Metamorfosi. Ovidio e le arti
Dal 23 giugno al 20 settembre 2026 la Galleria Borghese accoglie Metamorfosi. Ovidio e le arti, un grande progetto espositivo nato dalla collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam.
A partire dalle Metamorfosi di Ovidio – uno dei testi fondativi e più duraturi dell’immaginario occidentale – il progetto esplora il tema della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo, della materia e della condizione umana. Il poema ovidiano diventa così il punto di accesso a una visione del mondo fondata sul mutamento, sull’instabilità delle forme e sulla permeabilità dei confini tra umano, naturale e divino.
Gli spazi della Galleria Borghese si configurano come il contesto privilegiato per lo sviluppo di questo progetto espositivo. La stessa fondazione della Villa “fuori Porta Pinciana” affonda infatti le proprie radici nell’universo simbolico delle Metamorfosi, rendendo questo luogo non solo adatto, ma intrinsecamente legato al tema della mostra. Il cardinale Scipione Borghese fece edificare il Casino nobile per accogliere parte della propria collezione, concependo l’architettura come dispositivo culturale capace di intrecciare mito, arte e autorappresentazione in un unico, coerente sistema di significati. Questa vocazione si rafforzò nel Settecento con i restauri voluti da Marcantonio IV Borghese e affidati ad Antonio Asprucci, che riorganizzò gli spazi ponendo le sculture al centro delle sale e integrandole in un apparato decorativo ispirato alle Metamorfosi, dando forma a un contesto in cui la presenza di Ovidio risulta strutturale e pervasiva.
Cuore della mostra sarà dunque l’idea di metamorfosi come principio generativo, capace di attraversare e ridefinire il cosmo, la materia e il corpo; attraverso celebri miti e racconti spesso tragici, le Metamorfosi hanno offerto per secoli agli artisti un repertorio inesauribile di immagini e conflitti, dando forma visiva a passioni, desideri, astuzie, violenze, inganni e possibilità di redenzione. Il percorso espositivo restituirà una visione del mondo in cui dei, uomini e natura condividono un destino di trasformazione continua. Accanto a temi ovidiani come l’Amore, l’Aldilà e la creazione del mondo, la mostra indagherà anche il fenomeno dell’Ovide moralisé, riscrittura medievale dell’opera, che ha fortemente influenzato le rappresentazioni dei miti in epoca rinascimentale.
Dai grandi maestri del Rinascimento e del Barocco fino ad artisti di epoche più vicine a noi – tra cui Correggio, Michelangelo, Tiziano, Rubens, Poussin, fino a Gerôme, Rodin e Brancusi – l’esposizione metterà in luce la forza visiva e concettuale dei racconti ovidiani. Intorno all’Apollo e Dafne e al Plutone e Proserpina di Gian Lorenzo Bernini, e agli altri capolavori mitologici della Galleria, la mostra riaffermerà l’attualità del mito e il suo ruolo centrale nella costruzione dell’immaginario europeo.
Il percorso proporrà una rilettura simbolica e sensoriale del mutamento, evocando la tensione tra ordine e trasformazione, la fluidità delle identità e il rapporto dinamico tra corpo e natura. In questo dialogo tra mito e arte, la metamorfosi si configura non solo come trasformazione fisica, ma come categoria estetica e ontologica, capace di interrogare le relazioni tra tempo, spazio, materia e forma.
Ad approfondire i temi della mostra, un ricco programma di eventi pensato per accompagnare il pubblico in un viaggio attraverso il tema della trasformazione. Un percorso tra arte, mito e immaginazione che invita a esplorare il mutamento come esperienza visiva, emotiva e simbolica.
Ultimo aggiornamento 14/05/2026