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Teatro India

Lungotevere Vittorio Gassman - ROMA (RM)

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Appuntamenti e iniziative

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Dal 7 Settembre 2017 al 23 Giugno 2018

Teatro India - Stagione 2017/18

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman - ROMA (RM)

Un cartellone multidisciplinare e sperimentale per il Teatro che si propone come “fabbrica” creativa e luogo di investimento per il futuro. Riduzioni con Informagiovani Roma

Il teatro è uguale per tutti è l’imperativo che accompagna la Stagione 2017/2018 del Teatro di Roma, patrimonio di tutti, accessibile a tutti e con un linguaggio comune, che esprime unità nella varietà delle molteplici proposte che si alterneranno sui palcoscenici del Teatro Argentina e del Teatro India. Un percorso di progetti che apre il sipario su quella “realtà” in divenire che il pubblico vive ogni giorno, per raccontarla attraverso il teatro e renderla occasione di convivenza e condivisione. Teatro e vita fusi insieme a ribadire che il mondo è un grande palcoscenico che sa farsi spazio di incontro nella vita di una comunità.
Anche quest’anno la programmazione opera per strutture tematiche costruendo una Stagione a progetti: 15 percorsi da attraversare, vivere e mescolare tra loro, secondo interessi e sensibilità, per un viaggio lungo 11 mesi, aperto a tutte le generazioni e tipologie di pubblico. Ampia l’attenzione alla drammaturgia del presente, in equilibrio tra tradizione e innovazione, tra il meglio della classicità e novità drammaturgiche, confermando l’impegno a sostenere le espressioni del territorio, talenti e intelligenze creative indipendenti. In cartellone di 72 proposte complessive, con opere di più di 60 autori viventi messi in scena, 64 registi e circa 300 interpreti: numeri che collocano il Teatro di Roma fra i primi teatri in Italia. Due i palcoscenici: il Teatro Argentina, dove si dipana il dialogo tra classico e contemporaneo, e il Teatro India, “fabbrica” creativa e luogo di investimento per il teatro del futuro.

