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Gli ordini e i collegi professionali

Riuniscono professionisti che svolgono attività intellettuali o tecniche e garantiscono i cittadini sulla qualità delle prestazioni fornite dai propri iscritti

Le professioni regolamentate 

Le attività professionali il cui esercizio è consentito dalla legge solo in seguito all’iscrizione in ordini o collegi sono definite professioni regolamentate. Gli ordini e i collegi professionali sono enti di diritto pubblico, sottoposti nella maggior parte dei casi alla vigilanza del Ministero della Giustizia. La loro funzione principale è quella di garantire il cittadino sulla competenza e la professionalità dei propri iscritti, nei vari settori per cui sono previsti. A tale scopo, formano e pubblicano ciascuno il proprio albo, procedendo alla sua revisione periodica. Ordini e collegi tutelano inoltre i propri iscritti, possono fornire pareri sulle controversie professionali, reprimono gli abusi e le mancanze di cui gli iscritti si rendessero colpevoli nell'esercizio della professione.

Il Ministero della Giustizia vigila sullo svolgimento delle elezioni di vari consigli professionali, si occupa dei ricorsi e delle sanzioni disciplinari che riguardano gli ordini e i collegi su cui esercita la vigilanza, stabilisce le procedure per l'abilitazione alle professioni di avvocato e di notaio. È inoltre competente in materia di riconoscimento dei titoli professionali conseguiti all’estero per alcune professioni su cui esercita anche la vigilanza. Al Ministero per lo Sviluppo Economico fa invece capo il riconoscimento delle qualifiche necessarie per esercitare in Italia altre specifiche professioni, per chi è in possesso di una qualifica professionale conseguita all'estero. Spetta al Ministero della Salute la vigilanza su specifiche professioni di settore.

Il mondo delle professioni regolamentate e degli ordini e collegi professionali è stato recentemente riformato, attraverso l’emanazione del Decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n.137, entrato in vigore il 15 agosto 2012.

Da notare infine che alcuni ordini e collegi, di particolari settori, ricadono sotto la vigilanza di altri ministeri.

Infine, per quanto riguarda le professioni non organizzate in ordini o collegi, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) è disponibile l'elenco delle associazioni professionali previsto dalla disciplina (legge n.4/2013) che le ha riformate.

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Albi territoriali e nazionali 

Gli albi territoriali relativi alle singole professioni regolamentate, tenuti dai rispettivi consigli dell'ordine o del collegio territoriale, sono pubblici e contengono l’elenco di tutti gli iscritti, con l'annotazione dei provvedimenti disciplinari adottati nei loro confronti. L'insieme degli albi territoriali di ogni professione forma l'albo unico nazionale degli iscritti, tenuto dal consiglio nazionale competente.

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Accesso ed esercizio dell'attività professionale 

Per l’iscrizione ad un ordine o ad un collegio è necessario il possesso di qualifiche professionali o l'accertamento delle specifiche professionalità. Per l’accesso e l’esercizio dell’attività professionale occorre superare, se previsto, un esame di Stato.
Gli esami di Stato di abilitazione all'esercizio delle professioni vengono indetti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Per sostenerli occorre essere in possesso del titolo di studio richiesto per ciascun profilo professionale (Laurea, Laurea Specialistica o Magistrale, Laurea di vecchio ordinamento, nelle diverse classi di laurea ammesse, oppure, per i casi previsti, diploma di scuola secondaria superiore).
L'accesso alle professioni regolamentate è libero, nel senso che sono vietate le limitazioni alle iscrizioni agli albi professionali che non siano fondate sul possesso o il riconoscimento dei titoli previsti dalla legge per la qualifica e l'esercizio professionale. Limitazioni possono essere consentite solo per la presenza di condanne penali o disciplinari irrevocabili o per altri motivi di interesse generale.
Anche l'esercizio della professione è libero e fondato sull'autonomia e indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnico. Non sono previsti limiti del numero di persone che possono esercitare la professione, con attività anche abituale e prevalente, su tutto o parte del territorio dello Stato. Alcune deroghe sono possibili solo se fondate su ragioni di pubblico interesse, come la tutela della salute, e con l’eccezione delle disposizioni relative all'esercizio delle funzioni notarili.

