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Teatro Argot Studio

Via Natale Del Grande, 27 - ROMA (RM)

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Teatro Argot Studio - Stagione 2017/18

Teatro Argot Studio - Via Natale Del Grande, 27 - ROMA (RM)

Home Sweet Home è il claim della nuova stagione del Teatro che vuole essere casa per la drammaturgia contemporanea e spazio aperto ai giovani. Riduzioni con Informagiovani Roma

Se negli ultimi anni le stagioni del Teatro Argot Studio sono state all’insegna della sperimentazione, di quel Folle Volo che ne ha ispirato le scelte, un volo che ha fatto da ponte tra il passato e il presente dell’Argot ripetendosi ogni anno da più di 30 anni, alla fina la scoperta è stata che La felicità è una cosa semplice, come recitava il “sottotitolo” della scorsa annata. La Stagione 2017/18 del Teatro, forte del suo passato come del suo presente, si affaccia con convinzione al proprio futuro. Un futuro in realtà molto chiaro: continuare a credere nel teatro - e in questo Teatro - come Casa. Perché, se nessun posto è come casa, l’Argot si propone da sempre come casa per coloro che ci lavoriamo tutti i giorni, per gli artisti che in questi anni lo hanno vissuto e per il pubblico. Il claim della Stagione, con la direzione artistica di Francesco Frangipane, non poteva dunque che essere Home Sweet Home.

Novità per la rassegna Dominio Pubblico, con la direzione artistica Tiziano Panici e a cura dei ragazzi Under 25 coordinati da Chiara Preziosa, che quest’anno si intreccia con continuità alla stagione del Teatro. Il titolo Blackmirror scelto per definirla ruota attorno al concetto di "perturbante": un elemento che improvvisamente trasforma un contesto confortevole e familiare in qualcosa di diverso. Gli spettacoli della rassegna, come uno specchio nero, mostrano il lato oscuro della realtà. Mondi vicini e lontani, passati e presenti, reali e favolistici, abitati da uomini, ma soprattutto da donne, capaci di turbare, di smuovere l'animo e il pensiero oltre le apparenze. Il progetto Dominio Pubblico nasce dalle forze congiunte del Teatro dell’Orologio e del Teatro Argot Studio e dal 2014 è riconosciuto dal MIBACT come realtà impegnata nella promozione e formazione del pubblico. Da quest’anno l’Argostudio ospiterà un gruppo di “spettatori attivi” Under 25, componenti della Direzione Artistica della IV edizione del Festival Dominio Pubblico. Al gruppo sarà affidata la gestione di una micro-rassegna dedicata alle arti contemporanee: dalla nuova drammaturgia alla danza d’autore.