Cartellone

  • dal 7 al 17 settembre 2017
    Short Theatre
  • 19 settembre 2017
    Euforia
    ideazione e regia Silvia Rampelli
    Danza Alessandra Cristiani, Eleonora Chiocchini, Valerio Sirna, Luce Gianni Staropoli, musica Tiago Felicetti, voce Charlie Pitts, Julia Bozzo Magrini. Produzione Habillé d’eau. Prima nazionale
    “Vorrei allontanare le parole dal fatto. Il fatto è il corpo, costrutto assoluto, asserragliato nella materia, materia, autoevidente, interrogante, in assenza di cognizione, di intenzione, di veglia, manifesto, sembianza, simulacro.” Con queste parole Silvia Rampelli introduce questo lavoro. Habillé d’eau, la Compagnia fondata da Silvia Rampelli nel 2002, focalizza la riflessione sulla natura dell’atto, sulla scena come dispositivo percettivo, sul dato umano.
    Nell'ambito di Il teatro che danza
  • 26 e 27 settembre 2017
    Thanks for hurting me
    Kafka. un tributo postumo
    regia, coreografia, scene e costumi Enzo Cosimi, interpretazione e collaborazione alla coreografia Paola Lattanzi, Elisabetta Di Terlizzi, Alice Raffaelli
    La terza tappa del progetto Sulle passioni dell'anima è dedicata all'esperienza emozionale e sensoriale del dolore che permette di santificare l'uomo e allontanarlo dalla vita. L'avvento del nichilismo ha annullato ogni valore metafisico in un sistema dominato dalla tecnologia e dalla scienza. Quindi il dolore viene estirpato dalla vita perché non abita più persone, ma strumenti. La drammaturgia del lavoro si serve come complice dell’universo Kafkiano attraverso dispositivi necessari per imbastire una scrittura del corpo dove il dolore insegna ad ascoltare e a trasmettere l'unicità dell'essere umano.
    Nell'ambito di Il teatro che danza
  • dal 19 al 29 ottobre 2017
    dEVERSIVO
    scritto, diretto e interpretato da Eleonora Danco
    Eleonora Danco dirige e interpreta, in prima nazionale, uno spettacolo con un ritmo ad incastro per svelare al pubblico l’inconscio di un personaggio, colto in un momento di necessità e di alterazione, che lotta per essere come tutti gli altri. Tra le stanze di una ipotetica casa si animano diverse situazioni, intime, sensuali, commoventi, folli e si rievocano condizioni fisiche, emotive e sociali per trattare la realtà contemporanea, in un tempo formale che si mescola con il vissuto come in una sorta di ubriacatura. Dalle convenzioni di cui siamo prigionieri si può evadere solo ponendosi sul corridoio, un non luogo, un limbo degli eventi che attendono nelle camere.
  • dal 20 al 29 ottobre 2017
    Il teatro da camera di Cap
    scrittura scenica, installazione visiva, regia Riccardo Caporossi, con Riccardo Caporossi, Nadia Brustolon, Vincenzo Preziosa, musicisti Sergio Quarta, Elena Somarè
    La stanza è il luogo metaforico del mondo “di dentro” appartenente a ciascuno di noi, che si confronta con il mondo “di fuori”. L’artigiano della scena, Riccardo Caporossi, ci accoglie nel suo “teatro da camera”, luogo intimo e raccolto in tre movimenti: Immagine scomposta, gioco di scatole che si aprono e ricompongono in piccoli spazi mutevoli, brevi storie, frammenti, scherzi, trucchi per far emergere la presenza dell’uomo; Marionette, dall’opera di Heinrich von Kleist, per raccontare l’uomo con la metafisica purezza della marionetta; Così… vi pare, il piccolo mondo dei tre fantasmi che hanno dietro di sé un’esperienza dolorosissima, dalla guerra al terremoto, dalla pazzia alla morte, e invocano il silenzio della pietà.
  • 1 e 2 novembre 2017
    Io non ho mani che mi accarezzino il viso
    Nell’ambito di Romaeuropa Festival
  • 3 e 4 novembre 2017
    Paradiso
    Nell’ambito di Romaeuropa Festival
  • dal 6 all’8 novembre 2017
    Heretico
    Dopo questo apparente nulla
    uno spettacolo di Leviedelfool, drammaturgia e regia Simone Perinelli, con Claudia Marsicano, Elisa Capecchi, Daniele Turconi, Simone Perinelli, musiche originali Massimiliano Setti
    Sette capitoli, una drammaturgia essenziale e un linguaggio semplice per scansare l’errore di fondare nuove “fedi”, nel tentativo di distruggere quelle esistenti. Sette tracce, come in un concept album, attorno a unico movimento tematico antidogmatico e antireligioso che prepara al giorno in cui - afferma la compagnia Leviedelfool - ogni religione apparirà per ciò che realmente è: un insulto all’intelletto umano.
  • 11 e 12 novembre 2017
    Unwanted
    Nell’ambito di Romaeuropa Festival
  • dal 14 al 26 novembre 2017
    Perlasca
    Il Coraggio di dire no
    scritto e interpretato da Alessandro Albertin
    regia Michela Ottolini
    Alessandro Albertin riveste il ruolo di Giorgio Perlasca in uno spettacolo commovente e intenso, il racconto di una pagina storica ancora poco conosciuta. In scena la vicenda di un uomo normale, un commerciante di carni, ricercato dalle SS come tutti coloro che si rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò. Fingendosi ambasciatore spagnolo e rischiando la vita, Perlasca riuscì a salvare più di cinquemila ebrei, per poi tornare in Italia a condurre la vita di sempre, senza mai menzionare le proprie gesta. Un tributo a un vero e proprio eroe dell’epoca moderna, che incarna anche il senso più profondo del teatro: aiutare la comunità a riflettere attraverso la poesia.
  • dal 14 al 19 novembre 2017
    Ombre folli
    di Franco Scaldati
    interpretazione e regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi
    Dedica al teatro di Franco Scaldati, cantore della vita e dell’anima di Palermo, drammaturgo e regista scomparso nel 2013. Il testo, inedito, crudo e commovente, dal linguaggio vulcanico, denso e primitivo è un racconto scenico che colpisce dritto al cuore. Enzo Vetrano e Stefano Randisi sono “ombre” di due uomini che si raccontano. Il primo ha la passione segreta di travestirsi, truccarsi e andare in strada per giungere all’estremo e fare la propria scommessa con la vita. Il secondo, che dice di amarlo come un figlio, scopre la sua doppia vita e lo sequestra per redimerlo e vivere con lui un’esistenza “serena” fatta di rinunce, vergogna e castrazione.
  • dal 21 al 26 novembre 2017
    Totò e Vicé
    di Franco Scaldati
    interpretazione e regia Enzo Vetrano e Stefano Randisi
    Seconda dedica al teatro di Franco Scaldati con Totò e Vicé, teneri e surreali clochard nati dalla fantasia del drammaturgo palermitano. Totò e Vicé sono legati da un’amicizia assoluta e vivono di frammenti di sogni, in bilico tra il mondo terreno e il cielo, in un tempo imprendibile tra passato e futuro, con la necessità di essere in due, per essere. Un esempio di teatro che non distingue tra vivi e morti, trasmettendo il mistero dell’amore, riempendo l’anima di dolce commozione.
