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Jobs Act: i primi decreti attuativi

Contratto a tutele crescenti e riordino dei rapporti di lavoro, ammortizzatori sociali, maternità e cure parentali tra le materie toccate dalle nuove norme

Il 20 febbraio 2015, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, ha adottato quattro decreti attuativi del Jobs Act.

Contratto a tutele crescenti
In particolare, è stato approvato in via definitiva un decreto legislativo sul nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti. Il contratto si applica ai lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato dopo l’entrata in vigore del decreto, per i quali stabilisce una nuova disciplina dei licenziamenti individuali e collettivi. Mentre per i lavoratori assunti prima dell’entrata in vigore del decreto restano valide le norme precedenti. In concreto, cosa cambierà? Per i licenziamenti ritenuti discriminatori e nulli intimati in forma orale resta la reintegrazione nel posto di lavoro, invece, per i licenziamenti disciplinari la reintegrazione resta solo per i casi in cui sia accertata l’insussistenza del fatto contestato. Negli altri casi, ovvero i cosiddetti “licenziamenti ingiustificati”, viene introdotta una diversa tutela sotto forma di risarcimento, quantificato in base all'anzianità di servizio. Per evitare di andare in giudizio si potrà, inoltre, fare ricorso alla nuova conciliazione facoltativa incentivata: accettandone le condizioni, il lavoratore rinuncia alla causa. Altro capitolo è quello dei licenziamenti collettivi. Il decreto stabilisce che, in caso di violazione delle procedure o dei criteri di scelta, si applica sempre il regime dell’indennizzo monetario. Mentre, in caso di licenziamento collettivo senza forma scritta, rimane la reintegrazione del lavoratore. Un regime particolare è comunque riservato alle piccole imprese, per le quali la reintegra resta solo per i casi di licenziamenti nulli e discriminatori e intimati in forma orale, mentre negli altri casi di licenziamenti ingiustificati è prevista un’indennità.

Riordino degli ammortizzatori sociali
Il secondo decreto legislativo approvato in via definitiva riguarda il riordino della normativa sugli ammortizzatori sociali previsti in caso di disoccupazione e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati. Il decreto introduce la Naspi, una nuova assicurazione sociale per l’impiego che varrà, a partire dal dal 1° maggio 2015, per tutti i lavoratori dipendenti che hanno perso l’impiego e hanno cumulato almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni di lavoro e almeno 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi. Per usufruire della Naspi il disoccupato dovrà inoltre partecipare ad iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale. In via sperimentale, per quest’anno, viene poi introdotto l’Asdi, un assegno di disoccupazione riconosciuto a chi, scaduta la Naspi, non avrà ancora un nuovo impiego e si dovesse trovare in condizioni di particolare necessità. Infine, per i co.co.co iscritti alla Gestione separata INPS che perdono il lavoro, ma hanno almeno 3 mesi di contribuzione (nel periodo dal 1° gennaio dell’anno precedente alla data in cui comincia la disoccupazione), viene introdotta l’indennità di disoccupazione Dis-Coll (Disoccupazione per i collaboratori).

Riordino delle tipologie contrattuali
Un decreto approvato in via preliminare è invece quello che riguarda la semplificazione delle tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni. A partire dall’entrata in vigore del decreto, non potranno essere attivati nuovi contratti di collaborazione a progetto (co. co. pro.), mentre quelli già in essere potranno proseguire fino alla loro scadenza. Inoltre, dal 1° gennaio 2016, ai rapporti di collaborazione che abbiano un contenuto ripetitivo e il cui svolgimento risulti organizzato non in autonomia, ma dal datore di lavoro saranno applicate le norme del lavoro subordinato. Restano valide invece le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi e pochi altri casi particolari. Da segnalare poi che i contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro e il job sharing saranno eliminati. Mentre altre tipologie contrattuali (a tempo determinato, di somministrazione, a chiamata, lavoro accessorio con voucher e il part time) continueranno ad esistere, ma potranno subire modifiche. Novità in vista anche per le norme che disciplinano le mansioni dei lavoratori e il livello di inquadramento e di retribuzione, che potranno essere modificati per garantire la conservazione dell’occupazione, l’acquisizione di una diversa professionalità o il miglioramento delle condizioni di vita.
N.B. Vedere i nuovi decreti attuativi approvati in via definitiva l'11 giugno 2015

Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro
L'ultimo decreto legislativo, approvato in via preliminare, è quello che contiene disposizioni in materia di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il decreto modifica la disciplina della tutela della maternità e delle cure parentali, estendendone e rendendone più flessibili le modalità di applicazione. Sono previste infine particolari disposizioni innovative che riguardano il telelavoro e il sostegno alle donne vittime di violenza di genere.
N.B. Vedere i nuovi decreti attuativi approvati in via definitiva l'11 giugno 2015

Ulteriori informazioni sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Per saperene di più sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e sulla riforma complessiva del mercato del lavoro vedere le pagine dedicate nel nostro portale.

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Ultimo aggiornamento 12/12/2016