Cartellone

  • dal 4 al 29 ottobre 2017
    Dall’alto di una fredda torre
    di Filippo Gili
    regia Francesco Frangipane
    con Massimiliano Benvenuto, Ermanno De Biagi, Michela Martini, Aglaia Mora, Matteo Quinzi e Vanessa Scalera
    Quattordici quadri che vanno a comporre una tragedia. Sei personaggi: un padre e una madre, un figlio e una figlia, due medici. Una normalità familiare stravolta dalla malattia, due genitori ignari del loro destino, due figli piegati dal peso di una scelta, due medici testimoni del dramma. Tre ambienti ben definiti: una sala da pranzo, uno studio medico e un non luogo dove i vari personaggi si affrontano/scontrano su grandi questioni morali ed esistenziali. Il pubblico, non più semplice spettatore, accerchia lo spazio scenico quasi a condividerlo con i personaggi in una comunione di emozioni e stati d’animo.
  • dal 7 novembre 2017
    Il cappuccio d’osso della Luna
    di Cristina Cirilli
    regia Maurizio Panici, con Cristina Cirilli, Ermanno De Biagi, Mirella Mazzeranghi e Ludovica Apollonj Ghetti
    Alberto è un architetto in pensione che non è riuscito a costruire un rapporto solido con le figlie, Anita e Adelia. Anita, tuttavia, non se la sente di lasciarlo solo, una volta rimasto vedovo, e lo ospita a casa sua. Adelia invece, che considera il padre responsabile della morte di sua madre, va a vivere con la zia Vittoria. La convivenza tra Alberto e Anita procede tra silenzi e tentativi di incontro. Vittoria e Adelia invece sono complici, vittime delle stesse mancanze. Il tempo è scandito dai ricordi, finché i quattro non si ritrovano insieme. Il testo è percorso da un senso di sospensione e inadeguatezza. Un puzzle di emozioni e sentimenti che ha bisogno di essere ricostruito.
  • dal 6 dicembre 2017
    Una ragazza lasciata a metà
    di Eimear McBride
    traduzione Riccardo Duranti, regia Elena Arvigo e Giuliano Scarpinato, con Elena Arvigo
    Lo spettacolo, in prima nazionale, è la messa in scena del romanzo Una ragazza lasciata a metà della scrittrice irlandese Eimear McBride e racconta, con struggente poesia, il percorso di crescita di un'anima fragilissima. È flusso di coscienza, insurrezione, catarsi, viaggio nella sessualità caotica di una donna vulnerabile, profondamente sensibile, nel contesto di un’Irlanda chiusa e crudele. Non c’è compassione nel racconto, poiché la storia è ancora lontana da un compimento. Ma è sempre presente, dall’inizio alla fine, lo slancio vitale che rende questa confessione un’estrema possibilità di salvezza.
  • dal 23 gennaio 2018
    Tutti i miei cari
    di Francesca Zanni
    regia Francesco Zecca, con Crescenza Guarnieri
    Una donna in scena, su un tappeto di rose. O forse è una tomba. Anne Sexton, con la sua vita e le sue poesie racconta il suo sentirsi inadeguata, non corrispondente al modello della società borghese, che la vuole madre e moglie esemplare. La sua anima inquieta, intelligente e contorta cerca di liberarsi attraverso le sue poesie. Che parlano di lei ma, in definitiva, parlano di noi. Quello che ci lascia è un’eredità dolorosa, un senso di perdita. Il testo racconta il nostro mondo liquido, dove si sono persi i punti di riferimento e dove tutti siamo in attesa di qualcosa, anche se non sappiamo bene di cosa.
  • dal 6 febbraio 2018
    Sorella con fratello
    di Alberto Bassetti
    regia Alessandro Machía, con Alessandro Averone e Alessandra Fallucchi
    Una donna trentenne è rinchiusa in un istituto correzionale nel quale, quasi al termine dei dieci anni da scontare, può sfogare la passione per il canto durante le visite quotidiane del fratello. Tra canzoni e ricordi si disvela progressivamente una tragedia. Un testo dall’atmosfera ambigua, come un thriller, che affronta il tema della violenza all’interno della famiglia, unendo la tragedia di fondo ai toni sarcastici di una commedia nera. Una storia privata di espiazione e redenzione, in cui la famiglia da luogo di costruzione della realtà diventa luogo di oppressione, violenza e deprivazione dell’identità.
  • dal 6 marzo 2018
    Un mondo perfetto - spettacolo rimandato a data da destinarsi
    scritto e diretto da Sergio Pierattini
    con Manuela Mandracchia e Paolo Giovannucci
    Una coppia, non più giovanissima, sogna di adottare un figlio. Ora il calvario di attese e delusioni dei due protagonisti sembra concluso. L’arrivo del figlio è in realtà l’inizio di un percorso di difficoltà insuperabili. I due scoprono quanto sia impossibile amare l’oggetto dei loro sogni. Non tanto per la personalità complessa del ragazzo, ma per la loro stessa natura, per l’essenza di quell’universo a due, grigio ma autosufficiente, che contraddistingue la loro unione. Il testo affronta il tema complesso dell’adozione o delle false vocazioni, dei sogni che una volta svelatisi mostrano la faccia della sconfitta e del disinganno.
  • dal 16 al 18 marzo 2018
    Albania casa mia
    di e con Aleksandros Memetaj, regia Giampiero Rappa
    25 febbraio 1991, Albania. Il regime comunista è collassato. Il malcontento del popolo si esprime con manifestazioni ed esodi di massa. Migliaia di persone scappano in Occidente con navi, pescherecci e gommoni diretti verso l’Italia. Tra loro anche Alexander Toto, trentenne che giunge a Brindisi a bordo di un peschereccio insieme a Aleksandros Memetaj, bimbo di 6 mesi. Lo spettacolo è la storia di un figlio che crescerà lontano dalla terra natia, in Veneto, luogo che non gli darà mai un pieno senso di appartenenza. Ma è anche la storia di un padre, dei sacrifici fatti, dei pericoli corsi per non crescere il figlio nella miseria di uno Stato che non esiste più e quella del suo grande amore per la propria terra d'origine.
  • dal 23 al 25 marzo 2018
    Lingua matrigna
    tratto da L’analfabeta di Agota Kristof, progetto e regia Marinella Anaclerio, con Patrizia Labianca
    È notte, Agota è sola nella sua casa con un registratore e, come Krapp o come un medico legale durante un’autopsia, passa a setaccio la sua vita… o meglio la misura… nelle sue perdite e nelle sue conquiste. La vita di una profuga che mai è riuscita a smettere di pensare di essere fuori luogo, fuori dal suo luogo. Agota Kristof, una tra le più importanti ed amate scrittrici di lingua francese è nata in Ungheria nel 1935. Il padre è un insegnante, l’unico insegnante del suo piccolo paese. A 14 anni entra in collegio. Nel 1956 lascia clandestinamente l’Ungheria, costretta ad abbandonare la sua terra natale insieme al marito e figlia neonata, quando l’Armata rossa interviene in Ungheria per sedare le rivolte popolari.
  • dal 5 al 15 aprile 2018
    Tempesta
    di William Shakespeare
    adattamento e regia Maurizio Panici, con Luigi Diberti, Pier Giorgio Bellocchio, Claudia Gusmano, Veronica Franzosi, Matteo Quinzi, Antonio Randazzo e Andrea Standardi
    L’ultimo grande testo di William Shakespeare, un testamento, ma anche l’inizio di una nuova era. Oggi più che mai il sapere determina il controllo su tutto. Prospero ha il potere della conoscenza, è l’uomo che dà un nome alle cose, le fa esistere o le nega, è artefice della percezione di una realtà che continuamente sfugge. La riduzione del testo si concentra sulla parola, strumento di riscatto di un naufragio che è atto necessario per una possibile rinascita, dove la tempesta è lo specchio di una situazione attuale: duchi e mozzi, signori e poveracci convivono su uno stesso sfondo, gli ultimi espropriati dal potere della parola.
  • dal 3 al 13 maggio 2018
    Traumnovelle. Doppio Sogno
    di Arthur Schnitzler
    con Fabrizia Sacchi, Giampiero Judica, Marit Nissen, Fabrizio Bucci, Fabiola Cimminella, Loretta Graziani, regia Paolo Sassanelli
    Un ballo in maschera, due misteriose figure in domino rosso, uno straniero insolente, qualche parola incomprensibile e allusiva: queste apparizioni gettano, una sera, “un’ombra di avventura, di libertà e di pericolo” nella vita di un medico e di sua moglie, giovani, belli e chiusi in un’ovattata felicità domestica. Da quel momento essi entrano, senza saperlo, in un intreccio speculare di peripezie notturne tanto inverosimili da sembrare oniriche e di sogni tanto invadenti da sembrare fatti reali.

