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L’impresa agricola

L’impresa agricola

Coltivazione, allevamento e attività connesse: sono i settori in cui operano le imprese agricole che rispondono alla figura di un imprenditore o ad attività di tipo societario

Nell’ordinamento italiano l’impresa agricola è definita in rapporto allo svolgimento di una delle seguenti attività da parte dell’imprenditore agricolo:
coltivazione del fondo;
selvicoltura;
allevamento di animali;
altre attività connesse.
La coltivazione del fondo, la selvicoltura e l’allevamento di animali sono le attività che hanno come fine la cura e lo sviluppo di un ciclo biologico o di una sua fase, sia di tipo vegetale che animale,  nelle quali si utilizzino il fondo, il bosco o le risorse di acque dolci, salmastre o marine.
Le attività connesse sono invece quelle che servono alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali. A queste si aggiungono poi le attività per la fornitura di beni o servizi per le quali si utilizzino prevalentemente attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola. Rientrano infine in questa categoria anche le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, nonché determinati servizi di ricezione e ospitalità.
L’imprenditore agricolo
Chi esercita una delle citate attività può dunque essere riconosciuto, secondo quanto stabilito dal Codice Civile, come imprenditore agricolo.
Recentemente, sulla base del Decreto legislativo n. 99 del 2004, è stata introdotta la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) che ha sostituito la figura dell’imprenditore agricolo a titolo principale (IATP). È imprenditore agricolo professionale chi sia in possesso di conoscenze e competenze professionali specifiche per il settore e dedichi alle attività agricole, direttamente o come socio all’interno di una società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo, ricavandone almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro. Parametri, questi, ridotti al 25% per chi si trovi ad operare in aree svantaggiate.
Società agricole con qualifica IAP
La qualifica d’imprenditore agricolo professionale può essere estesa anche alle società agricole. Condizioni essenziali perché ciò avvenga sono che:
la società abbia come oggetto sociale l’esercizio esclusivo delle attività agricole previste per legge;
La qualifica di imprenditore agricolo professionale può essere apportata da parte dell’amministratore ad una sola società.
Agevolazioni
All’imprenditore agricolo professionale (IAP), iscritto nella competente sezione previdenziale e assistenziale, sono riconosciute le agevolazioni tributarie già previste per le persone fisiche con qualifica di coltivatore direttoCaratteristiche

Caratteristiche 

Nell’ordinamento italiano l’impresa agricola è definita in rapporto allo svolgimento di una delle seguenti attività da parte dell’imprenditore agricolo:

  • coltivazione del fondo;
  • selvicoltura;
  • allevamento di animali;
  • altre attività connesse.

La coltivazione del fondo, la selvicoltura e l’allevamento di animali sono le attività che hanno come fine la cura e lo sviluppo di un ciclo biologico o di una sua fase, sia di tipo vegetale che animale, nelle quali si utilizzino il fondo, il bosco o le risorse di acque dolci, salmastre o marine.
Le attività connesse sono invece quelle che servono alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali. A queste si aggiungono poi le attività per la fornitura di beni o servizi per le quali si utilizzino prevalentemente attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola. Rientrano in questa categoria anche le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, nonché determinati servizi di ricezione e ospitalità. Tali attività, potrebbero essere considerate di tipo commerciale, ma diventano agricole qualora siano esercitate da un imprenditore agricolo e si affianchino al normale esercizio di un’attività agricola.

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L’imprenditore agricolo 

Chi esercita una delle citate attività può dunque essere riconosciuto, secondo quanto stabilito dal Codice Civile, come imprenditore agricolo.
La figura dell’imprenditore agricolo in effetti non necessariamente coincide con quella del proprietario del fondo. Deve essere infatti considerato imprenditore agricolo non solo il proprietario che esercita l’attività agricola, ma anche chi la esercita su un fondo altrui.

