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Cultura e spettacolo Mostre

Museo di Roma in Trastevere 2026

Dal 25 marzo 2025 al 04 ottobre 2026
In primavera al museo un racconto per immagini dei viaggi nella città eterna di Hervé Gloaguen, una selezione di scatti di Francesco Conversano e di Matilde Damele
Museo di Roma in Trastevere 2026
  • Lungo le Strade Blu. Along the Blue Highway | dal 18 marzo al 4 ottobre 2026
    Una selezione di novanta scatti in bianco e nero e a colori realizzati negli Stati Uniti dal regista di cinema del reale Francesco Conversano fra il 1999 e il 2017, durante le riprese che portarono alla realizzazione di vari film documentari girati insieme a Nene Grignaffini e prodotti con RAI CINEMA e per Rai Radiotelevisione Italiana/ Rai 3. Il viaggio lungo le “strade blu” è un viaggio di scoperta, di conoscenza e di rivelazioni, un viaggio geografico e antropologico, un viaggio nel meraviglioso quotidiano e nell’immaginario collettivo di un Paese complesso che a volte sembra fermo nelle mitologie e negli stereotipi e che intreccia la vita delle persone e gli avvenimenti storici. Europa, Asia e America sono stati raccontati nei momenti di trasformazione sociale attraversando macrocosmi e microcosmi, villaggi e megalopoli, paesaggi geografici e umani fatti di scambi, relazioni e solitudine. Lo scatto ferma l’attimo delle connessioni tra l’uomo e il paesaggio, l’umano e ciò che lo circonda, nutrendosi della potenza della memoria e dell’incanto della poesia. Questo modo di interpretare il cinema del reale che segue una visione di tipo antropologico, si intreccia con il cinema della memoria e il cinema di poesia, grazie all’esplorazione degli infiniti spazi e dei territori compresi tra la realtà e immaginario.
  • À Rome la nuit. Fotografie di Hervé Gloaguen | dal 25 marzo al 6 settembre 2026
    Un racconto per immagini dei viaggi nella città eterna del fotografo francese Hervé Gloaguen tra il 1974 e il 1995. Hervé Gloaguen, membro della prestigiosa agenzia fotografica Viva, alla metà degli anni Settanta è uno dei rari fotografi francesi a esprimersi a colori e non attraverso il bianco e nero della tradizione degli umanisti, che pongono al centro delle proprie ricerche l’essere umano inserito nei suoi vari contesti sociali. Durante un viaggio in Italia cattura le immagini dei giovani intorno alle fontane, alle terrazze dei caffè e ai ristoranti, mostrando angoli esclusivi della città eterna. Immediatamente ha l’intuizione di dover cogliere i misteri della vita notturna e delle sue luci. Il nucleo sul quale si fonda la mostra sono proprio le fotografie a colori, scattate in quello e in altri numerosi viaggi nella Capitale, tra il 1974 e il 1995. La mostra è parte di un articolato programma culturale che dal 29 gennaio al 31 dicembre 2026 celebra il 70° Anniversario del gemellaggio Roma – Parigi, valorizzando il patrimonio artistico, storico e creativo delle due Capitali.
  • New York di Matilde Damele | dal 10 giugno al 13 settembre 2026
    Nel lavoro di Matilde Damele la strada diventa uno spazio di introspezione e conoscenza, un palcoscenico urbano attraversato dallo sguardo di una flâneuse contemporanea. Come un’osservatrice silenziosa immersa nel fluire incessante di New York, da Brooklyn al West Side fino al Bronx, la fotografa sceglie di rallentare, di cercare l’attimo sospeso in cui l’umanità si rivela nella sua fragilità. Con la sua Leica M6 analogica, costruisce una relazione intima con la città, in un dialogo che richiama la poetica in bianco e nero di autori come Garry Winogrand o Helen Levitt, ma riletto attraverso una sensibilità profondamente personale, segnata dall’esperienza dello sradicamento. I quindici anni trascorsi a New York lasciano emergere una narrazione fatta di solitudini, attese e gesti minimi. Ogni scatto, pur radicato nella contemporaneità, sembra eludere il tempo storico, preservando una sensazione quasi sospesa che restituisce la città come luogo mentale. Le immagini di Damele non documentano New York: la attraversano, la respirano, la trasformano in metafora di un viaggio interiore. A questo sguardo urbano si affianca la serie dedicata a Coney Island, dove la tensione della città si allenta in una dimensione più lenta e sospesa. Tra spiaggia e strutture decadenti del Luna Park, emergono figure eccentriche e momenti di quotidianità che sfiorano il surreale. In queste immagini si percepisce, in filigrana, un’eco dello sguardo diretto e disincantato di Weegee, che proprio a Coney Island seppe restituire una umanità teatrale e senza filtri, qui rielaborata da Damele in una chiave più intima e contemplativa. Nell’oscillazione tra distanza e coinvolgimento, la fotografa costruisce un codice visivo in cui la ricerca dell’altro coincide con la riscoperta di sé stessa. La mostra è accompagnata da una serie di immagini realizzate a Roma in zona Porta Maggiore e dintorni che conservano la poetica dell’artista in uno sguardo unico e contemporaneo.

Ultimo aggiornamento 04/06/2026

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