#DpBlackmirror - Rassegna Dominio Pubblico

  • dal 24 al 29 ottobre 2017
    Rosmersholm
    Il Gioco della confessione
    di Henrik Ibsen
    riduzione Massimo Castri, regia Luca Micheletti, con Federica Fracassi e Luca Micheletti
    Rebekka West (futuro oggetto dello studio di Freud e di Groddeck), donna nascostamente passionale e libera pensatrice apparente, prende servizio a casa del pastore Rosmer, espressione e vittima al contempo di un ordine aristocratico chiuso in se stesso, governato da ferree leggi morali e forse addirittura soprannaturali. Tra i due nascerà un desiderio proibito e rimosso, che condurrà a conseguenze nefaste. Un horror in forma di seduta psicanalitica: forse il più palpitante “copione del terrore” uscito dalla penna di Ibsen.
  • dal 28 novembre al 3 dicembre 2017
    Echoes
    di Lorenzo De Liberato
    regia Stefano Patti, con Marco Quaglia e Stefano Patti, la voce di Nancy Babich è di Giordana Morandini
    In un futuro distopico e vicino a noi la Terra è divisa in grandi blocchi governativi. Non esiste la democrazia come la conosciamo, né l’umanità come la intendiamo. È stata sganciata una bomba che ha fatto un milione di vittime. Un giornalista, De Bois, intervista il responsabile della carneficina, il misterioso Ecoh. Con appassionata crudeltà i due protagonisti si studiano, si attaccano all’interno della griglia drammaturgica di un thriller. Temi come l’amore, il potere, l’economia, la religione permettono un’analisi sull’uomo e le sue paure. Finché i due opposti diventano tragicamente complementari.
  • dal 2 al 4 febbraio 2018
    The Black’s Tales Tour
    scritto, diretto e interpretato da Licia Lanera, sound designer Tommaso Qzerty Danisi
    Uno spettacolo in cui cinque fiabe classiche - la Sirenetta, Scarpette rosse, Biancaneve, La Regina delle Nevi e Cenerentola - vengono spogliate della loro parte edulcorata e consolatoria per essere presentate in tutta la verità della loro versione più autentica. Licia Lanera firma una scrittura originale che racconta incubi notturni e storie di insonnia, per parlare di alcune donne, delle loro ossessioni, delle loro manie, delle loro paure. Le icone delle fiabe si sgretolano, fino a diventare la realtà stessa, la più feroce, la più fallimentare.
  • dal 21 al 25 febbraio 2018
    Ifigenia in Cardiff
    di Gary Owen
    traduzione Valentina De Simone, regia Valter Malosti, con Roberta Caronia
    Effie vive in un Galles di periferia, a sud di Cardiff, dove conduce un’esistenza irregolare, senza futuro. Vive di niente. Qualche spicciolo dall’assistenza sociale e i soldi che la nonna le lascia sul tavolo sbattendo la porta. Effie è uno dei tanti relitti di umanità ai margini cui nessuno si interessa. La sua identità Effie la cancella tutte le sere distruggendosi con l'alcol. Un incontro, in una notte alcolica e folle, un uomo diverso dagli altri, un soldato tornato dall’Afghanistan, segnerà l’inizio di una trasformazione. Delirio monologante denso di lucidità che ribalta gli equilibri del senso comune scardinando moralismi e perbenismi.
  • dal 27 febbraio al 1 marzo 2018
    Urania d’agosto
    di Lucia Calamaro
    regia, musiche e light designer Davide Iodice, con Maria Grazia Sughi e Michela Atzeni
    Una donna matura, asociale, accanita lettrice notturna di Urania e fanatica degli astronauti, durante un isolato agosto in città ha una crisi di alienazione e comincia a confondere le cose. Il suo spazio interiore, fratturato dall’insonnia, trasforma lo spazio esteriore in spazio siderale nel quale gli alieni delle sue letture possono apparire. Ne uscirà profondamente trasformata. Il testo ha le qualità di un romanzo di formazione accidentale sviluppato su una figura amara, delusa a prescindere, dove la crisi esistenziale, anche se sostenuta dalla fantasia, è sempre tradita dal reale.
  • dal 27 al 29 marzo 2018
    Focus Danza d’Autore
    Focus Danza nasce dalla collaborazione tra Twain Centro di Produzione Danza e Teatro Argot Studio. Le tre serate del Focus sono caratterizzate da lavori la cui ricerca si basa sulle potenzialità di diversi linguaggi, per dar vita a creazioni che divengono manifesto di un mondo fatto di interiorità e pensiero, di ispirazioni che nascono dal corpo e di visioni che diventano forma. Al centro l’individuo, liberato nel corpo e nello spirito, proiettato verso il recupero della propria ancestralità.
