazzo Natoli, curatrice di un intervento creativo per sperimentare ancor più India come Factory della Creazione Contemporanea; Michele Di Stefano, curatore del format sulla coreografia contemporanea con il progetto/evento triennale Grandi Pianure.
Così, il Teatro di Roma fa della pluralità di visioni il suo segno distintivo, per sviluppare la nuova identità “allargata” di Teatro Pubblico Plurale, un modello diffuso sul territorio che comprende, oltre all’Argentina e all’India, il Teatro Torlonia e i Teatri in Comune (Lido, Quarticciolo, Tor Bella Monaca, Corsini, Globe).
Protagonista del progetto artistico è la drammaturgia contemporanea, declinata da generazioni diverse di autori, registi e artisti, in equilibrio tra tradizione e innovazione, che punta sulla valorizzazione dei talenti, in ascolto dei fermenti del territorio e degli stimoli internazionali, con uno sguardo speciale allo scenario femminile. Tre i teatri: Argentina, dove innovare nella tradizione; India, “fabbrica” multidisciplinare di creatività e aggregazione; Torlonia, stazione d’arte tutta al femminile con spazio anche alla musica e poesia.

Prossimi spettacoli al Teatro Argentina:

  • 23 ottobre - 4 novembre 2018
    Barry Lyndon
    (Il creatore di sogni)
    liberamente tratto dal romanzo di William Makepeace Thackeray, riduzione teatrale e regia di Giancarlo Sepe
    con Massimiliano Auci, Sonia Bertin, Gisella Cesari, Silvia Como, Tatiana Dessi, Turi Moricca, Vladimir Randazzo, Federica Stefanelli, Giovanni Tacchella, Guido Targetti, Pino Tufillaro, Gianmarco Vettori
    Ispirata al film di Stanley Kubrik e al romanzo di Thackeray, la trasposizione teatrale si accosta alla favola nera per raccontare la vita avventurosa del signor Redmond Barry di Barrybarry, tra amori e guerre, giustizia e ingiustizia, sacro e profano. Una lezione di educazione sentimentale a partire dalle memorie di Barry che, per amore di una donna, si trasforma da borghese campagnolo a marchese di Lyndon. Un intreccio di seduzione e tradimento, duelli, incontri furtivi e fughe da Casanova spiantato, che si imbatte nella donna più bella e desiderabile, ma già sposata ad un vecchio ricco, che non vuole farsi da parte.
  • 8 - 9 novembre 2018
    La maladie de la mort
    liberamente tratto dal racconto di Marguerite Duras
    regia Katie Mitchell, adattamento Alice Birch, con Laetitia Dosch, Nick Fletcher, Jasmine Trinca. Spettacolo in lingua originale con sopratitoli in italiano, consigliato ai maggiori di 18 anni.
    Rilettura in chiave cinematografica di un testo che esplora il confronto uomo-donna in una dimensione misteriosa da thriller psicologico. Una relazione inconsueta, inquieta, ambigua, nella quale si racconta l’impossibilità di una intimità autentica, emotiva, sessuale. La storia è quella di un uomo che aspetta una donna in una stanza d’albergo. Lei deve arrivare di notte, silenziosa, remissiva. L’uomo guarda la donna dormire e il pubblico vede attraverso gli occhi dell’uomo, per mezzo di tre telecamere che filmano gli attori. Nulla può colmare il divario che separa l’uomo e la donna. È questa la "malattia della morte" di cui parla Duras.
  • 13 - 18 novembre 2018
    Va pensiero
    di Marco Martinelli
    ideazione e regia Marco Martinelli ed Ermanna Montanari, in scena Ermanna Montanari, Alessandro Argnani, Salvatore Caruso, Tonia Garante, Roberto Magnani, Mirella Mastronardi, Ernesto Orrico, Gianni Parmiani, Laura Redaelli, Alessandro Renda. Con la partecipazione della Corale Polifonica Città di Anzio nell'esecuzione di alcuni brani dalle opere di Giuseppe Verdi. Incursione scenica Fagio, Luca Pagliano
    Una grande creazione corale, una drammaturgia che prende ispirazione dalla speranza risorgimentale inscritta nella musica di Giuseppe Verdi, controcanto alla corruzione dell’Italia di oggi. Il testo si ispira ad un fatto di cronaca: in una piccola città dell’Emilia Romagna, a inizio secolo, un coraggioso vigile urbano non obbedisce ai poteri forti e si fa licenziare pur di mantenere la propria integrità. Un grido disperato e vibrante di speranza, perché si ritrovi il senso di parole come democrazia e giustizia. In scena l’ensemble del Teatro delle Albe con attori ospiti e un coro dal vivo con musiche verdiane.
