Approfondimenti

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Le start up innovative

Le startup innovative

I termini imprescindibili del discorso sulle start up, gli approfondimenti sulle diverse tipologie di finanziamento, i link utili per provare a cimentarsi in prima persona

Con il termine start up si identifica “l'operazione e il periodo durante il quale si avvia un'impresa”: i passi necessari alla costituzione e all’avviamento di un’impresa sono indicati approfonditamente nella scheda dedicata allo Start Up.
Più recentemente però al termine è comunemente associato il concetto di innovazione, intendendo con ciò una forte componente tecnologica alla base della costituzione dell’impresa o un cospicuo investimento nel settore R&S (ricerca e sviluppo).
In questa sede riteniamo perciò utile chiarire la terminologia in uso nel settore e indicare alcuni dei principali attori di questa realtà imprenditoriale.

Le start up innovative in Italia 

È alle start up innovative che si rivolgono molti dei progetti di intervento del governo e la maggior parte dei programmi di investimento di istituti di credito e soggetti specifici come venture capitalist e business angel.

Per quanto riguarda le iniziative governative, le misure a sostegno delle start up innovative sono confluite nel Decreto Crescita 2.0 approvato dal Governo il 13 dicembre 2012. Il decreto è stato successivamente integrato/modificato dal Decreto legge 76/2013, del 26 giugno 2013 (in vigore dal 28/06/2013), convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 99.

Tra le iniziative governative a sostegno delle startup innovative ha sicuramente un posto di rilievo la creazione di una nuova forma societaria - la cosiddetta start up innovativa - iSrl.
I criteri di base che caratterizzano una start up innovativa (modificati dall'’Investment Compact e successive modificazioni del 24/03/2015 (art.4) che interviene sull’articolo 25 del Dl 179/2012, contenente la definizione e i requisiti delle startup innovative) sono:

  • abrogazione dell'obbligo della prevalenza delle persone fisiche nella compagine societaria (stabilita dal DL 76/2013);
  • è costituita e svolge attività d’impresa da non più di 5 anni;
  • ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  • a partire dal secondo anno di attività della startup, il totale del valore della produzione annua risultante dall’ultimo bilancio, non è superiore a 5 milioni di euro;
  • non distribuisce, e non ha distribuito, utili;
  • ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • non è stata costituita da una fusione, da una scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda.

Inoltre è richiesto che sia posseduto almeno uno tra i seguenti requisiti:

  • le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15 per cento (inizialmente era pari al 20%) del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start up innovativa;
  • impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore due terzi della forza lavoro complessiva, di professionisti in possesso di laurea magistrale (precedentemente almeno 1 terzo dei dipendenti o collaboratori doveva avere un titolo di dottore di ricerca);
  • sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno un brevetto relativo ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

Il Decreto 76/2013 introduce inoltre alcune novità in merito all’accesso al Fondo di Garanzia. Il Fondo di Garanzia è uno strumento del Ministero dello Sviluppo Economico destinato alle piccole e medie imprese per qualunque operazione finanziaria nell’ambito dell’attività imprenditoriale. Il Fondo, assistito dalla garanzia dello Stato, abbatte il rischio sull’importo garantito fino a 2,5 milioni di euro, facilitando l’accesso al credito.
Con il Decreto 76/2013 si introducono alcune “attenzioni” particolari per le startup innovative e gli incubatori certificati. In questo caso infatti, la garanzia del Fondo sarà pari all’80% della richiesta di finanziamento con uguale percentuale per la controgaranzia dell’importo garantito, con un tetto massimo di 2,5 milioni di euro. Il finanziamento sarà senza rischi per la Banca perché in caso di insolvenza dell’impresa, essa sarà  risarcita dal Fondo Centrale di Garanzia e, nel caso in cui i fondi siano esauriti, direttamente dallo Stato.

