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le professioni del futuro

Le professioni del futuro #2

Programmare i propri studi con un occhio al mercato del lavoro attuale e futuro può voler dire avere una carta in più per trovare sbocchi occupazionali

Lo stato attuale 

Il Rapporto CNEL sul mercato del lavoro fotografa la situazione occupazionale degli anni 2013-2014 (con dati disponibili al 5/9/2014). Nel rapporto si legge come i dati relativi ai primi sei mesi del 2014 indichino che l’occupazione temporanea è finalmente tornata a registrare una variazione di segno positivo: rispetto al primo semestre 2013 essa è infatti cresciuta dello 0.5 per cento, corrispondente a 10 mila dipendenti a termine in più nell’arco di un anno.
Pur nel generale calo occupazionale più volte lamentato in Italia (e non solo), si registra comunque una tenuta tra i laureati il cui tasso di disoccupazione è al 24.4 per cento (2013), mentre tra i diplomati e coloro che hanno conseguito solo la licenza media l’incremento della disoccupazione è stato più significativo (13.9 punti percentuali in più per i primi e quasi 17 punti in più per i secondi).

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Titoli di studio 

Per quanto attiene strettamente i laureati, AlmaLaurea, nel rapporto 2014, pur evidenziando che tutti i giovani italiani incontrano difficoltà di ingresso nel mondo del lavoro, conferma che nell’arco della vita lavorativa la laurea continua a rappresentare un forte investimento contro la disoccupazione.
Ma vediamo nel dettaglio le lauree più richieste: 

  • economisti (18.800)
  • ingegneri elettronici e dell’informazione (8.400)
  • materie della formazione (5.200)
  • materie con indirizzo sanitario-paramedico (4.900).

Invariata la graduatoria degli indirizzi di diploma più richiesti: l’amministrativo-commerciale resta al vertice, seguito dal turistico-alberghiero  e da quello meccanico.
Cresce anche l’interesse delle imprese per chi ha scelto un percorso di formazione professionale (soprattutto gli Istituti Tecnici Superiori - corsi post scuola secondaria, non universitari, per la formazione di tecnici specializzati di alta professionalità.). In particolare, nel 2014 le assunzioni di candidati con una qualifica o un diploma professionale si attestano sulle 89mila unità (20.200 in più del 2013), corrispondenti al 14,5% delle assunzioni totali di lavoratori dipendenti programmate dalle aziende.

Eppure non di soli titoli di studio si nutre il mercato del lavoro: il rapporto Excelsior / Unioncamere sottolinea infatti che nel 60% dei casi, i datori di lavoro indicano l’esperienza come un requisito indispensabile. Si alza infatti di un punto percentuale l’asticella della richiesta di esperienza da parte delle imprese che cercano laureati (57,2% nel 2014 contro il 56,1% del 2013). Nei casi di diplomati e di giovani con qualifiche professionali, le percentuali addirittura aumentano, e sono superiori al 60% dei posti di lavoro messi a disposizione. 

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L’immediato futuro 

Nei bollettini sul barometro del lavoro pubblicati periodicamente da ClicLavoro emerge che a determinare le caratteristiche dei “nuovi profili” richiesti dalle aziende per l’immediato futuro sono la necessità di migliorare le performance produttive e di vendita, oltre che gestionali, assieme alla ricerca di nuovi mercati e il presidio più efficace di quelli tradizionali.
Le professioni più richieste diventano perciò:

  • profili commerciali (dagli export manager agli agenti di commercio, sono il 36,4% le aziende che hanno ricercato tali profili)
  • tecnici (32,4%)
  • amministrativi  (31,4%)
  • ingegneri (25,4%)
  • esperti in comunicazione e nuovi media (il 12,2% delle aziende ha ricercato tali profili)
  • informatici, sistemisti e programmatori (10,1%).