  • 20 novembre - 2 dicembre 2018
    The Deep Blue Sea
    di Terence Rattigan
    regia Luca Zingaretti, con Luisa Ranieri e con Maddalena Amorini, Giovanni Anzaldo, Francesco Argirò, Alessia Giuliani, Aldo Ottobrino, Luciano Scarpa, Giovanni Serratore
    Una straordinaria storia d’amore e di passione, una riflessione su cosa si è capaci di fare per inseguire l’oggetto del proprio amore. Una pièce sull’innamoramento che tutto travolge, a cominciare dal rispetto di sé. La storia inizia con il fallito tentativo di Hester Collyer, la protagonista, di togliersi la vita. Lasciato il facoltoso marito per il giovane Freddie Page, un contadino ex pilota della Raf dedito all’alcool, Hester ha visto la nuova relazione logorarsi. Sarà costretta a prendere una decisione difficile. I due reietti, emarginati per il loro eccesivo amare, si scopriranno legati da una commovente solidarietà.
  • 27 novembre 2018
    Il viaggio di Nicola Calipari
    diretto e interpretato da Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani
    testo Fabrizio Coniglio
    In scena il caso dell’omicidio di Nicola Calipari. Il 4 febbraio 2005 a Baghdad un gruppo di estremisti rapisce la giornalista Giuliana Sgrena. Dopo un mese viene annunciata la liberazione, ma l'autovettura dei servizi segreti italiani con a bordo Sgrena e Calipari, giunta nei pressi di un posto di blocco americano, viene fatta oggetto di numerosi colpi d'arma da fuoco. Muore Calipari, rimangono feriti Sgrena e l'autista. Mettendo a confronto le dichiarazioni della giornalista con quelle del mitragliere americano, lo spettacolo evidenzia le omissioni e le contraddizioni della ricostruzione dell’esercito americano con l’obiettivo di stimolare la riflessione e il desiderio di giustizia.
  • 4 - 16 dicembre 2018
    Copenaghen
    di Michael Frayn
    regia Mauro Avogadro, traduzione Filippo Ottoni e Maria Teresa Petruzzi, con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice
    Un thriller politico che indaga l’incontro avvenuto nel 1941, nella Danimarca occupata dai nazisti, fra il fisico danese Niels Bohr e il collega tedesco Werner Karl Heisenberger al cospetto della moglie del primo, Margrethe. I protagonisti parlano di quel lontano passato, quando tutti e tre erano ancora vivi. Il contenuto di quell’incontro resta un mistero e varie sono le ipotesi che sono state avanzate: questo è il fulcro della pièce in cui le diverse possibilità sono enunciate richiamando i Principi di Indeterminazione e di Complementarietà della teoria della relatività di Einstein, per cui non è possibile una sola verità.
  • 18 dicembre 2018 - 6 gennaio 2019
    Questi fantasmi!
    di Eduardo De Filippo
    regia Marco Tullio Giordana, con Gianfelice Imparato, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo, Paola Fulciniti, Giovanni Allocca, Gianni Cannavacciuolo, Viola Forestiero, Federica Altamura, Andrea Cioffi
    Il capolavoro eduardiano, fatto di illusioni e allusioni, sconfitte e solitudini, è un enigma che non si risolve, in perfetto equilibrio tra comico e tragico, sempre di forte attualità. Ad emergere non solo la Napoli grandiosa e miserabile del dopoguerra, ma anche un sentimento intatto in questo tempo, un dolore che non ha mai abbandonato la città e insieme il suo controcanto gioioso. Uno spettacolo vivo, fedele all’originale, che esprime il senso del passato, del presente e del futuro e lascia sospese le certezze, tra contraddizioni e ambiguità.
  • 8 - 20 gennaio 2019
    Don Giovanni
    di Molière
    regia Valerio Binasco, con Vittorio Camarota, Fabrizio Contri, Marta Cortellazzo Wiel, Lucio De Francesco, Giordana Faggiano, Elena Gigliotti, Gianluca Gobbi, Fulvio Pepe, Sergio Romano, Ivan Zerbinati
    Don Giovanni di Molière, emblema della seduzione e simbolo della rivolta della libido contro le remore della teologia, torna in scena in una versione originale e al contempo fedele al testo. Il libertinaggio di Don Giovanni si rivela un atto profondo di ricerca di libertà, anche quando sfocia nella blasfemia o nell’ateismo. L’eroe-criminale solitario non teme di portare avanti la sua sfida contro Dio. L’unico a difendere i principi della religione è il bizzarro servitore Sganarello, che tuttavia crea un’umoristica confusione tra fede e superstizione. A trionfare è dunque il libertino empio e immorale, proprio come tramanda la tradizione alla quale il regista si affida.