Dal 19 febbraio 2016 infine, il decreto attuativo firmato dal ministro dello Sviluppo Economico Guidi, rende operativa una norma che era stata introdotta con un decreto nel gennaio 2015. Secondo cui d’ora in avanti si potrà fondare una start up innovativa senza bisogno di andare dal notaio, compilando un semplice modello standard tipizzato a cui bisognerà apporre la firma digitale. Ci vorrà solo un ulteriore regolamento attuativo che specificherà la forma del modello standard in questione. Inoltre saranno precisate le procedure di trasmissione e iscrizione al Registro delle imprese. Gli atti fondativi della nuova società potranno infatti o essere redatti direttamente dai soci della start up oppure ci si potrà avvalere dell'Ufficio del registro delle imprese che procederà in tempo reale all'iscrizione. Come ulteriore semplificazione, a partire dal 22 giugno 2017, grazie al decreto 4 maggio 2017 (in attuazione del decreto del Ministro dello Sviluppo economico del 28 ottobre 2016) le startup innovative costituite online con firma digitale potranno modificare il proprio atto costitutivo e statuto utilizzando la stessa procedura semplificata.

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1° parte | Dall'idea al progetto 

Parte del neonato interesse per la cultura imprenditoriale che ultimamente sta fiorendo in Italia - anche in ambiti e sfere di solito poco inclini a mettersi in proprio - è probabilmente dovuta al diffondersi dell’idea secondo cui imprenditori non si nasce, ma si diventa.
Ne consegue la nascita di scuole e corsi di formazione, la teorizzazione di una cultura del fallimento che insegni a non drammatizzare l’eventuale sconfitta e tutta una corrente di pensiero che muove dall’assunto di base che il team (la sua coesione, la sua capacità di condividere idee e know how, la sua capacità imprenditoriale tout court) sia più importante dell’idea stessa. Ma anche il progressivo svuotamento di senso della teoria che vuole la ricerca come qualcosa di puro e non contaminato riservato ad accademie ed università e di difficile traslazione sul piano pratico e imprenditoriale.

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Project plan 

Il project plan è il documento utilizzato per pianificare le attività e per comunicare lo stato di avanzamento di un progetto a tutte le parti interessate: serve a verificare che costi e tempistiche del progetto siano sotto controllo, a contestualizzare le attività di tutte le risorse del team e a far sì che ogni squadra segua le fasi del progetto per poi eventualmente aggiustare il tiro.
Sezione fondamentale del project plan è il SOW (Statement Of Work): un documento che descrive tutto ciò che viene prodotto dall'attività di progettazione (specifiche, test e prove, report delle difettosità, ecc.) e che facilita la condivisione fra le persone che hanno in carico le attività specificate.

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Business plan 

Il business plan o piano strategico d’impresa si utilizza per pianificare, elaborare e presentare un progetto d’impresa. Descrive l’idea imprenditoriale, ne dimostra la fattibilità e le prospettive di sviluppo.
Si tratta di un documento fondamentale sia per creare un'impresa, dall’ideazione allo startup vero e proprio, sia nelle fasi successive, per il consolidamento e lo sviluppo dell’attività.
La redazione deve dunque essere particolarmente accurata, essendo anche molto spesso uno dei "biglietti da visita" richiesti dai potenziali investitori alla presentazione di un progetto. Per approfondire gli aspetti tecnici vi rimandiamo alla scheda dedicata.

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Pitch 

Con il termine inglese pitch - mutuato dallo sport, nel quale il pitch è l'azione di lancio, eseguita dal lanciatore nel baseball e nel cricket – si indica la presentazione a tempo (di solito dai 30 ai 120 secondi) durante la quale l’aspirante startupper racconta a un potenziale finanziatore chi è e cosa ha intenzione di fare con la propria azienda. La guida di StartupItalia per creare un pitch di successo.