  • dal 28 novembre al 10 dicembre 2017
    Il ritorno di Casanova
    di Arthur Schnitzler
    traduzione, adattamento e regia Federico Tiezzi, con Sandro Lombardi e Alessandro Marini, violoncello Dagmar Bathmann, percussioni Omar Cecchi, percussioni Niccolò Chisci
    Il ritorno di Casanova, capolavoro narrativo del 1918 di Arthur Schnitzler, si trasforma in opera teatrale. Una tragicommedia della coscienza moderna, attenta solo ai propri istinti e ai propri falsi valori nel tentativo di sfuggire alla vecchiaia e alla morte. L’avventuriero veneziano, stanco di avventure erotiche e nauseato dal suo passato di diplomatico da strapazzo, decide di tornare nell’amata Venezia ma, quando sembra che il suo sogno stia per realizzarsi, incontra Marcolina che riaccende il suo desiderio... Un freudiano scontro fra Amore e Morte, segnato dall’angoscia della fine di un’epoca “felice”.
  • dal 29 novembre al 1 dicembre 2017
    Un ricordo d’inverno
    drammaturgia e regia Lorenzo Collalti
    con Grazia Capraro, Luca Carbone, Stefano Guerrieri, Agnieszka Jania, Emanuele Linfatti, Pavel Zelinskiy
    Il viaggio di un giovane artista all’interno di un mondo nuovo, un itinerario alla ricerca dell’ispirazione, costellato da incontri inattesi e diversamente illuminanti. Le situazioni meno verosimili mostrano una straordinaria capacità di attrattiva. Lo spettacolo ambisce a raggiungere ogni tipo di spettatore. La drammaturgia costruisce innumerevoli ponti col reale provocando sensazioni, sentimenti e riflessioni condivise e condivisibili.
  • dal 4 al 6 dicembre 2017
    Notturno di donna con ospiti
    Studio sulla versione del 1982 di Annibale Ruccello
    regia Mario Scandale
    con Arturo Cirillo e con gli allievi diplomati dell'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'amico: Luca Carbone, Giulia Trippetta, Luca Tanganelli, Giulia Gallone, Simone Borrelli; presta la voce al padre Giovanni Ludeno
  • 9 dicembre 2017
    Amore mio
    un incontro fra teatrodanza e abilità differenti
    coreografia e regia Julie Ann Anzilotti, con Marco Bandinelli, Emanuele Checcucci, Giulia Ciani, Damiano Forni, Filippo Gori, Francesca Lentucci, Helga Maestrini/Marì Santagata, Enrico Mancini, Manola Nunziati, Alessandra Passanisi, Luca Privitera, Federica Salvini, Timothy Ward-Booth, musiche originali eseguite dal vivo Gabriel Stanza
    Lo spettacolo affronta il tema dell’amore inteso nel senso più ampio del termine: come espressione di pensieri, desideri, emozioni e movimenti con l’inevitabile necessità di uno scambio attraverso il gesto e la parola. Importante è la relazione con la musica, mentre il segno grafico sottolinea la forza espressiva delle intuizioni degli artisti in scena. La Compagnia Xe, diretta da Julie Ann Anzilotti, prosegue il suo percorso artistico dedicato a giovani adulti con disabilità che ha permesso di realizzare un profondo e articolato lavoro di teatrodanza.
  • dal 9 al 14 gennaio 2018
    Reparto Amleto
    drammaturgia e regia Lorenzo Collalti
    con Luca Carbone, Flavio Francucci, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto
    Il giovane regista e drammaturgo Lorenzo Collalti traspone la vicenda di Amleto ai giorni nostri, ambientandola in un ospedale, in cui il Principe di Danimarca si è recato in preda ad un attacco isterico, vaneggiando e sostenendo di aver visto il fantasma del padre. Tra dialoghi travolgenti, botte e risposte entusiasmanti, si crea una situazione piena di ritmo e vivacità, dove si fondono citazioni colte e filosofiche con battute esilaranti, per dar vita ad uno spettacolo denso, giovane, ricco di senso e divertimento, in grado di trascinare il pubblico in un vortice di risate e riflessioni. Premio Miglior Spettacolo della rassegna Dominio Pubblico - La città agli under 25
  • dal 10 al 21 gennaio 2018
    Mozart
    Il sogno di un clown
    di e con Giuseppe Cederna
    liberamente tratto da Mozart di Wolfgang Hildesheimer, regia Ruggero Cara e Elisabeth Boeke, musiche di W. A. Mozart, pianoforte il M° Sandro D’Onofrio
    Un brillante monologo con musica dal vivo sul celebre artista austriaco, un viaggio impervio ed esilarante tra la vita del genio e il miracolo della sua musica, che contiene anche la possibilità del fallimento, ma che in ogni caso è un successo intraprendere. Ecco quindi l’enfant prodige perennemente in tournée per le strade dissestate d’Europa; ecco i tic, le acrobazie e il talento per la comicità tramandatagli dalla mamma; ecco il virtuoso, l’impareggiabile buffone, il Flauto Magico e il Don Giovanni; le umiliazioni, i successi, gli amori e i dolori che hanno segnato la sua fulminante esistenza.
  • dal 17 al 21 gennaio 2018
    La lotta al terrore
    di Lucia Franchi e Luca Ricci
    regia Luca Ricci, con Simone Faloppa, Gabriele Paolocà, Gioia Salvatori
    È la storia drammatica e comica di un attacco terroristico ad un supermercato visto dalla prospettiva di una sala riunioni comunale, dove all’improvviso giunge la terribile notizia. Un’ora concitata, una totale unità di tempo e spazio, in cui un impiegato, il segretario comunale e il Vicesindaco elaborano numerose e a tratti improbabili strategie per rendersi utili. Tra imprevisti, assurde richieste e tensioni, la scrittura drammaturgica fa luce sull’inadeguatezza dei tre protagonisti e indaga sulle paure umanissime che si celano sotto la nostra apparente tranquillità. Uno spettacolo che parla di paura, di tolleranza e di intolleranza, in questo tempo in cui la nostra identità individuale e sociale è messa in crisi.
  • dal 24 al 28 gennaio 2018
    Geppetto e Geppetto
    scritto e diretto da Tindaro Granata
    con Alessia Bellotto, Angelo Di Genio, Tindaro Granata, Carlo Guasconi, Paolo Li Volsi, Lucia Rea, Roberta Rosignoli
    Una fiaba moderna, la storia di un papà che vuole fare il papà e di un figlio che vuole fare il figlio, dello scontro tra due uomini che cercano entrambi il riconoscimento di una paternità che non può avere la stessa funzione che avrebbe in una famiglia normale. Toccante è il racconto del desiderio di un Geppetto di farsi amare da un figlio che non è sangue del suo sangue e dell’esigenza di un ragazzo di ritrovare una figura paterna che lo possa accompagnare nel mondo degli adulti.
  • dal 30 gennaio al 4 febbraio 2018
    Quasi Grazia
    di Marcello Fois
    regia Veronica Cruciani, con Michela Murgia nel ruolo di Grazia Deledda e Lia Careddu, Valentino Mannias, Marco Brinzi
