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Atlante delle residenze creative

Online il sito che si propone come strumento di consultazione sulle possibilità di residenze creative in vari paesi del mondo

È stato presentato a Roma - in occasione della Giornata europea delle lingue 2017 - l'Atlante delle residenze creative.

L’idea alla base della nascita del sito è stata quella di esplorare le concrete possibilità per gli artisti di risiedere in writer houses, in strutture ad hoc, per periodi più o meno lunghi, per poi allargarsi ad includere festival, convegni e altre occasioni di “raduno creativo” in cui si condividono, anche per un weekend, luoghi, cibi, ed ovviamente creatività.

L'Atlante cerca di offrire agli autori italiani uno strumento di consultazione per avere informazioni aggiornate sulle possibilità di residenze creative in vari paesi del mondo.

Le informazioni pratiche saranno integrate e completate da interviste con autori – scrittori, traduttori, artisti visivi – che già hanno sperimentato tali opportunità, interviste con gestori di writers houses in vari paesi, sia pubbliche sia private; nonché interviste a operatori culturali, giornalisti, responsabili politici locali, docenti, studenti di “turismo culturale” e altri che a vario titolo sono interessati all’argomento.

Il sito nasce dalla constatazione che quella delle residenze creative è una materia in continua evoluzione: nuove residenze nascono e altre vengono chiuse, cambiano i programmi e i gestori, e cambia anche l’esperienza degli autori rispetto al loro soggiorno, nonché la percezione culturale del settore rispetto alla situazione storica. Si sta in questi anni facendo strada la pratica del co-housing come soluzione per la crisi economica, ed esiste poi la solida rete degli ecovillaggi, sia in Italia che all’estero, che non sono necessariamente dedicati agli artisti ma di sicuro sono “residenze creative” nel senso che nascono da riflessioni e pratiche incrociate di urbanistica, scienza delle costruzioni, sociologia, ecologia, sostenibilità economica e nuovi bisogni di interazione umana. O ancora l’esperimento delle Baba Yaga houses, le “Case delle streghe”, strutture abitative per donne che vogliono condividere la loro vecchiaia, possibilmente creativa.

Ultimo aggiornamento 26/03/2019