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Networking  

Scorrendo il programma di un qualsiasi appuntamento dedicato alle start up innovative si trova sempre un momento della giornata dedicato al networking: in questo caso più che un giro di strette di mano, si tratta di uno spazio dedicato alla chiacchierata informale con persone che condividono gli stessi interessi e che possono rivelarsi utile fonte di informazioni, futuri sponsor/partner, stakeholder (soggetti che possono favorevolmente influire su un'iniziativa economica) o semplici curiosi che diffonderanno la buona idea ascoltata facendola germogliare anche molto lontano.
Ma il networking è anche, ovviamente, quello reso possibile e amplificato dalla rete: in questo caso fondamentale è seguire gruppi di discussione sui social network, sintonizzarsi sui principali magazine online, frequentare piattaforme dedicate e informarsi sugli eventi cui è possibile partecipare di persona.

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2° parte | Dal progetto alla realizzazione 

Spesso avere una buona idea e, cosa ancora più importante - come sottolineato prima - un team affiatato, non è che la punta dell’iceberg di una start up di successo.
Infatti chiunque abbia tentato di mettersi in proprio sa bene che le analisi del target di riferimento, dei competitor, del mercato su cui ci si lancia e l’individuazione di un “buco” (di prodotti o servizi che siano) non ancora riempito, è di fondamentale importanza e che qualunque mentore, incubatore e venture capitalist pretenderà che questo aspetto sia approfondito nella maniera più esaustiva possibile.

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Mentoring 

Il mentoring è un metodo di formazione che pone le proprie basi sulla costruzione di un rapporto di medio-lungo termine fra un soggetto, il mentor - ossia la guida, il modello di ruolo, e il mentee - ossia l’alunno.
Di norma ad occuparsi dell’attività di mentoring sono spesso gli stessi soggetti che forniscono incubazione d’impresa: in questo caso il mentore cerca di instaurare la relazione personale in un processo di lavoro comune per raggiungere obiettivi concordati da cui sia l’insegnante che l’allievo traggono beneficio.

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Grant 

In Italia parlare di grant (che nei paesi anglofoni sta per “borsa di studio”) equivale a parlare di finanziamento a fondo perduto offerto da soggetti istituzionali e non (università, compagnie, etc.) per progetti di ricerca e sviluppo da applicare all’innovazione imprenditoriale.

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Venture capitalist 

Il venture capitalist è un professionista che gestisce dei fondi (capitale di rischio) e decide come allocarli: si occupa principalmente di finanziare start up e di valutare il ritorno economico dell’investimento nell’intento di aggiungere valore all’impresa finanziata.
Una prima distinzione fondamentale da fare parlando di VC è quella con il private equity: entrambe sono attività di investimento in capitale di rischio, ma il VC, pur essendo una sottocategoria del PE, è focalizzato sul finanziamento di imprese in prima fase di vita/sviluppo e dunque a tasso di rischio elevato.
Più approfonditamente nel sito dell’AIFI (Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital) leggiamo che: con il termine venture capital si indica (dagli anni 80) l'apporto di capitale azionario o la sottoscrizione di titoli convertibili in azioni, da parte di operatori specializzati, in un'ottica temporale di medio-lungo termine, effettuato nei confronti di imprese non quotate e con elevato potenziale di sviluppo in termini di nuovi prodotti o servizi, nuove tecnologie, nuove concezioni di mercato. Nell'ambito di tale definizione, la partecipazione viene generalmente intesa come temporanea, minoritaria e finalizzata, attraverso il contributo congiunto di know how non solo finanziario, allo sviluppo dell'impresa, all'aumento del suo valore ed alla possibilità di realizzazione di un elevato capital gain in sede di dismissione

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Business angel (o angel investor) 

Per business angel si intende un individuo che si occupa personalmente di cercare ambiti di investimento a bassa intensità di capitale che possano, in tempi relativamente brevi, portare significativi profitti.
Il BA è solitamente un professionista che dispone di un cospicuo patrimonio e di una spiccata inclinazione all'imprenditorialità, ma per BA si intendono anche società specializzate nel finanziamento di start up, in cerca di validi progetti da sviluppare.
Anche nel caso in cui il BA sia un singolo, di norma questi non agisce da solo, ma valuta un progetto e ne discute insieme ad altri potenziali partner dell'iniziativa.