Alcune aziende (8%) stanno rivedendo la propria struttura organizzativa mediante l’acquisizione di competenze del tutto nuove che prima non avevano: ingegneri innanzitutto, da inserire nelle funzioni produttive, di ricerca e sviluppo, ma anche gestionali e di controllo (sono le figure prescelte dal 50,2% delle imprese) e, a seguire, tecnici (40,6% dei casi), commerciali (35,7%) e amministrativi (29%). Un’altra forte spinta alla riorganizzazione aziendale è quella data dall’internazionalizzazione, altro segmento per il quale cresce la richiesta di nuove figure professionali che vadano a sostituire vecchi ruoli non più indispensabili.

Le previsioni per il 2015
Stila invece una vera e propria previsione sui fabbisogni occupazionali l’Isfol, che ogni anno fa una stima delle professioni che salgono e scendono nel futuro mercato del lavoro. 

Per il 2015 le professioni più richieste saranno:

  • tra i lavori a bassa qualifica: il personale addetto ai servizi di igiene e pulizia;
  • tra le professioni a media qualifica: personale di segreteria, esercenti, addetti alla ristorazione, esercenti delle vendite all’ingrosso;
  • tra i posti di lavoro ad elevata specializzazione: i tecnici delle scienze quantitative fisiche e chimiche, tecnici delle attività finanziarie ed assicurative e specialisti in scienze giuridiche.

Professioni che nell’insieme vanno a rappresentare circa il 70% del totale delle nuove posizioni occupazionali previste per il 2015. Tra le professioni in declino troviamo soprattutto le classi professionali con qualifica medio-bassa legate all’industria manifatturiera e all’agricoltura.

Più in dettaglio le 10 posizioni più ricercate, sempre secondo Isfol, saranno:

  • addetto ai servizi di pulizia, igienici, di lavanderia ed assimilati;
  • addetto alle vendite all’ingrosso;
  • addetto alla pulizia ed all’igiene degli edifici;
  • ingegneri;
  • personale non qualificato servizi turistici;
  • specialisti in scienze giuridiche;
  • specialisti dell’educazione e della formazione e consulenti della formazione;
  • personale qualificato servizi sanitari;
  • tecnici finanziari/assicurativi.

Professioni in discesa 
Le posizioni che rispetto al passato saranno meno ricercate saranno (dati Isfol):

  • operai addetti a macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche e per prodotti minerali e conduttori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli;
  • artigiani ed operai specializzati della lavorazione del cuoio, delle pelli e delle calzature e assimilati;
  • artigiani ed operai specializzati nelle attività poligrafiche e dei laboratori fotografici;
  • personale addetto alla gestione degli stock, degli approvvigionamenti e alla gestione amministrativa dei trasporti;
  • dirigenti generali, dirigenti superiori, primi dirigenti dell’Amministrazione statale ed equiparati.

Infine, per andare più in là nel tempo (fino al 2020), il rapporto CNEL prevede un incremento dell’offerta di lavoro dello 0.4 per cento in media all’anno, portando gli occupati al 64.8 per cento, per effetto soprattutto della crescente partecipazione femminile. L’incremento della partecipazione si tradurrà così in un aumento dell’offerta di lavoro di circa 660 mila persone nel medio periodo.

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Link utili  

AlmaLaurea: stila ogni anno il rapporto sullo stato occupazionale dei laureati

ClicLavoro: una panoramica sulle professioni più ricercate nel 2015 negli USA

Eures: il portale europeo della mobilità professionale dà conto anche del mercato del lavoro dei singoli paesi

Excelsior Unioncamere: ricerca annuale sull'andamento del mercato del lavoro

Istat: tra le ricerche pubblicate periodicamente dall'Istituto nazionale di statistica anche quelle sull'inserimento occupazionale

Isfol: si occupa della codifica professionale, indicando anche i percorsi di studio ad hoc per ciascuna professione

OCSE: l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, tra le altre cose stila classifiche annuali sui livelli occupazionali dei paesi membri

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Ultimo aggiornamento 28/10/2015