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Tirocinio per l'accesso 

Il tirocinio professionale è obbligatorio, se previsto dai singoli ordinamenti professionali, e ha una durata massima di diciotto mesi. Consiste nell'addestramento teorico e pratico del praticante e serve a conseguire le capacità necessarie per l'esercizio e la gestione organizzativa della professione. Dalla disciplina generale sono escluse le professioni sanitarie, che seguono una propria normativa specifica.
Per lo svolgimento del tirocinio professionale è necessaria l'iscrizione al registro dei praticanti tenuto presso il consiglio dell'ordine o del collegio territoriale. Per iscriversi è necessario aver conseguito la laurea o il titolo di istruzione previsti per ciascuna professione regolamentata. Esiste tuttavia la possibilità di effettuare il tirocinio, per i primi sei mesi, durante l'ultimo anno del corso di studio per il conseguimento della laurea, purché esista una specifica convenzione tra i consigli nazionali degli ordini ed il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. I consigli territoriali e le università pubbliche e private possono stipulare analoghe convenzioni tra i consigli nazionali degli ordini o collegi e il Ministero per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, per lo svolgimento del tirocinio presso pubbliche amministrazioni, alla fine del corso di laurea.
Il tirocinio può essere inoltre svolto, per un periodo non superiore a sei mesi, presso enti o professionisti di altri Paesi con titolo equivalente e abilitati all'esercizio della professione.
Da notare che il tirocinio può essere svolto anche in presenza di un rapporto di pubblico impiego o di lavoro subordinato privato, purché siano previsti orari e modalità di lavoro che ne consentano l’effettivo svolgimento.
Il tirocinio professionale non determina comunque l'instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato, anche occasionale.
Oltre che nella pratica svolta presso un professionista, il tirocinio può consistere nella frequenza, per un periodo non superiore a sei mesi, di specifici corsi di formazione professionale organizzati da ordini o collegi o da associazioni di iscritti agli albi ed altri soggetti autorizzati dai consigli nazionali degli ordini o collegi.
Al termine del periodo di tirocinio viene rilasciato un certificato. Trascorsi cinque anni senza che sia stato superato l'esame di Stato (se previsto), il certificato di tirocinio perde efficacia.

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Formazione continua 

Per garantire la qualità della prestazione ogni professionista ha l'obbligo di curare il continuo aggiornamento della propria competenza professionale. I corsi di formazione possono essere organizzati da ordini e collegi, da associazioni di iscritti agli albi e da altri soggetti autorizzati dai consigli nazionali degli ordini o collegi. Un caso a parte è quello dell’educazione continua in medicina (ECM) che ha una normativa e caratteri specifici.

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Libera concorrenza e pubblicità informativa 

È ammessa, con ogni mezzo, la pubblicità informativa che riguardi l'attività delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti relativi alla professione, la struttura dello studio professionale e i compensi richiesti per le prestazioni. La pubblicità informativa deve essere veritiera e corretta, senza violare l'obbligo del segreto professionale.

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Obbligo di assicurazione 

Il professionista è tenuto a stipulare, anche tramite convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti, un’assicurazione per i danni derivanti al cliente dall'esercizio dell'attività professionale. L’assicurazione diviene obbligatoria dopo dodici mesi dall'entrata in vigore della normativa di riferimento (D.P.R. 137/ 2012).

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Procedimento disciplinare 

Per le questioni disciplinari riguardanti gli iscritti all'albo è prevista l’istituzione di consigli di disciplina territoriali e nazionali, rispettivamente presso i consigli dell'ordine o collegio territoriali e nazionali. Fino al loro effettivo insediamento le funzioni disciplinari restano regolate dalle disposizioni anteriori alla riforma degli ordini e dei collegi. Diverso è il caso delle professioni sanitarie e della professione di notaio, alle quali continua ad applicarsi la disciplina precedente.

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Le professioni legali 

Disposizioni sugli avvocati
Condizione per l’esercizio della professione di avvocato è l’iscrizione ad un albo circondariale. La legge 247/2012 - Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense stabilisce che possono essere iscritti coloro che, in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito con un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni, hanno superato l’esame di Stato.
Possono essere iscritti anche:

  • coloro che hanno svolto le funzioni di magistrato ordinario, magistrato militare, magistrato amministrativo o contabile, avvocato dello Stato;
  • i professori universitari di ruolo, dopo cinque anni di insegnamento di materie giuridiche.

