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Il lavoro occasionale accessorio

Il lavoro occasionale accessorio

Dal 17 marzo 2017 non è più consentito l’acquisto di voucher. Fino al 31 dicembre si potranno utilizzare i buoni lavoro acquistati precedentemente

Novità normative 

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Decreto Legge 17 marzo 2017, n.25 recante Disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n.64 del 17-3-2017) è stata disposta l'abrogazione degli articoli 48, 49 e 51 del Decreto legislativo n.81/2015 relativi alla disciplina del lavoro accessorio.
Il decreto, entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
A partire dal 17 marzo 2017, quindi, non è più consentito l’acquisto di buoni lavoro (voucher). Fino al 31 dicembre 2017 sarà possibile utilizzare i buoni lavoro acquistati entro la data di entrata in vigore del DL 25/2017. L'utilizzo dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio, nel periodo transitorio, dovrà essere effettuato nel rispetto delle disposizioni in materia di lavoro accessorio previste nelle norme che sono state abrogate da parte del nuovo decreto.

A partire dal 10 luglio 2017 è online sul sito dell’INPS il servizio per richiedere le prestazioni di lavoro occasionale, i nuovi strumenti dedicati al lavoro sporadico e saltuario che prevedono le forme contrattuali del libretto famiglia e del contratto di prestazione.

N.B. Quanto segue in questa pagina fa riferimento alla situazione precedente alle ultime novità normative.

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Caratteristiche precedenti 

Regolamentare prestazioni di lavoro occasionale non riconducibili a comuni contratti di lavoro: è questa la finalità con cui è stato istituito il lavoro occasionale accessorio, una particolare tipologia di rapporto di lavoro introdotta dalla riforma del lavoro Biagi (D.lgs. 276/2003) e modificata dalla riforma Fornero (L. 92/2012), attraverso la quale vengono disciplinate prestazioni di lavoro definite appunto accessorie.
Il lavoro occasionale accessorio è caratterizzato dalla saltuarietà della prestazione e da particolari forme di pagamento e adempimento degli obblighi assicurativi. Non è previsto l’obbligo di un contratto scritto. Il pagamento avviene attraverso l’erogazione di buoni lavoro: i cosiddetti voucher. I buoni lavoro possono essere utilizzati solo nel rapporto diretto tra prestatore e utilizzatore finale.
Da notare che sono garantite la copertura previdenziale presso l’INPS e quella assicurativa presso l’INAIL. Non si matura invece il diritto alle prestazioni a sostegno del reddito dell’INPS (disoccupazione, maternità, malattia, assegni familiari ecc.).
Il prestatore di lavoro occasionale accessorio (colui che svolge il lavoro) può integrare le proprie entrate con un compenso esente da ogni imposizione fiscale e che non incide sull’eventuale stato di disoccupazione o inoccupazione. Il lavoro occasionale accessorio è inoltre cumulabile con i trattamenti pensionistici e compatibile con i versamenti volontari.
Il committente, da parte sua, può ottenere prestazioni di lavoro svolte nella legalità, con copertura assicurativa INAIL per eventuali incidenti sul lavoro, senza dover stipulare un vero e proprio contratto.

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Limiti economici 

I compensi complessivamente percepiti dal prestatore non possono superare i 7.000 euro nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti (limite elevato dai precedenti 5.000, a seguito della riforma del Jobs Act.

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Ambiti di attività e tipologie di prestatori 

Con la riforma Fornero sono stati abrogati sia gli specifici settori di attività, sia le categorie di prestatori elencati dalla precedente normativa. Perciò, le più diverse attività possono essere svolte da qualsiasi soggetto (disoccupato, inoccupato, lavoratore autonomo o subordinato, full time o part time, pensionato, studente, percettore di prestazioni a sostegno del reddito), nei limiti del nuovo compenso economico previsto.
La sola eccezione riguarda il settore agricolo in cui il lavoro occasionale accessorio è ammesso:

  • per aziende con volume d’affari superiore a 7.000 euro, per lo svolgimento di attività agricole di carattere stagionale, esclusivamente tramite l’utilizzo di specifiche figure di prestatori:
    - pensionati;
    - giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, oppure in qualunque periodo dell’anno, se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l’università;
  • per aziende con volume d’affari inferiore a 7.000 euro che possono utilizzare qualsiasi soggetto (tranne gli iscritti l'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli) in qualunque tipologia di lavoro agricolo, anche se non stagionale.

Per i lavoratori stranieri, un’importante novità normativa consiste nel fatto che il reddito da lavoro accessorio contribuisce alla determinazione del reddito necessario per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno.
Il ricorso a prestazioni di lavoro occasionale accessorio da parte di committenti pubblici (ovvero tutte le amministrazioni dello Stato) è consentito nei limiti previsti dalle disposizioni di spesa relative al personale e, se previsto, dal patto di stabilità interno. Sono perciò superate le precedenti indicazioni normative per i committenti pubblici che potevano attivare forme di prestazioni di lavoro occasionale accessorio esclusivamente per particolari ambiti e attività.

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I buoni lavoro (voucher) 

Il pagamento delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio (compresa la contribuzione alla Gestione separata INPS, quella per l’assicurazione anti-infortuni dell’INAIL e il compenso ai concessionari per la gestione del servizio) avviene attraverso buoni orari.
L'acquisto dei voucher, per i committenti imprenditori o liberi professionisti, avviene esclusivamente con modalità telematiche attraverso:

  • la procedura telematica INPS;
  • tabaccai aderenti alla Convezione INPS-FIT;
  • Servizio Internet Banking Intesa Sanpaolo;
  • Banche abilitate;
  • Poste Italiane SPA.

Per favorire la piena tracciabilità dei voucher e scoraggiare comportamenti scorretti, le imprese che li utilizzano devono comunicare preventivamente, in modalità telematica, il nominativo ed il codice fiscale del lavoratore per il quale vengono utilizzati, insieme con l'indicazione precisa della data e del luogo in cui svolgerà la prestazione lavorativa e della sua durata.
Il valore nominale del voucher viene fissato e periodicamente aggiornato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Riferimenti utili 

Per approfondimenti sul lavoro occasionale accessorio, con relativi trattamenti retributivi e previdenziali, è possibile consultare il portale dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), dove sono disponibili tutte le informazioni utili sui voucher nella sezione dedicata al Lavoro accessorio. Per aggiornementi sulla normativa e le modalità di utilizzo dei voucher consultare anche il sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Ultimo aggiornamento 14/12/2017