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Crowdfunding 

Se non si è riusciti a coinvolgere nel proprio progetto di start up un venture capitalist o un business angel, un modo ulteriore per trovare un finanziamento è offerto dal web e da una serie di piattaforme online dedicate esclusivamente al reperimento di fondi per la nascita di singoli progetti o di intere aziende creative/innovative, finanziate da tanti singoli utenti. Ne parliamo approfonditamente nella scheda dedicata alle nuove modalità di lavorare con la rete.
Il 5 dicembre 2017 la Consob ha annunciato il via libera alla nuova versione del regolamento sul crowdfunding, che estende a tutte le piccole e medie imprese (Pmi) questa forma di accesso al mercato dei capitali, inizialmente riservata alle startup e alle Pmi innovative. È prevista, inoltre, una maggiore tutela per gli investitori grazie all'obbligo, in capo ai gestori dei portali per la raccolta di capitali online, di aderire a sistemi di indennizzo o di dotarsi di copertura assicurativa.

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Early stage financing: seed financing e start up financing 

Insieme dei finanziamenti a sostegno delle imprese nei primi stadi di vita. Il seed è la prima fase di finanziamento che provvede a sponsorizzare la creazione del prototipo d’impresa e il suo lancio in un mercato ristretto in modo da generare sufficiente interesse e da attrarre altri investitori. Lo start up financing è lo stadio immediatamente successivo al seed: il prototipo si ha già e i fondi a questo punto servono ad avviare l’attività.

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Deal 

L’investimento vero e proprio per finanziare una start up. A differenza che per l’early stage financing, un investimento meno oneroso volto al lancio del prototipo e all’avvio dell’attività, il deal riguarda di solito somme più cospicue investite su una start up che è già stata lanciata sul mercato e accolta favorevolmente, ma che ha bisogno di ulteriori iniezioni di capitale da parte di investitori esterni per decollare definitivamente.

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Incubatori d’impresa  

Gli incubatori aziendali o d’impresa sono dei programmi progettati per accelerare lo sviluppo di imprese attraverso una serie di risorse di sostegno e di servizi. In Italia ne esistono diversi e alcuni di essi sono anche i primi investitori delle imprese incubate al proprio interno. Maggiori informazioni si trovano nella scheda dedicata agli Incubatori e acceleratori d'impresa.

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Contamination lab 

Nasce all’interno delle università allo scopo di promuovere l’incontro tra giovani laureandi o neolaureati per la creazione di percorsi imprenditoriali attraverso uno spazio dedicato, risorse digitali, accesso a banche dati, networking con professionisti, startupper ed investitori, anche attraverso una piattaforma dedicata. La scheda dedicata sul sito del MiUR.

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Coworking 

Tra i servizi offerti dagli incubatori d’impresa possono figurare postazioni di coworking, ossia spazi attrezzati come uffici ed adibiti alla locazione per periodi più o meno brevi. Caratteristica fondamentale degli spazi di coworking è la possibilità di condivisione di know how (e quindi la circolazione di idee e persone/collaboratori) con altri imprenditori e liberi professionisti e la possibilità di distribuire i costi fissi che il possesso di un ufficio comporta, oltre all’opportunità di utilizzare spazi in comune (per esempio la sala riunioni).
Una panoramica sulle opportunità per i coworker romani si trova nella scheda dedicata a Gli spazi di coworking a Roma.