Il D.P.R. 137/ 2012 stabilisce inoltre che l'avvocato deve avere un domicilio professionale nell'ambito del circondario di competenza territoriale dell'ordine presso al quale è iscritto, anche se può avere ulteriori sedi di attività in altri luoghi del territorio nazionale.
Anche per i futuri avvocati il tirocinio ha una durata complessiva di 18 mesi. A partire dal 1 gennaio 2015, potrà essere svolto presso l'Avvocatura dello Stato o presso l'ufficio legale di un ente pubblico o ente privato autorizzato dal Ministro della Giustizia o presso un ufficio giudiziario, per non più di dodici mesi. Il tirocinio deve in ogni caso essere svolto per almeno sei mesi presso un avvocato iscritto all'ordine o presso l'Avvocatura dello Stato o presso l'ufficio legale di un ente pubblico o di un ente privato autorizzato dal Ministro della Giustizia. Il diploma conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali è valutato, ai fini del compimento del tirocinio, per il periodo di un anno.

Disposizioni sui notai
Si consegue la nomina a notaio superando un concorso pubblico nazionale bandito dal Ministero della Giustizia. Possono ottenere la nomina a notaio:

  • tutti i cittadini italiani e i cittadini dell'Unione Europea che siano in possesso dei requisiti di legge (art. 5 della legge 16 febbraio 1913, n. 89), compreso il superamento del concorso notarile;
  • i cittadini dell'Unione Europea che, in assenza di determinati requisiti (artt. 4 e 5) abbiano superato il concorso notarile, in seguito al riconoscimento del titolo professionale di notaio conseguito in altro Stato membro dell'Unione Europea.

Il diploma di specializzazione, conseguito presso le scuole di specializzazione per le professioni legali è valutato, ai fini del compimento del periodo di pratica, per il periodo di un anno.

Scuole di specializzazione per le professioni legali
Le scuole di specializzazione per le professioni legali provvedono alla formazione comune dei laureati in giurisprudenza attraverso l'approfondimento teorico, integrato da esperienze pratiche, finalizzato all'assunzione dell'impiego di magistrato ordinario o all'esercizio delle professioni di avvocato o notaio. Il numero dei laureati da ammettere alla scuola è determinato con un decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in accordo con il Ministero della Giustizia. L'accesso alla scuola avviene attraverso un concorso per titoli ed esame.

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Le professioni sanitarie 

Le professioni sanitarie riconosciute dallo Stato italiano sono quelle che svolgono attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione in virtù di un titolo abilitante.
Le professioni sanitarie e le arti ausiliarie riconosciute dal Ministero della Salute sono:

  • Professioni sanitarie
    Farmacista; Medico chirurgo; Odontoiatra; Veterinario; Psicologo - Psicoterapeuta.
    Professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica: Infermiere; Ostetrica /o; Infermiere Pediatrico.
    Professioni sanitarie riabilitative: Podologo; Fisioterapista; Logopedista; Ortottista - Assistente di Oftalmologia; Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'Età Evolutiva; Tecnico Riabilitazione Psichiatrica; Terapista Occupazionale; Educatore Professionale.
    Professioni tecnico sanitarie:
    Area Tecnico - diagnostica: Tecnico Audiometrista; Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico; Tecnico Sanitario di Radiologia Medica; Tecnico di Neurofisiopatologia.
    Area Tecnico - assistenziale: Tecnico Ortopedico; Tecnico Audioprotesista; Tecnico della Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare; Igienista Dentale; Dietista.
    Professioni tecniche della prevenzione: Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro; Assistente Sanitario.
  • Massofisioterapista (professione sanitaria non riordinata, prevista da norme tuttora vigenti).
  • Arti ausiliarie delle professioni sanitarie
    Massaggiatore capo bagnino stabilimenti idroterapici; Ottico; Odontotecnico; Puericultrice.
  • Altre figure
    Operatore socio-sanitario.

Alcune professioni sanitarie sono costituite in ordini e collegi, con sede in ciascuna delle province del territorio nazionale.
L'elenco delle professioni sanitarie e delle arti ausiliarie, con i relativi riferimenti normativi, è disponibile sul sito del Ministero della Salute.