    La scrittrice sarda, premio Nobel, Grazia Deledda torna a vivere in scena con lo spettacolo di Marcello Fois, un vero e proprio romanzo in forma di teatro interpretato da un’altra scrittrice, Michela Murgia. Una narrazione agita direttamente dai personaggi, in cui ogni capitolo corrisponde a un atto della pièce. Il primo è ambientato a Nuoro, la mattina del febbraio del 1900 in cui la scrittrice sta per trasferirsi col marito a Roma; col secondo ci si sposta a Stoccolma, nel dicembre del 1926, il pomeriggio che precede la cerimonia ufficiale di consegna del Nobel; il terzo si svolge a Roma nel 1935, nello studio radiologico il cui alla scrittrice verrà diagnosticato il tumore che la ucciderà nel 1936.
  • dal 31 gennaio al 1 febbraio 2018
    Shoah
    Frammenti di una ballata
    di e con Fabrizio Saccomanno e Redi Hasa, registrazioni sonore Valerio Daniele - Chora Studi Musicali
    Le storie di quattro bambini e adolescenti, abbandonati a loro stessi dopo la deportazione dei genitori, al tempo della Shoah in Ucraina, Ungheria, Polonia, Italia tra il 1942 e il 1946. Attraverso i loro occhi, si raccontano la storia che ha portato al potere il nazismo, le leggi antisemite, la vita nei campi di sterminio, fino alla liberazione e all’accoglienza dei profughi. Uno spettacolo incalzante e coinvolgente di parole, immagini, suoni. Voci di bambini e adolescenti che non capirono allora quello che stavano vivendo, ma provano a dirselo e a dircelo in modo sincopato e stralunato.
  • dall’8 all’11 febbraio 2018
    Pouilles - Le Ceneri di Taranto
    con Amedeo Fago e Giulio Pampiglione e nei video Malvina Missio, Gisella Burinato, Serena D’andria, Jacopo Maria Bicocchi, Gabriele Geri, Giuseppe Sillitto, Eugenio Durante, Greta Agresti, Simone Formicola, Luca Scapparone, Valentina Fago, musiche Franco Piersanti, montaggio video Daniele Carlevaro
    Un casuale ritorno a Taranto e una visita alla tomba di famiglia è l’incipit della pièce, un percorso dove le storie private si intrecciano con la storia d’Italia, dalla sua nascita alla rivoluzione post-industriale. Tutto ha origine il 24 ottobre 1917, data della disfatta di Caporetto, e da una foto che ritrae una festa di famiglia. I personaggi della fotografia prendono vita e si raccontano, componendo il quadro di una borghesia di provincia che vive con passione la costruzione sociale e culturale della Nazione. Fino all’incontro dell’autore con lo sconosciuto giovane padre, che ribalta la prospettiva. Uno spettacolo innovativo che propone una dialettica feconda tra immagini reali e immagini virtuali.
  • dal 14 al 25 febbraio 2018
    Settimo Cielo
    di Caryl Churchill
    traduzione Riccardo Duranti, regia Giorgina Pi, con Marco Cavalcoli, Sylvia De Fanti, Tania Garribba, Lorenzo Parrotto, Alessandro Riceci, Marco Spiga
    Il capolavoro del 1979 di una delle più importanti penne del teatro mondiale, Caryl Churchill. Mai rappresentato prima in Italia, lo spettacolo appare come la messa in scena di un film che ha il sapore del cinema di Derek Jarman, una dimensione queer e punk, tra l’Africa coloniale e Londra, testimonianza di un’idea di vita: essere quello che si vuole essere, non quello che si può. Gli uomini e le donne di questa storia sono transfughi, nei secoli e nei luoghi. Soggettività escluse che tentano un processo di liberazione dal colonialismo imposto sui loro corpi.
  • dal 28 febbraio al 4 marzo 2018
    La domanda della regina
    di Giuseppe Manfridi e Guido Chiarotti
    regia Piero Maccarinelli, con Adriano Braidotti, Ester Galazzi, Francesco Migliaccio
    Reduci dall’inaugurazione di una libreria, i protagonisti, un Professore e un tale Dario, si trovano coinvolti in un pranzo. I due non si conoscono e non hanno ancora scambiato una parola, ma Dario ha notato che il professore ha catalizzato su di sé l’attenzione dei presenti discutendo di complessità, crisi finanziaria ed economica. Così inizia a porre domande, senza troppo scoprire le proprie carte, finché l’improvvisa presenza di una donna legata al passato dei due accenderà una discussione sul senso della complessità della vita e delle relazioni, al di là della finanza. Riemergono in questo inaspettato triangolo dinamiche del passato intrecciate alle storie presenti.
  • dal 1 al 4 marzo 2018
    Accabadora
    dal romanzo di Michela Murgia
    drammaturgia Carlotta Corradi, regia Veronica Cruciani, con Monica Piseddu
    Una storia d’amore tra una figlia e una madre, non la madre naturale, ma l’altra madre. I due grandi temi dell’eutanasia e della maternità surrogata si compenetrano armoniosamente nel testo teatrale tratto dal romanzo di Michela Murgia, in una riflessione in cui centrali sono l’affetto e la crescita. La vicenda è ambientata in un paesino immaginario della Sardegna, dove Maria, all’età di sei anni, viene data a Bonaria Urrai, una sarta che all’occasione fa l’accabadora, ossia aiuta le persone in fin di vita a morire. Nel dialogo vivo, forse solamente interiore, la protagonista ripercorre tutte le tappe di un passato che l’ha tenuta bloccata, fino a rinascere e considerarsi una donna.
  • dal 6 al 18 marzo 2018
    Disgraced
    di Ayad Akhtar
    traduzione e regia Jacopo Gassmann, con Hossein Taheri, Francesco Villano, Lisa Galantini, Saba Anglana, Marouane Zotti
    Una moderna tragedia greca, ambientata in una Manhattan ricca, colta e liberale, che affronta il tema delle tensioni fra le fedi religiose e della difficile convivenza fra di esse. Amir è un avvocato nato in America da una famiglia pakistana. La cultura islamica che porta dentro sembra in conflitto con il suo ideale laico del quotidiano. Il dramma di Amir si scatena durante una cena con una coppia di amici, un’afroamericana e il marito ebreo, che fanno emergere il suo dissidio interiore. In uno scacchiere politico sempre più soggetto a cicliche eruzioni di rabbia e irrazionalità, emerge il disorientamento e la fragilità della tolleranza.
  • dal 14 al 18 marzo 2018
    Tante facce nella memoria
    liberamente tratto dalle registrazioni raccolte da Alessandro Portelli, drammaturgia a cura di Mia Benedetta e Francesca Comencini, regia Francesca Comencini, con Mia Benedetta, Bianca Nappi, Carlotta Natoli, Lunetta Savino, Simonetta Solder, Chiara Tomarelli
    Sei storie di donne, partigiane e non, che vissero l’eccidio delle Fosse Ardeatine, feroce rappresaglia dopo l’attentato di via Rasella del 23 marzo 1944. Alle Fosse Ardeatine sono morti tutti uomini e hanno lasciato tutte donne: questa è la storia delle persone che sono rimaste, madri, sorelle… A partire dal libro di Alessandro Portelli L’ordine è già stato eseguito, nasce il progetto di mettere in scena le voci di queste donne, le loro testimonianze, la loro storia che si ricongiunge e si intreccia con la parte di una storia d’Italia e di Roma in particolare.
  • dal 20 al 25 marzo 2018
    Theatrum Mundi Show
    (…commodius vicius of recirculation...)