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Iscrizione al registro imprese 

Per accedere alle agevolazioni (fiscali, in merito all’assunzione di personale, al diritto societario e alla raccolta di capitali) riservate alle start up innovative (Sti) e previste dal Decreto Sviluppo bis è necessaria l’iscrizione a un’apposita sezione del Registro delle Imprese.
Per guidare le aziende nella procedura di iscrizione al Registro, le Camere di Commercio hanno redatto la guida La Startup innovativa, con le istruzioni per le società già esistenti che vogliono diventare start up innovative e per quelle di nuova costituzione. Un utile e dettagliato vademecum si trova anche sul sito dedicato alle PMI
Da giugno 2015 è inoltre attivo un nuovo sito internet delle Camere di Commercio dedicato alle PMI innovative, nel quale si trova anche #ItalyFrontiers, il database ufficiale delle Camere di Commercio che raccoglie le startup e PMI innovative.

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Agevolazioni fiscali 

Da settembre 2017 sono diventati pienamente operativi una serie di incentivi pensati dal Ministero dello Sviluppo economico. Gli incentivi, volti a sostenere la nascita e lo sviluppo di imprese innovative ad alto valore tecnologico, sono destinati sia alle persone fisiche che alle persone giuridiche che decidono di investire nel capitale delle startup innovative.
Sempre il MiSE, con Agenzia delle Entrate ed Unioncamere hanno stabilito un pacchetto di sconti, incentivi e semplificazioni per le startup innovative e gli incubatori certificati. Ecco una panoramica dei programmi:

  • Detrazioni per investimenti in startup: aumenta la platea dei soggetti Irpef che possono beneficiare della detrazione d'imposta.
  • Deduzione Ires: i soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società (Ires) possono beneficiare di deduzioni degli investimenti nelle startup innovative.
  • Credito di imposta: le startup e gli incubatori certificati che assumono a tempo indeterminato personale altamente qualificato accedono "con modalità semplificate" e in regime "de minimis" al credito di imposta sui costi di assunzioni, a condizione che i nuovi posti di lavoro siano conservati per almeno tre anni (o due nel caso di piccole e medie imprese).
  • Imponibile: la parte di reddito da lavoro che le startup e gli incubatori certificati corrispondono agli amministratori, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori continuativi sotto forma di azioni, quote e strumenti finanziari partecipativi non contribuisce alla formazione dell'imponibile, sia dal punto di vista fiscale che da quello contributivo.
  • No test società di comodo: per tutto il periodo in cui una società ha i requisiti per qualificarsi come startup innovativa non è tenuta a fare il test di operatività.

I dettagli nella sezione dedicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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Spin off universitario 

Con il termine si intende la costituzione di una entità giuridica (società di capitali o a responsabilità limitata), a partire dalle risorse di una società preesistente o da altre imprese.
Nell’ambito universitario lo spin-off è volto alla valorizzazione del patrimonio conoscitivo dell'ateneo e al trasferimento al sistema produttivo di nuove conoscenze in campo scientifico e tecnologico. Obiettivo principale degli spin-off è quello di favorire il contatto tra le strutture di ricerca universitarie, il mondo produttivo e le istituzioni del territorio.
Gli spin-off promossi dalle università prevedono la partecipazione dell'ateneo alla compagine sociale, mentre gli spin-off accademici sono promossi da personale strutturato senza la partecipazione dell'ente.

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Italia Startup Visa 

Le misure contenute nel dl 179/2012 a sostegno delle startup e degli incubatori, mirano – tra le altre cose – a costruire un ecosistema maggiormente incline all’innovazione, così come a favorire una maggiore mobilità sociale e ad attrarre in Italia talenti e capitali dall’estero. In particolare, la policy Italia Startup Visa intende contribuire al raggiungimento di quest’ultima finalità. Riprendendo la misura 44 del piano Destinazione Italia (legge 17 dicembre 2012, n.221), Italia Startup Visa si fonda sulla considerazione che i visti sono una leva strategica per attrarre e trattenere talenti e innovazione e devono essere utilizzati come incentivo all’ingresso per alcune categorie strategiche, in particolare gli imprenditori innovativi.
Questo tipo di visto è destinato a cittadini stranieri extra-UE che intendono costituire ed avviare sul territorio italiano un’impresa startup innovativa anche avvalendosi dei servizi di accoglienza offerti dagli incubatori certificati. I richiedenti devono fornire i propri curriculum accademici e professionali oltre a informazioni dettagliate riguardo a idea e modello di business, tipologia di prodotto o servizio da sviluppare, mercato di riferimento. Saranno altresì chiamati a fornire la documentazione attestante la disponibilità (accertata o certificata) di risorse finanziarie non inferiori a 50 mila euro. Ulteriori requisiti che il richiedente deve possedere sono indicati nel documento redatto dal Ministero degli Affari Esteri in proposito.
Una volta accertata la sussistenza dei requisiti richiesti sarà rilasciato al cittadino straniero un visto di un anno. Per ogni startup innovativa possono beneficiare del nulla osta del comitato fino a un massimo di cinque individui (salvo casi eccezionali). 
Maggiori informazioni sul sito di Italia Startup Visa.