Accesso alle professioni sanitarie
L'esame di Stato di abilitazione all'esercizio della professione di medico chirurgo indetto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, consiste in un tirocinio pratico della durata di tre mesi e una prova scritta. Per partecipare alle sessioni d’esame i candidati devono essere in possesso di (o devono conseguire entro i termini previsti) un titolo di laurea di vecchio ordinamento, oppure di Laurea Specialistica o Magistrale nelle classi di concorso ammesse.

Per gli altri profili professionali si rimanda alle informazioni reperibili sui siti dei singoli ordini professionali.

Riconoscimento dei titoli
In Italia, l’esercizio delle professioni sanitarie è consentito anche a chi abbia conseguito all’estero i titoli di studio e di abilitazione previsti, purché abbiano ottenuto il riconoscimento dal Ministero della Salute. A chi ha acquisito in Italia un titolo professionale dell’area sanitaria e intende esercitare la propria professione all’estero il Ministero della Salute rilascia, su richiesta dell’interessato, un attestato di conformità della formazione conseguita ai requisiti previsti dalle direttive comunitarie.

Formazione continua
Per quanto riguarda la formazione continua, le professioni sanitarie si differenziano dalla disciplina generale che riguarda gli iscritti agli altri ordini e collegi. L'educazione continua in medicina (ECM) è un sistema grazie al quale il professionista sanitario si aggiorna per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze organizzative e operative del Servizio sanitario e del proprio sviluppo professionale. Gli operatori della salute hanno infatti l'obbligo deontologico di mettere in pratica le nuove conoscenze e competenze allo scopo di offrire un’assistenza efficace. La gestione amministrativa del programma di ECM è di competenza dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (AGENAS).

Pubblicità delle professioni sanitarie
La disciplina sulla pubblicità delle professioni sanitarie spetta agli ordini, che devono vigilare sul rispetto delle regole di correttezza professionale, affinché la pubblicità avvenga secondo criteri di trasparenza e veridicità delle qualifiche professionali e in modo non equivoco, a tutela degli utenti.

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Elenco degli ordini e dei collegi professionali 

Sono vigilati dal Ministero della Giustizia:

Si segnala che il Ddl n. 1324-B del 2017 stabilisce , tra l'altro, che la vigilanza sulle professioni di chimici, fisici, biologi e psicologi e sui relativi Ordini passi dal Ministero della Giustizia al Ministero della Salute.

    È vigilato dal Ministero dello Sviluppo Economico, tramite l'Ufficio italiano brevetti e marchi:

    Fa riferimento al Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze:

    • Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali (CNSD) preposto al coordinamento, controllo e formazione degli spedizionieri doganali (o doganalisti), esperti in materia doganale, fiscale, merceologica, valutaria e in quant’altro si riferisce al commercio internazionale, iscritti nel relativo Albo professionale.

      Sono vigilati dal Ministero della Salute:

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      I nuovi albi delle professioni sanitarie 

      Con il Decreto del 13 marzo 2018, attuativo della Legge n. 3 del 2018, vengono istituiti gli albi di 17 professioni sanitarie, fino ad oggi regolamentate e non ordinate, che entreranno a far parte dell’Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Si completa così il quadro normativo per tutte le 22 professioni sanitarie, ognuna delle quali avrà un Ordine di riferimento.
      Ecco dunque l’elenco dei nuovi albi delle professioni sanitarie:

      • albo della professione sanitaria di Tecnico sanitario di laboratorio biomedico
      • albo della professione sanitaria di Tecnico audiometrista
      • albo della professione sanitaria di Tecnico audioprotesista
      • albo della professione sanitaria di Tecnico ortopedico
      • albo della professione sanitaria di Dietista
      • albo della professione sanitaria di Tecnico di neurofisiopatologia
      • albo della professione sanitaria di Tecnico fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare
      • albo della professione sanitaria di Igienista dentale
      • albo della professione sanitaria di Fisioterapista
      • albo della professione sanitaria di Logopedista
      • albo della professione sanitaria di Podologo
      • albo della professione sanitaria di Ortottista e assistente di oftalmologia
      • albo della professione sanitaria di Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva
      • albo della professione sanitaria di Tecnico della riabilitazione psichiatrica
      • albo della professione sanitaria di Terapista occupazionale
      • albo della professione sanitaria di Educatore professionale
      • albo della professione sanitaria di Tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.
          per le quali non esistono ordini, albi o collegi
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Ultimo aggiornamento 31/08/2018