Francesca Cao. On becoming a wolf
Dal 24 gennaio al 7 marzo 2026 la Galleria Zema (via Giulia, 201) ospita la mostra On becoming a wolf di Francesca Cao, un progetto fotografico sviluppato e curato dall’artista stessa attraverso l’errore metodico, una tecnica fotografica analogica brevettata, basata sulla sovrapposizione intenzionale di più fotogrammi in fase di scatto. Lontano da un intento documentaristico, il lavoro prende forma come una narrazione interiore e psicanalitica, un’indagine visiva che attraversa il tema della liberazione del femminile mediante un linguaggio intimo, istintivo e imperfetto.
Le immagini, infatti, non aspirano a restituire una realtà oggettiva ma aprono un territorio emotivo in cui memoria e presente, coscienza e inconscio, controllo e abbandono possono coesistere. Alla base del progetto vi è un ripensamento del rapporto tra fotografia e verità che, in questa doppia posizione di autrice e curatrice, viene assunto come parte integrante del processo stesso. Se la tradizione fotografica ha spesso posto l’accento sulla fedeltà del mezzo e sull’onestà del documento, qui la fotografia è intesa come spazio di esperienza soggettiva, di pensiero e di possibile rivelazione interiore. L’immagine fotografica si presenta così instabile e stratificata, attraversata da tensioni e slittamenti, aprendo alla possibilità di una realtà altra, specchio di un immaginario intimo.
In questo senso, il progetto si colloca in dialogo con alcune istanze del surrealismo di André Breton, che riconosceva nel gesto artistico una via di accesso all’inconscio: attraverso l’uso consapevole dell’errore e dell’imprevisto, una macchina fotografica del 1936 viene progressivamente sottratta a una funzione di controllo per diventare parte attiva del processo creativo. Il titolo On becoming a wolf rimanda a Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés e può essere inteso come un invito a riscoprire l’anima selvaggia, sottraendosi all’ossessione per l’ordine, il controllo e la forma compiuta. In questo percorso, la fotografia tende a liberarsi dal peso della rappresentazione per farsi esperienza di luce e di materia, spazio di proiezione per lo spettatore. La verità non si colloca nella superficie dell’immagine, ma si attiva nel mondo interiore di chi guarda, in quel territorio fragile e potente in cui l’essere smette di controllarsi e inizia, forse, a diventare.
Domenica 25 gennaio dalle 15.00 alle 19.30, l’artista sarà in galleria per una sessione di ritratti realizzati con la tecnica dell’errore metodico: chi fosse interessato può fissare un appuntamento scrivendo a info@galleriazema.it.
Ultimo aggiornamento 21/01/2026