    ideazione, selezione testi e regia Pippo Di Marca
    con Pippo Di Marca, Anna Paola Vellaccio, Gianni De Feo, Fabio Pasquini e con poeti guest star (uno per ogni replica) Nanni Balestrini, Luigi Ballerini, Carlo Bordini, Valerio Magrelli, Patrizia Valduga
    Una lettura del mondo attraverso il teatro e la poesia. Una summa della parola poetica occidentale, da Cavalcanti ai giorni nostri, alla luce delle esperienze di letteratura e vita con cui Pippo Di Marca si è nutrito, nel tentativo di elaborare una risposta alla complessità del theatrum mundi. Lo spettacolo si rivela un flusso di coscienza poetico lungo sette secoli in forma di viaggio-odissea cui partecipano, oltre Joyce, altri quaranta nocchieri e poeti guest star, la cui navigazione via via si trasforma in un caleidoscopico show per i più svariati porti.
  • dal 21 al 29 marzo 2018
    Dieci storie proprio così - terzo atto
    da un’idea di Giulia Minoli
    drammaturgia Emanuela Giordano e Giulia Minoli, regia Emanuela Giordano, con Daria D’Aloia, Vincenzo d’Amato, Tania Garribba, Valentina Minzoni, Alessio Vassallo e con Tommaso Di Giulio (chitarre) e Paolo Volpini (batteria), musiche originali Antonio Di Pofi e Tommaso Di Giulio
    Dopo il successo del progetto Il palcoscenico della legalità, per il 2018 viene proposta una nove giorni di confronto cittadino. Ogni giorno sarà in programmazione Dieci storie proprio così - terzo atto, spettacolo che si propone di riflettere su come l’infiltrazione delle mafie stia cambiando il profilo dell'Italia e contamini le nostre vite. L’attenzione sarà sugli strumenti di contrasto al fenomeno: il potere di voto, il potere di acquisto, il potere di scegliere chi frequentare, di educare, formare ed informare. Allo spettacolo si accompagnano dibattiti, mostre, film e workshop. Partecipano artisti, studenti, istituzioni e associazioni.
  • dal 4 al 22 aprile 2018
    Trilogia d’Amore
    Vita nova