  • 22 gennaio - 3 febbraio 2019
    La tragedia del vendicatore
    di Thomas Middleton
    drammaturgia e regia Declan Donnellan, versione italiana Stefano Massini, con Ivan Alovisio, Alessandro Bandini, Marco Brinzi, Fausto Cabra, Martin Ilunga Chishimba, Christian Di Filippo, Raffaele Esposito, Ruggero Franceschini, Pia Lanciotti, Errico Liguori, Marta Malvestiti, David Meden, Massimiliano Speziani, Beatrice Vecchione
    Nell’opera di Middleton - coevo di Shakespeare - si percepisce una minaccia incombente che cresce fino a scoppiare, alimentata dal rancore e dall’ingiustizia. L’autore ci parla di un governo corrotto, invischiato in loschi affari, di un popolo che si compra al prezzo dei beni di consumo. Descrive una società ossessionata dal sesso, dalla celebrità, dalla posizione sociale e dal denaro, dominata dal narcisismo e da un bisogno compulsivo di auto rappresentarsi. In scena un connubio di intrighi, corruzione, lussuria e brama di potere sullo sfondo di una corte del Seicento spaventosamente contemporanea.
  • 5 - 10 febbraio 2019
    Turandot
    regia Marco Plini per l’Opera di Pechino Xu Mengke
    drammaturgia Xu Jiang, musiche originali Luigi Ceccarelli, Alessandro Cipriani e Qiu Xiaobo, con gli attori della compagnia nazionale dell’Opera di Pechino, ensemble musicale composto da musicisti italiani e cinesi
    Un confronto raffinato e diretto tra la cultura teatrale asiatica e quella europea. Il regista italiano si confronta con la tradizione dell’Opera di Pechino, affrontando la favola per antonomasia, emblema della grande Cina, esaltandone i colpi di scena e l’esotismo. La raffinata arte interpretativa dell’Opera di Pechino, capace di fondere recitazione, danza, musica e perfezione gestuale, si armonizza con il punto di vista visionario italiano e le sue scene illusionistiche, attraverso la rivisitazione della novella, enfatizzata dalla melodia inconfondibile di Puccini.
  • 12 - 24 febbraio 2019
    Enrico IV
    di Luigi Pirandello
    adattamento e regia Carlo Cecchi, con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Gigio Morra, Roberto Trifirò, Chiara Mancuso, Remo Stella, Federico Brugnone, Matteo Lai, Dario Iubatti, Davide Giordano
    I grandi ed eterni temi della maschera, dell’identità, della follia e del rapporto tra finzione e realtà vanno a comporre un’opera che è una pietra miliare del teatro di Pirandello. Una tragedia vibrante, amara, di assoluta bellezza, che infrange gli schemi per attingere a una tensione interiore universale e sfociare nella farsa. Cecchi dà rilievo agli altri personaggi che spesso risultano sopraffatti dal peso protagonista. Un classico smontato e rimontato, in cui la pazzia, l’arte e l’immaginazione si impongono come unica realtà. Uno spettacolo in cui a trionfare è il teatro nel teatro, e il teatro è l’unico protagonista.
  • 26 febbraio - 3 marzo 2019
    When the rain stops falling
    di Andrew Bovell
    regia Lisa Ferlazzo Natoli, traduzione Margherita Mauro, con Caterina Carpio, Lorenzo Frediani, Tania Garribba, Fortunato Leccese, Anna Mallamaci, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro, Francesco Villano
    Sta piovendo. Gabriel York aspetta l’arrivo del figlio che non vede da quando questo aveva sette anni: “So cosa vuole. Vuole quello che tutti i giovani vogliono dai loro padri. Vuole sapere chi è. Da dove viene. Dove sia il suo posto. E per quanto ci provi non so cosa dirgli”. È questo l’inizio di una saga familiare, un viaggio genealogico tra memoria, eredità e abbandono, che porta avanti e indietro nel tempo, dal 1959 al 2039, alle soglie di un incredibile diluvio torrenziale in cui il passato si materializza in forma di valigia, con un pesce caduto dal cielo.