  • 27 marzo 2018
    Serata nuovi autori:
    - Twain Centro di Produzione Danza
    Nothing to declare di Yoris Petrillo
    Yoris Petrillo indaga il sovraccarico emotivo e di tempo della società contemporanea, la necessità di una generazione di “scrollarsi via” qualcosa di goffo, di ritrovare una dimensione che gli appartenga e che non sia ereditata da generazioni precedenti o indotta da spot pubblicitari.
    - Collettivo Sa.Ni. / Twain Centro di Produzione Danza
    M.Solo ritualistico in forma leggera di Nicola Simone Cisternino
    Una riflessione su come destrutturare l’essere, i suoi modi e le sue modalità. Come arrivare a ricostruire i nostri bisogni tramite il rito, inteso come momento comunitario.
    - Compagnia Francesca Selva / Con.Cor.D.A.
    Isole sensibili di Luca Zanni e Maria Vittoria Feltre
    Isole Sensibili è un viaggio e come ogni viaggio si rivela una scoperta, non tanto nel raggiungimento della meta, ma nel suo svolgersi. Partiti dall’idea di unicità, intesa come solitudine, fragilità, ma anche consapevolezza di una separazione tra corpo e anima, si approda all’isola che c’è in ognuno di noi.
  • 28 marzo 2018
    Twain Centro Di Produzione Danza
    Era mio padre
    coreografia, drammaturgia, regia e costumi Loredana Parrella, musiche Alessandro D’Alessio, interpreti Elisa Melis e Yoris Petrillo
    Era mio padre, seconda parte di Elettra, trilogia di un’attesa, prende spunto da una figura di donna contemporanea: Benedetta Tobagi, figlia di Walter Tobagi, giornalista del Corriere della Sera, assassinato nel 1980. Elettra e Oreste si ritrovano nelle figure di Benedetta e di suo fratello Luca. Insieme cercano di ricostruire la figura privata del padre, attraverso pochi ricordi fatti di parole scritte, gesti e sguardi. Il risultato è una visione di Elettra che porta con sé una riflessione sul desiderio, da quello più devastante della vendetta fino a quello più profondo dell’amore.
  • 29 marzo 2018
    Twain Centro di Produzione Danza / Tst-Teatri Di Vetro Festival
    Cigno
    coreografia e regia Loredana Parrella, incursioni drammaturgiche Roberta Nicolai
    Cigno è la ricerca di un autoritratto. È la costruzione di partiture corporee e ritmiche dentro le variazioni musicali di un assolo, divenuto tanto famoso da entrare nell’immaginario collettivo: La morte del cigno coreografata da Michael Fòkine per la danzatrice Anna Pavlova nel 1907.
  • dal 26 al 29 aprile 2018
    Suzanne
    Liberamente tratto da La Garçonne et l’assassin di F. Virgili e D. Voldman
    drammaturgia Tamara Balducci, Linda Gennari e Lorenzo Garozzo, regia César Brie, con Tamara Balducci, Giacomo Ferraù e Linda Gennari
    In Francia, Paul e Louise si innamorano e si separano a causa del primo conflitto mondiale. Paul diserta. Louise lo nasconde e lo assiste, ma per lui inizia un lunghissimo periodo di clausura. Una sera, per uscire senza essere riconosciuto, Paul indossa abiti femminili. Il travestimento da temporaneo escamotage si rivela l’inizio di una nuova vita, segnando un’evoluzione che da esteriore diviene somatica e psicologica. Da un fatto realmente accaduto, una storia tenera e dolente, che esprime la sofferenza del vivere e rappresenta la labilità delle rigide barriere di genere.
  • 31 maggio 2018
    Comizi d’amore 20-30
    Un progetto di Kepler-452, a cura di Paola Aiello, Enrico Baraldi e Nicola Borghesi, ideazione di Nicola Borghesi
    Comizi d’amore è un film del ’63 in cui Pasolini gira l’Italia domandando cosa sia per gli intervistati la sessualità, la famiglia, l’amore. Ora il format, creato da Kepler-452 a Bologna nel 2017, pone le stesse domande, tentando di portare in scena gli intervistati e le loro idea di sessualità, famiglia, amore. A Roma l’indagine è circoscritta ai giovani tra i 20 e i 30 anni. Uno sguardo su vicende individuali in cui trovare un significato collettivo. La sfida è portare in scena, in un confronto pubblico, ciò che ci attraversa in privato. I giovani tra 20 e 30 anni che hanno voglia o bisogno di parlare d'amore possono scrivere a promozione@teatroargotstudio.com.