    un progetto di Luca Brinchi e Daniele Spanò
    regia Luca Brinchi e Daniele Spanò, drammaturgia Martina Ruggeri e Erika Z. Galli, musiche Franz Rosati
    La Trilogia d’Amore, che ha visto la sua nascita con l’Aminta di Torquato Tasso nella scorsa stagione, trova sviluppo attraverso la messa in scena di altri due classici della letteratura italiana: ora con Vita nova di Dante Alighieri e successivamente con Mirra di Vittorio Alfieri. In Vita nova l’amore è incarnato da Beatrice, figura angelica, avvolta da un’aura di sacralità, capace di nobilitare e conturbare la coscienza di Dante. La ricerca si basa sull’ibridazione dei linguaggi: video art, performing art, sound art in cui lo spazio scenico costantemente trasformato, spesso privo dell’attore, lascia spazio ad un’esperienza multisensoriale.
  • dal 5 all’8 aprile 2018
    I Malvagi
    da Fëdor Dostoevskij
    ideazione e regia Alfonso Santagata, con Sandra Ceccarelli, Carla Colavolpe, Massimiliano Poli, Alfonso Santagata, Tommaso Taddei, Giancarlo Viaro
    Un lavoro sulle ombre dei personaggi di Dostoevskij proiettate sul mondo che ci circonda. Un mondo di sopravvissuti, di esiliati, di dannati della terra rinchiusi in un inferno bianco, condannati alle sofferenze di una galera spietata. Un universo che l’autore russo racconta anche in Memorie dalla casa dei morti, che rappresenta uno dei livelli narrativi dello spettacolo. Da questo luogo di sofferenza prendono vita alcune delle idee incarnate nei personaggi dei romanzi di Dostoevskij.
  • dal 10 al 15 aprile 2018
    Emone
    La traggedia de Antigone seconno lo cunto de lo innamorato
    di Antonio Piccolo
    regia e scene Raffaele Di Florio, con Paolo Cresta, Valentina Gaudini, Anna Mallamaci, Marcello Manzella
    Lo spettacolo ripropone l’emblematica storia dell’eterno conflitto tra autorità e potere della celebre Antigone di Sofocle, attraverso lo sguardo di Emone, personaggio minore della tragedia, figlio di Creonte, cugino e promesso sposo dell’eroina. Una lettura originale dell’opera di Sofocle che attraversa tutti i generi teatrali, sul ritmo di un affascinante dialetto napoletano che si ispira alla lingua di Giovan Battista Basile e mescola registri più alti e più bassi.
  • dal 12 al 22 aprile 2018
    Ivan
    liberamente tratto da I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij
    riscrittura Letizia Russo, consulenza Fausto Malcovati, regia Serena Sinigaglia, con Fausto Russo Alesi
    Un titanico Fausto Russo Alesi è il protagonista assoluto di Ivan, appassionante monologo da I fratelli Karamazov di Dostoevskij. Uno scrigno di ispirazione e riflessioni, un esercizio di teatro alto, un’unica voce che si fa espressione di una polifonia di più personaggi attraverso una scrittura raffinata che ruota intorno alla Leggenda del Grande Inquisitore, manifesto del pensiero religioso dello scrittore russo, in un flusso di interrogativi esistenziali: Cos’è l’uomo? Quale il senso del suo agire nel mondo? Cos’è la libertà? Esiste un ordine nel caos? E la violenza di cui è intriso l’uomo ha un’espiazione possibile?
  • dal 19 al 29 aprile 2018
    Echoes
    di Henry Naylor
    traduzione Enrico Luttmann e Sara Polidoro, regia Massimo Di Michele, con Francesca Ciocchetti e Federica Rosellini
    Due monologhi, due storie di guerre di popoli, di sangue e di asservimento per uno spettacolo che intreccia il suono di due voci che raccontano la stessa vicenda umana: la violenza dell’uomo, la sua brutalità sorda, l’odio che si trasforma in oppressione, in schiavitù. Protagoniste due giovani donne che vivono la condizione di subalternità nei confronti dei rispettivi mariti. Il testo affronta il fenomeno delle “mogli della Jihad”, che acconsentono a sposare guerriglieri dello Stato Islamico per sostenerli nella missione di conversione dei popoli infedeli.
  • dal 24 al 29 aprile 2018
    Cenerentola
    di Joël Pommerat
    regia Fabrizio Arcuri, con Luca Altavilla, Valerio Amoruso, Matteo Angius, Gabriele Benedetti, Elena Callegari, Irene Canali, Rita Maffei, Aida Talliente
    In Cenerentola Pommerat affronta l’ingombrante presenza della morte nelle nostre vite, come un fantasma che riempie i nostri sogni e a volte muove le nostre azioni. E insieme anche la nostra incapacità di affrontarla. Una fiaba attuale che racconta in modo mascherato il nostro mondo profondo, i nostri rituali e comportamenti quotidiani con avventurose, avvincenti forme simboliche, riflessi psicanalitici, antropologici e implicazioni esistenziali, esperienziali.
  • dal 29 al 30 aprile 2017
    Pinocchio
    testo Joël Pommerat
    regia Fabrizio Arcuri, con Luca Altavilla, Valerio Amoruso, Matteo Angius, Gabriele Benedetti, Elena Callegari, Irene Canali, Rita Maffei, Aida Talliente e con Sandro Plaino
    Un’immersione contemporanea in Pinocchio e nel suo significato filosofico e culturale: la sua aggressione al senso del vero e del falso, del morale e dell’immorale, ai rapporti di forza su cui in fondo si basano rapporti d’amore, con gli altri e, prima ancora, con se stessi. E poi il senso di cosa è umano. Pommerat trova il modo di raccontarci storie che conosciamo, mettendo al centro meccanismi che viviamo, costruendo immagini che ci appartengono, scattando foto in cui ci riconosciamo.
  • dal 2 al 6 maggio 2018
    Walking on the moon
    scritto da Fabio Morgan
    regia Leonardo Ferrari Carissimi, con Renato Campese, Anna Favella, Massimo Odierna
    Una fiaba contemporanea che si muove tra la percezione del presente e il ricordo del passato. Sulla scena tre personaggi: Elia, un giovane programmatore informatico, Alice, una storica appassionata di storia medioevale, e Michael Collins, astronauta della mitica missione Apollo 11. Uno spettacolo in cui la tecnologia incontra una narrazione poetica, quasi fiabesca: uno spaccato surreale ma concreto sulla comunicazione odierna, su come la realizzazione delle ambizioni personali, dei sogni possa fagocitare l’uomo e la sua umanità.
