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Il Cinema Troisi riapre i battenti

Al via il progetto di restauro e risanamento edilizio del celebre cinema trasteverino. Apertura prevista autunno 2020

Inizieranno lunedì 25 novembre 2019 le opere di demolizione interne del Cinema Troisi, già autorizzate dalla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, nonché dai competenti uffici comunali. La fine dei lavori è prevista per luglio 2020 e la ripaerura della storica sala rinnovata per l'autunno 2020.

Il progetto ammonta a un investimento di 1.426.942 euro e sarà finanziato principalmente dal MiBACT, nonché dalla Regione Lazio, da SIAE e da fondi propri dell’associazione Piccolo America, ottenuti attraverso le donazioni dei sostenitori - raccolte durante le arene estive o direttamente online - e i contributi offerti da personalità del mondo dello spettacolo.
La sala sarà completamente rinnovata: un unico e grande schermo da 13 metri, digitalizzazione di ultima generazione e 300 poltrone. A incorniciarla, un foyer bar e un’aula studio-biblioteca da 40 postazioni aperta 24 ore su 24, con area esterna negli spazi della terrazza.

Servizi diversi e complementari affiancheranno l’attività cinematografica, permettendo a una cittadinanza eterogenea di attraversare e vivere lo spazio, con l’obiettivo di coinvolgere nuovi potenziali spettatori tra coloro che non frequentano più il grande schermo o forse, nel caso dei più giovani, che non lo hanno mai frequentato.

Il Cinema Troisi è una sala cinematografica storica interna all’immobile dell’ex Casa GIL (Gioventù Italiana del Littorio), commissionata all’architetto Luigi Moretti dall’Opera Nazionale Balilla, ed edificata nel 1933.
Utilizzata inizialmente come sala conferenze e teatro dalla Gioventù Italiana, diventa poi cinema parrocchiale negli anni ‘50 con il nome di Cinema Induno. È in questi anni che l’Induno si guadagna la nomea di “sala popolare”, in virtù del prezzo ridotto del biglietto, applicato soprattutto agli spettacoli dedicati ai bambini.
Nel 1997 Cecchi Gori ne rileva la gestione avviando una fase di rilancio. Successivamente ristruttura la sala e la dedica all’attore Massimo Troisi, prematuramente scomparso tre anni prima.
Qualche anno dopo, in seguito al fallimento del circuito Safin di Cecchi Gori, Ferrero ne rileva la gestione fin quando, nel febbraio del 2012, la sala viene chiusa definitivamente.
Nel 2015, con lo sgombero forzoso di Roma Capitale, l’esercizio cinematografico viene infine messo a bando. Ad aggiudicarsi la gestione è l’associazione Piccolo America.

Parole chiave

Regione Lazio MiBACT Siae cinema troisi piccolo america

Ultimo aggiornamento 19/11/2019