  • 5 - 10 marzo 2019
    La gioia
    uno spettacolo di Pippo Delbono
    con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Zakria Safi, Grazia Spinella
    Uno spettacolo sul sentimento più bello e misterioso, frutto di una circostanza unica e di un viaggio attraverso i sentimenti più estremi come l’angoscia, il dolore, la felicità, l’entusiasmo: questo è La gioia di Pippo Delbono. Un vortice di suoni, immagini, movimenti, balli, visioni, suggestioni si fondono con la magia del circo, i colori dei clown, la malinconia del tango a comporre quel “mare nostro che non sei nel cielo” della laica preghiera di Erri De Luca, fino ad esplodere in una cascata di fiori.
  • 20 marzo - 28 aprile 2019
    Un nemico del popolo
    di Henrik Ibsen
    con Massimo Popolizio, Maria Paiato e con Tommaso Cardarelli, Martin Chishimba, Francesca Ciocchetti, Paolo Musio, Michele Nani, Francesco Bolo Rossini, regia Massimo Popolizio
    Un dramma sui temi del potere, della corruzione, dell’etica ambientale. L’opera assume oggi un’inedita forza comunicativa, senza ridursi a un mero atto di accusa contro la speculazione. Racconta il rischio che ogni società democratica corre quando chi la guida è corrotto e la maggioranza soggiace alle autorità per salvaguardare l’interesse personale. Un conflitto politico e morale contrappone nella vicenda due fratelli: il medico, che scopre l’inquinamento delle acque termali della sua città, e il fratello-sindaco, politicamente insabbiatore, che tenta di convincerlo che la sua denuncia porrà fine ai sogni collettivi di benessere.
  • 8 aprile 2019
    La borsa di Calvi
    di Fabrizio Coniglio e Mario Almerighi
    con Fabrizio Coniglio
    Due preti di un piccolo paese di provincia trovano fuori dalla loro chiesa una borsa. Chi l’ha lasciata? E perché proprio a loro? Dentro ci sono documenti bancari e lettere compromettenti che provano inquietanti intrecci economici tra boss mafiosi e della malavita, alti prelati del Vaticano, esponenti della P2 e politici. Lo spettacolo ripercorre il mistero della morte di Roberto Calvi, il presidente del Banco Ambrosiano trovato impiccato nel 1982, a Londra. E soprattutto racconta il ritrovamento della borsa del banchiere. Il testo, scritto da Fabrizio Coniglio e dal giudice Mario Almerighi, dal libro La borsa di Calvi, evoca pagine oscure della storia recente della Repubblica Italiana.
  • 15 aprile 2019
    Nido di vespe
    Spettacolo sul rastrellamento del Quadraro
    di Simona Orlando
    regia Daniele Miglio, con Daniele Miglio, Fabrizio Bordignon, Emanuele Cecconi, Vittoria Rossi, Valentina Di Odoardo, Angela Brusa
    Lo spettacolo commemora le vittime del rastrellamento del Quadraro. Era l’alba del 17 aprile 1944 quando i nazisti, agli ordini del comandante Kappler accerchiarono il Quadraro, borgata romana abitata da operai e artigiani. Attraverso un percorso itinerante, gli spettatori sono coinvolti nella rievocazione delle vicende e nella quotidianità degli abitanti del quartiere prima, durante e dopo l’Operazione Balena, a cui seguì la deportazione di circa mille uomini tra i 15 e i 55 anni. In scena rivivono le storie dei deportati nel campo di concentramento di Fossoli e poi in Germania, e delle famiglie rimaste ad attendere il loro ritorno.
  • 2 - 5 maggio 2019
    Macbettu
    di Alessandro Serra
    tratto dal Macbeth di William Shakespeare, regia, scene, luci, costumi Alessandro Serra
    con Fulvio Accogli, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Andrea Carroni, Giovanni Carroni, Maurizio Giordo, Stefano Mereu, Felice Montervino, traduzione in sardo e consulenza linguistica Giovanni Carroni
    Il Macbeth di Shakespeare e il Carnevale barbaricino. L’universalità dei sentimenti del drammaturgo e le visioni del carnevale sardo si mescolano a creare una visione suggestiva tra maschere tetre e passi cadenzati. Riscrittura potente, tradotta in lingua sarda, lo spettacolo sostituisce la Scozia con una Sardegna ancestrale, terra di archetipi e pulsioni dionisiache. Un Macbeth che, come nella più pura tradizione elisabettiana, è interpretato da soli uomini, in uno spazio vuoto, attraversato dai corpi che disegnano luoghi ed evocano presenze, pietre, terra, ferro, sangue, positure di guerriero, residui di civiltà nuragiche. Materia che veicola forze primordiali.