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Link utili 

Incubatori, venture capitalist e finanziamenti

Invitalia: Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa, si occupa di sostenere i programmi di investimento di imprese nuove o già avviate attraverso un pacchetto di strumenti

Bic Lazio: centro di promozione dell’imprenditorialità della Regione Lazio, offre anche un servizio di Seed&Start up Capital  per aiutare nell’accesso a fondi di investimento

PNI Cube: portale degli incubatori d’impresa universitari

LUISS EnLabs: incubatore d’impresa e venture capitalist con sede a Roma

H-Farm: incubatore d’impresa e venture capitalist trevigiano

Mind-the-bridge: acceleratore d’impresa e scuola per startupper italiana con sede a San Francisco, che porta i migliori startupper a fare lezione nella Silicon Valley

Make a Cube: incubatore specializzato in imprese ad alto valore sociale e ambientale

Italian Business Angel Network: Associazione Italiana investitori informali in capitale di rischio

DPixel: venture capitalist

Google Grants: programma di donazioni, tramite il quale Google offre pubblicità AdWords gratuita a organizzazioni non a scopo di lucro selezionate in tutto il mondo e anche in Italia

StarsUp: portale autorizzato dalla Consob per la raccolta di capitali per start up innovative

Materiali, piattaforme per fare rete e appuntamenti

InnovaCamera: azienda speciale della Camera di Commercio di Roma per favorire l’innovazione e lo sviluppo del sistema imprenditoriale e la semplificazione del rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione

AIFI: sito dell’associazione italiana del private equity e venture capitalist che comprende un utile glossario dei termini di riferimento più comuni in merito alle start up e alle imprese in generale

Paul Graham Startup funding: vademecum sulle fasi di finanziamento di una startup (in inglese)

Start cup veneto: slide di approfondimento sul finanziamento di start up

Wind Business Factor: community per startupper con informazioni utili

Startupbusiness: piattaforma web nata per favorire le relazioni tra gli attori dell’ecosistema innovazione

Startup People: progetto per dare conto dell’ecosistema di startup italiano con tanto di mappa delle neo-imprese sul territorio

Roma Startup: l’ecosistema romano delle start up si riunisce qui. Info utili su convegni e workshop

Social Media Week: evento che si svolge in contemporanea in diverse città del mondo, con panel, meeting, workshop e molto altro ancora per fare il punto su innovazione, tecnologie e social media

Startup Euope partnership (SEP): piattaforma aperta europea finalizzata a sostenere la crescita e la sostenibilità delle startup in Europa. Ospita anche una mappatura delle startup italiane "scaleup", ossia capaci di superare la “barriera early-stage” e avere possibilità di diventare grandi aziende a livello internazionale

Lazio innovatore: una mappa interattiva dell’innovazione nel Lazio che presenta l’ecosistema laziale delle startup nella sua interezza: imprese, giovani creativi, investitori, acceleratori, incubatori, coworking

Corsi di formazione e master

Start up dei progetti innovativi. Avviare un progetto imprenditoriale: un master della Business school del Sole24Ore in collaborazione con alcuni tra i principali incubatori per startup

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Ultimo aggiornamento 26/03/2019