    >>> La Compagnia del Teatro dell'Orologio organizza il Contest Vinci Roma-Liverpool: chi acquisterà un biglietto intero per lo spettacolo (3- 6 maggio) a questo link e invierà la ricevuta di effettuato acquisto con un recapito alla mail vinciromaliverpool@gmail.com parteciperà all’estrazione di un biglietto omaggio per la partita Roma-Liverpool del 2 maggio allo stadio Olimpico. L’estrazione avverrà il 30 aprile al Teatro India. Info via mail o tel. 06.6875550 (lun-ven); 339.4088004 (sab e dom).
  • Spettacolo annullato
    Padiglione verdastro
    Partiture per attore abitato
    di e con Massimo Verdastro e con Giuseppe Sangiorgi
    drammaturgia Luca Scarlini e Massimo Verdastro su parole di Nino Gennaro, Carlo Emilio Gadda, Ettore Petrolini, Sandro Penna, Elio Pecora, Petronio, regia Massimo Verdastro con la collaborazione di Giuseppe Cutino
    L’attore-regista parla di se stesso nelle parole di altri autori in una personale stanza della memoria piena di echi del Novecento. Dalle “divine” palermitane di Nino Gennaro al “Ku-ce” Mussolini, dalla follia linguistica di Petrolini, alla follia quieta d’amore di Sandro Penna, fino alla babele linguistica del Satyricon ispirato al capolavoro di Petronio, Massimo Verdastro offre un caleidoscopio di voci, storie, visioni che in quaranta anni hanno “abitato” il pensiero scenico di un artista lontano da schemi e convenzioni, alla continua ricerca di quella materia verbale che proviene dalla pagina letteraria e poetica.
  • dall’8 al 13 maggio 2018
    Mi sa che fuori è primavera
    progetto Giorgio Barberio Corsetti e Gaia Saitta
    testo Concita de Gregorio, adattamento teatrale Gaia Saitta, regia Giorgio Barberio Corsetti, con Gaia Saitta
    Il racconto di una eroina contemporanea, di una donna dei nostri giorni, Irina, alla quale vengono sottratte dal marito le due figlie gemelle di sei anni. L’uomo si uccide e le bambine non saranno mai più ritrovate. Una vicenda tragica, realmente accaduta, che la giornalista Concita De Gregorio esprime con parole dense e delicate, trasposte in scena dalla regia di Giorgio Barberio Corsetti. Rompendo la separazione tra attore e spettatore, i pensieri dell’Irina del libro si animano prendendo corpo, a partire dal giorno del suo compleanno, mentre gli spettatori vengono accolti come fossero gli invitati della festa. Chiamati con l’intento di rimettere insieme i pezzi di un’esistenza.
  • dal 15 al 20 maggio 2018
    Viva l’Italia - Le morti di Fausto e Iaio
    di Roberto Scarpetti
    regia César Brie, con Andrea Bettaglio, Massimiliano Donato, Federico Manfredi, Alice Redini, Umberto Terruso
    In occasione del quarantesimo anniversario di uno degli episodi più oscuri della storia del nostro paese, torna in scena il racconto della vicenda dei due diciottenni milanesi frequentatori del centro sociale Leoncavallo, uccisi a colpi di pistola la sera del 18 marzo 1978, due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro da parte delle BR. Cinque monologhi intrecciati tra loro per ricostruire un quadro d’insieme e rivivere il passato, affinché la memoria di quegli anni diventi testimonianza della storia. Una tragedia civile raccontata attraverso le passioni personali e politiche dei cinque protagonisti, sul filo della vita e della morte.
  • 23 maggio 2018
    La mia Primavera di Praga
    di e con Jitka Frantova, regia Daniele Salvo
    Lo spettacolo nasce in occasione del 50° anniversario della Primavera di Praga, evento lontano ma ancora vivo nella memoria collettiva. Non esclusivamente uno spettacolo politico: i fatti storici, gli eventi reali sono visti dal punto di vista di un’attrice, Jitka Frantova, moglie di Jiri Pelikan, grande uomo politico, protagonista della vita pubblica della Cecoslovacchia in quegli anni difficilissimi. In prima linea contro l’invasione dei carri armati russi nel 1968, con le armi del rigore intellettuale e della volontà, Pelikan voleva che i giovani non commettessero gli stessi errori che aveva commesso la sua generazione. In scena la storia di due testimoni di quel tempo, che incrociarono i loro destini tra mille difficoltà.
  • 24 - 27 maggio 2018
    Timeless
    progetto di Glen Blackhall
    Riccardo Fazi, Claudia Sorace, regia Claudia Sorace, con gli attori della Scuola di Teatro e Perfezionamento
    Professionale del Teatro di Roma Valeria Belardelli, Luisa Casasanta, Edoardo Coen, Michela De Rossi, Alessandro Minati, Silvia Quondam, uditrice Dacia D'Acunto
    La performance la indaga l'esperienza collettiva della percezione del tempo. La scena è uno spazio vuoto, attraversato dal continuo movimento di un gruppo di giovani performer: uno spazio che non cambia mai, ma dove il tempo si muove in continuazione e con esso, ogni altra cosa. La cronologia del racconto si estende all'infinito in avanti e indietro, concentrandosi soprattutto sul XX secolo, quando una casa venne costruita e abitata per cinquant'anni dalla stessa famiglia, ma con caleidoscopici sconfinamenti verso diversi passati e ipotetici futuri più o meno remoti.
    Biglietti: 10 euro intero; 7 euro ridotto
  • 13 - 23 giugno 2018, ore 18.45 (appuntamento al Teatro India alle ore 18.30)
    Quando non so cosa fare cosa faccio?
    azione performativa di e con Daria Deflorian e Antonio Tagliarini e con Francesca Cuttica e Davide Grillo, collaborazione artistica di Valerio Sirna
    Camminare senza una meta precisa lungo un quartiere di Roma ascoltando un flusso ininterrotto di pensieri, racconti, piccole osservazioni, che da quel paesaggio partono e ritornano, come se fosse da fuori che arrivano i pensieri, mostrando come il nostro vissuto sia continuamente intrecciato con l’esterno. È questa l’azione performativa di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini che, per il terzo anno consecutivo, accompagneranno un piccolo gruppo di spettatori dal Teatro India lungo viale Marconi. Gazie alla figura di Adriana viene alla luce quel muoversi a vuoto, estenuante o illuminante, che chiamiamo “cincischiare”. Dove andiamo quando finalmente smettiamo di produrre?
    Biglietti: 10 euro intero; 7 euro ridotto; 5 euro operatore. Durata 1 ora e 15’ (massimo 30 spettatori a replica). Prenotazione obbligatoria a community@teatrodiroma.net