RIDUZIONI INFORMAGIOVANI ROMA >>>
I giovani fino a 35 anni di età possono ritirare gratuitamente presso il Centro Servizi per i Giovani, esibendo un documento di identità, il coupon Informagiovani valido per tutti i giorni della stagione 2017/18 del Teatro con le seguenti riduzioni:

  • biglietti: riduzione speciale 8 euro per biglietto (invece di 12 euro intero e 10 euro ridotto) fino ad esaurimento posti + tessera associativa stagionale 5 euro;
  • abbonamento Home is where your story begins (8 spettacoli a scelta di cui 4 della stagione principale + 4 della rassegna DpBlackmirror): sconto a 64 euro + tessera associativa 5 euro (invece di 72 euro + tessera associativa 5 euro).

Le riduzioni saranno valide previa prenotazione telefonica all’Ufficio Promozione del Teatro al numero 06.5898111 o all’email info@teatroargotstudio.com, entro le 18.30 del giorno stesso specificando il nome e il diritto alla convenzione. Il coupon Informagiovani andrà poi presentato al botteghino prima dello spettacolo.

Ulteriori informazioni sulle altre formule di abbonamento e aggiornamenti sulla programmazione sono disponibili sul sito Teatroargotstudio.com.

 

Ultimo aggiornamento 02/05/2018