Palazzo Bonaparte: mostre 2026
Dal 14 luglio al 23 agosto 2026, Palazzo Bonaparte ospita Novecento italiano. Opere dalla collezione Generali, la grande mostra che, per la prima volta, presenta al pubblico una selezione di questo straordinario patrimonio artistico, offrendo l’occasione unica di ammirare opere raramente esposte insieme e normalmente custodite all’interno di una delle più importanti collezioni corporate europee.
La mostra nasce per celebrare il decimo anniversario di Generali Valore Cultura, il progetto attraverso il quale, dal 2016, Generali Italia promuove iniziative diffuse sul territorio nazionale per rendere l’arte e la cultura sempre più accessibili, offrendo gratuitamente al pubblico un progetto espositivo di eccezionale valore culturale e istituzionale. L’esposizione riunisce oltre cinquanta capolavori che attraversano alcune delle stagioni più significative dell’arte italiana del Novecento. Ma Novecento italiano. Opere dalla collezione Generali non è soltanto una mostra di grandi artisti e grandi opere: è soprattutto un racconto dell’Italia e degli italiani attraverso lo sguardo degli artisti. Ad arricchire questo straordinario progetto è la presenza eccezionale di Le tre età di Gustav Klimt, uno dei dipinti più celebri e amati della storia dell’arte europea, concesso in prestito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Dal 16 luglio al 23 agosto, sempre ad ingresso gratuito, ecco invece Caravaggio Forever, la prima mostra di Marco Tamburro dedicata al ciclo di opere ispirate a Caravaggio.
Oltre quaranta lavori dell’artista, un percorso immersivo e una selezione di documenti dedicati a Michelangelo Merisi da Caravaggio danno vita a una mostra che mette in dialogo la pittura contemporanea con uno dei più grandi rivoluzionari della storia dell’arte. Curata da Giulia Silvia Ghia, la mostra parte da una domanda semplice: che cosa significa oggi guardare il mondo con lo stesso coraggio con cui Caravaggio cambiò la pittura oltre quattro secoli fa? La risposta di Marco Tamburro non passa dalla citazione o dall’imitazione. Le sue opere non riprendono i dipinti del maestro, ma ne condividono lo sguardo: diretto, intenso, capace di raccontare la realtà senza idealizzarla, restituendone le tensioni, la fragilità e l’umanità. Più che un confronto tra due artisti separati da quattro secoli, la mostra propone un dialogo tra due modi di osservare il mondo, accomunati dalla necessità di rendere visibile ciò che normalmente rimane nascosto.
Grande attesa, infine, per la mostra dedicata a Kandinsky, in arrivo il 15 settembre.
Ultimo aggiornamento 21/07/2026