RIDUZIONI INFORMAGIOVANI ROMA >>>
I giovani fino a 35 anni di età possono ritirare gratuitamente presso il Centro Servizi per i Giovani, esibendo un documento di identità, il coupon valido per ottenere le seguenti riduzioni per la stagione 2017/18:

  • Abbonamento: Il teatro fa grande: under 18 card - 5 spettacoli a scelta al Teatro Argentina (platea laterale, palchi platea, I, II ordine) o al Teatro India (posto unico): 50 euro;
  • Biglietti ridotti: per tutti gli utenti Informagiovani Roma e i loro accompagnatori: posto unico 14 euro.

Maggiori informazioni, abbonamenti e aggiornamenti sul sito Teatrodiroma.net. (Per Romaeuropa Festival e per Il teatro che danza riduzioni dedicate con Informagiovani).

7 novembre 2017
Amore mio
un incontro fra teatrodanza e abilità differenti
coreografia e regia Julie Ann Anzilotti, con Marco Bandinelli, Emanuele Checcucci, Giulia Ciani, Damiano Forni, Filippo Gori, Francesca Lentucci, Helga Maestrini/Marì Santagata, Enrico Mancini, Manola Nunziati, Alessandra Passanisi, Luca Privitera, Federica Salvini, Timothy Ward-Booth, musiche originali eseguite dal vivo Gabriel Stanza
Lo spettacolo affronta il tema dell’amore inteso nel senso più ampio del termine: come espressione di pensieri, desideri, emozioni e movimenti con l’inevitabile necessità di uno scambio attraverso il gesto e la parola. Importante è la relazione con la musica, mentre il segno grafico sottolinea la forza espressiva delle intuizioni degli artisti in scena. La Compagnia Xe, diretta da Julie Ann Anzilotti, prosegue il suo percorso artistico dedicato a giovani adulti con disabilità che ha permesso di realizzare un profondo e articolato lavoro di teatrodanza.

Ultimo aggiornamento 21/05/2018