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I coltivatori diretti (CD) 

Sono piccoli imprenditori che si dedicano direttamente e abitualmente alla coltivazione manuale dei fondi, all’allevamento e alle attività connesse. Possono essere proprietari, affittuari, usufruttuari, enfiteuti (ovvero coloro cui spetta il godimento di un bene che però non gli appartiene). Per ottenere l’iscrizione all’assicurazione generale obbligatoria per il coltivatore diretto e gli appartenenti al suo nucleo familiare (parenti e affini fino al quarto grado) è necessario essere in possesso di specifici requisiti oggettivi e soggettivi:

  • il fabbisogno lavorativo necessario per la gestione dell’azienda non deve essere inferiore a 104 giornate annue;
  • il nucleo del coltivatore diretto deve far fronte ad almeno un terzo del fabbisogno lavorativo annuo per la gestione dell’azienda;
  • l’attività deve essere svolta in modo abituale e prevalente per impegno lavorativo e reddito ricavato.
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L’imprenditore agricolo professionale (IAP) 

È stata recentemente introdotta la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) che ha sostituito la figura dell’imprenditore agricolo a titolo principale (IATP). È imprenditore agricolo professionale chi sia in possesso di conoscenze e competenze professionali specifiche per il settore e dedichi alle attività agricole, direttamente o come socio all’interno di una società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo, ricavandone almeno il 50% del proprio reddito globale da lavoro. Parametri, questi, ridotti al 25% per chi si trovi ad operare in aree svantaggiate.
Attualmente la tutela previdenziale è estesa anche agli imprenditori agricoli che, per le grandi dimensioni dei terreni posseduti e per il fabbisogno di giornate lavorative, non rientravano tra i coltivatori diretti.
All’imprenditore agricolo professionale, iscritto nella competente sezione previdenziale e assistenziale, sono riconosciute le agevolazioni tributarie già previste per le persone fisiche con qualifica di coltivatore diretto.

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Le società agricole con qualifica IAP 

La qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) può essere estesa anche alle società agricole. Condizioni essenziali perché ciò avvenga sono che:

  • la società abbia come oggetto sociale l’esercizio esclusivo delle attività agricole previste per legge;
  • la ragione sociale riporti l’indicazione di società agricola.

Tra le società agricole sono considerate imprenditori agricoli professionali:

  • le società di persone con almeno un socio in possesso della qualifica di IAP (per le S.a.s. il socio accomandatario);
  • le società cooperative con almeno uno dei soci amministratori in possesso della qualifica di IAP;
  • le società di capitali con almeno un amministratore in possesso della qualifica di IAP.

La qualifica di imprenditore agricolo professionale può essere apportata da parte dell’amministratore a una sola società.

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Avvio d’impresa e Comunicazione Unica 

L’imprenditore agricolo è tenuto a iscriversi in una sezione speciale del Registro delle Imprese.
Mentre sopravvive la modalità cartacea per la presentazione di domande per cancellazione del nucleo per cessata attività, variazione dei dati del titolare, modifica del nucleo familiare e per altre variazioni, la comunicazione di inizio attività dell’impresa, per il coltivatore diretto (CD) o per l’imprenditore agricolo professionale (IAP), deve essere effettuata attraverso la procedura di ComUnica, divenuta obbligatoria a partire dal 2010.

ComUnica è una procedura telematica, a disposizione delle imprese, attraverso la quale è possibile eseguire i principali adempimenti necessari:

  • per la pubblicità legale nel Registro delle Imprese;
  • per l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane;
  • ai fini fiscali (IVA), previdenziali (INPS) e assicurativi (INAIL).

Per sapere come presentare le pratiche ComUnica è possibile consultare il sito internet Registro Imprese, l’archivio ufficiale delle Camere di Commercio Italiane, oppure le pagine del sito della Camera di Commercio di Roma dedicate alla Comunicazione Unica.
Sul sito dell'Inps è inoltre presente una pagina dedicata ai contributi dei lavoratori agricoli autonomi .

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Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020 

La Regione Lazio ha reso disponibili le informazioni utili per usufruire dei fondi del PSR 2014/2020 e per il loro uso corretto sul sito Lazioeuropa.it.
Ulteriori informazioni anche sul sito www.agricoltura.regione.lazio.it.

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Ultimo aggiornamento 09/11/2018