  • 7 - 12 maggio 2019 - Giulio Cesare. Uccidere il tiranno e Tito
    Giulio Cesare. Uccidere il Tiranno
    riscrittura originale di Fabrizio Sinisi, regia Andrea De Rosa
     “Si vuole, si può, si deve uccidere il Tiranno? Chi, o cosa può venire dopo Cesare? Tornare alle antiche forme o assecondare il nuovo corso dell’epoca?”: sono gli interrogativi ai quali prova a dare risposta questa riscrittura del classico shakespeariano. I congiurati Bruto, Cassio e Casca ricercano le ragioni del loro omicidio per giungere alla consapevolezza che quel gesto efferato non porrà in salvo la res publica, perché ormai l’identificazione tra Cesare e Roma è irreversibile. Uccidere il Tiranno può non bastare perché spesso il suo potere risiede nella comunità che lo subisce. Un dramma potente e moderno che, pur fedele all’originale, offre una riflessione di forte attualità.
    Tito
    riscrittura originale Michele Santeramo, regia Gabriele Russo
    La più cruenta tragedia di Shakespeare si spoglia del registro tipicamente epico e tragico a favore di quello più drammatico. Tito appare come un eroe stanco, un padre di famiglia oppresso dal peso delle responsabilità, un uomo che ha vissuto sulla propria pelle gli orrori della guerra e desidera solo un po’ di pace. Ma non può esserci pace se la guerra è altrove, perché fra le mura casalinghe il sangue continua a scorrere mentre si consuma la vendetta dei vecchi nemici. E la normalità desiderata diventa la causa della tragedia che si fa di nuovo viva sul finale, quando il protagonista dovrà, suo malgrado, vendicarsi per obbedire alle assurde regole di un’assurda società.
  • 14 - 19 maggio 2019
    Si nota all’imbrunire
    (solitudine da paese spopolato)
    di Lucia Calamaro
    regia Lucia Calamaro, con Silvio Orlando e con Riccardo Goretti, Roberto Nobile, Alice Redini, Maria Laura Rondanini
    I figli Alice, Riccardo, Maria e Roberto sono arrivati. Un fine settimana nella casa di campagna di Silvio, nel villaggio spopolato dove vive da solo da tre anni. Silvio ha acquisito nella solitudine un buon numero di manie, la più grave di tutte: non vuole più camminare. Vuole vivere seduto il più possibile. E da solo. Si tratta per i figli di decidere che fare, come smuoverlo da questa posizione che è metafora del suo stato mentale. Questo tipo di solitudine estrema si sta espandendo anche tra i giovani. Silvio Orlando, con le sue corde tragicomiche, è l’interprete ideale per scatenare in ogni spettatore reazioni empatiche, emozioni e, si spera, azioni concrete.
  • 21 maggio - 2 giugno 2019
    Elvira
    (Elvire Jouvet 40)
    di Brigitte Jaques © Gallimard, da Molière e la commedia classica di Louis Jouvet
    traduzione Giuseppe Montesano, regia Toni Servillo, con Toni Servillo, Petra Valentini, Francesco Marino, Davide Cirri
    Trent’anni dopo Strehler, Toni Servillo incontra le riflessioni di Jouvet sul teatro, accostandosi a un personaggio di stringente attualità. “Elvira - spiega Servillo - porta il pubblico all’interno di un teatro chiuso, quasi a spiare tra platea e proscenio, con un maestro e un’allieva impegnati nel particolare momento di una vera e propria fenomenologia della creazione del personaggio”. Un esempio alto di teatro nel teatro, che indaga i meccanismi che lo regolano, l’affascinante mestiere dell’attore e la sua formazione. Un esempio vitale di trasmissione di sapere fra le generazioni.

RIDUZIONI INFORMAGIOVANI ROMA >>>
I giovani fino a 35 anni di età possono ritirare gratuitamente presso il Centro Servizi per i Giovani, esibendo un documento di identità, il coupon valido per ottenere le seguenti riduzioni per la stagione 2018/19:

  • Abbonamento: Il teatro fa grande: under 18 card - 5 spettacoli a scelta al Teatro Argentina (platea laterale, palchi platea, I, II ordine) o al Teatro India (posto unico): 50 euro;
  • Biglietti ridotti Teatro Argentina: per tutti gli utenti Informagiovani Roma e i loro accompagnatori -  platea 15 euro - palchi platea, I e II ordine 13 euro - III e IV ordine 11 euro.

Maggiori informazioni e aggiornamenti sul sito Teatrodiroma.net.
Per la Stagione 2018/19 del Teatro India, del Teatro Torlonia, del Teatro del Lido, per Grandi Pianure e Romaeuropa Festival riduzioni dedicate con Informagiovani Roma.

 

Ultimo aggiornamento 11/01/2019