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Lavoro e impresa Cercare lavoro

I Centri per l’Impiego


Subentrati agli Uffici di Collocamento, i Centri per l’Impiego offrono ai cittadini iscritti servizi di accoglienza, informazione, orientamento, preselezione e collocamento mirato
I Centri per l’Impiego

I Servizi per l’impiego rientrano nell’area di competenza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Si rivolgono a lavoratori e imprese con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Si occupano della prima accoglienza e dell’orientamento del lavoratore. Forniscono informazioni sul mondo del lavoro, la normativa e le opportunità di impiego, nonché sui percorsi formativi finalizzati all’inserimento o al reinserimento lavorativo.

Le norme sul collocamento ordinario sono state innovate negli ultimi anni. Sono state conferite alle Regioni le funzioni e i compiti relativi al collocamento e alle politiche attive del lavoro. In particolare, dal 1 luglio 2018 la competenza amministrativa dei Servizi per il Lavoro è stata trasferita alla Regione Lazio, per l’ambito territoriale di riferimento. Sono state inoltre semplificate le procedure di collocamento e introdotte misure per agevolare l’inserimento nel mercato del lavoro. È stato infine consentito l’ingresso dei privati nell’attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro.

Tra i gli strumenti predisposti in questo ambito rientrano i Centri per l’Impiego (CPI), strutture pubbliche gestite dalle amministrazioni locali. Tutti i servizi offerti dai Centri per l’Impiego sono gratuiti.

I Centri per l’Impiego del Lazio

In risposta alle attuali esigenze del mondo del lavoro, ormai da alcuni anni è avvenuta la trasformazione degli ex Uffici di Collocamento negli attuali Centri per l’Impiego.
I Centri per l’Impiego della Regione Lazio rappresentano il punto d’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro, un collegamento attivo tra i percorsi dell’istruzione, della formazione professionale e dell’apprendistato.
L’obiettivo è quello di rafforzare la continuità tra formazione e lavoro e favorire il primo inserimento lavorativo, o il reinserimento a conclusione di un precedente rapporto di lavoro.
I CPI si propongono inoltre di aumentare la consapevolezza dei cittadini rispetto ai propri diritti, di diffondere la conoscenza delle norme sulla sicurezza e incentivare l’iniziativa individuale per l’inserimento professionale nel territorio. Prioritarie sono le azioni che riguardano le fasce deboli: immigrati, donne, soggetti usciti dal mercato del lavoro, come gli adulti disoccupati.

I destinatari

Le attività dei Centri per l’Impiego sono rivolte a tutti i cittadini disoccupati o inoccupati, in cerca di occupazione o di opportunità formative, e i lavoratori occupati che percepiscono un reddito non soggetto ad imposizione fiscale. L’età minima per iscriversi ai
CPI sono 16 anni compiuti: per l’iscrizione è infatti necessario aver assolto all’obbligo scolastico. Possono infine effettuare l’iscrizione ai CPI anche le imprese che desiderino usufruire dei servizi offerti.

Benefici

Tra i benefici cui l’iscrizione ai CPI dà accesso, c’è la possibilità di assunzioni agevolate, la possibilità di partecipare a bandi pubblici promossi dal CPI, di frequentare corsi di formazione professionale gratuiti, di richiedere l’indennità di disoccupazione.

Per usufruire di prestazioni di carattere sociale o assistenziale i soggetti interessati non devono preventivamente registrarsi come disoccupati. Ne hanno diritto anche coloro che svolgono una attività lavorativa di scarsa intensità sia di tipo subordinato che autonomo, da cui derivi un reddito annuo inferiore al reddito minimo escluso da imposizione. Tale limite è pari a euro 8.000 per lavoro subordinato o parasubordinato e a euro 4.800 per lavoro autonomo.

Per usufruire di prestazioni di carattere sociale o assistenziale i soggetti interessati non devono preventivamente registrarsi come disoccupati. Ne hanno diritto anche coloro che svolgono una attività lavorativa di scarsa intensità sia di tipo subordinato che autonomo, da cui derivi un reddito annuo inferiore al reddito minimo escluso da imposizione. Tale limite è pari a euro 8.000 per lavoro subordinato o parasubordinato e a euro 4.800 per lavoro autonomo.

Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro

Il riconoscimento dello stato di disoccupazione nel collocamento ordinario avviene a seguito della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro. La DID deve essere effettuata online, direttamente dall’interessato sul portale dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro – Anpal o tramite un intermediario (un Centro per l’Impiego o un patronato). Possono presentare la DID le persone che sono prive di impiego e i lavoratori dipendenti che hanno ricevuto la comunicazione di licenziamento, già durante il periodo di preavviso. Non deve presentare la DID sul portale Anpal chi beneficia di una prestazione di sostegno al reddito, perché la presentazione all’Inps di una domanda di Naspi, di Dis-coll o di indennità di mobilità equivale ad aver reso la DID.
L’utente dovrà successivamente recarsi presso il CPI per la convalida della DID e la sottoscrizione del Patto di Servizio, entro i termini di legge.

Stato di disoccupazione

Con il D.l. n. 4/2019 è stato reintrodotto l’istituto della conservazione dello stato di disoccupazione. Dal 30 marzo 2019 sono in stato di disoccupazione le persone che rilasciano la DID e che alternativamente soddisfano uno dei seguenti requisiti:

  • non svolgono attività lavorativa sia di tipo subordinato che autonomo;
  • sono lavoratori il cui reddito da lavoro dipendente o autonomo corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al D.P.R. n. 917/1986. Nel caso del lavoro dipendente la soglia di reddito di riferimento è pari a 8.145 euro annui, mentre nel caso di lavoro autonomo la soglia di reddito è pari a 4.800 euro annui.

A coloro che ne fanno richiesta, il CPI fornisce il Certificato di disoccupazione, dove si attesta lo stato di disoccupazione, utile per ottenere esenzioni e per registrare l’anzianità di iscrizione al CPI stesso.

Iscrizione nelle liste di mobilità

Il servizio agevola il reinserimento lavorativo di chi è stato licenziato per esubero di personale da aziende che rientrano nel campo di applicazione CIGS. Presuppone lo stato di disoccupazione ed è condizione per la concessione dell’indennità di mobilità erogata dall’INPS.

Requisiti per le prestazioni di carattere sociale

Per usufruire di prestazioni di carattere sociale o assistenziale, per le persone interessate non è necessario registrarsi preventivamente come disoccupati. Infatti, hanno diritto a beneficiare di tali misure anche coloro che svolgono un’attività lavorativa “di scarsa intensità”, sia di tipo subordinato che autonomo, da cui derivi un reddito annuo inferiore al reddito minimo escluso da imposizione.

Orientamento

I Centri per l’Impiego mettono a disposizione degli utenti un servizio di orientamento che fornisce risposte personalizzate sulla base delle esigenze dei singoli cittadini, anche attraverso la stipula di un Patto di Servizio e la definizione di un Piano di Azione Individuale.
Il Patto di Servizio è un accordo tra il Centro per l’Impiego e i suoi utenti, che definisce le condizioni di erogazione e di fruizione dei servizi. È destinato a lavoratori o apprendisti licenziati per crisi aziendali o occupazionali e ai disoccupati che intendono frequentare corsi di formazione. Consiste, concretamente, in un colloquio di orientamento, per individuare le priorità da attuare per l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro. A conclusione del colloquio viene redatto il Piano di Azione Individuale (PAI) che riporta i dati anagrafici, quelli relativi alla condizione occupazionale della persona e le azioni predisposte per l’inserimento o il reinserimento lavorativo.

La ricerca di lavoro in aziende private

Gli utenti in cerca di occupazione possono consultare le offerte di lavoro promosse dai Centri per l’Impiego. Per la preselezione presso aziende private è necessario presentare personalmente la proprio candidatura, attraverso un apposito modulo reperibile anche presso i CPI.
Le persone occupate e non iscritte presso i CPI possono partecipare ugualmente alle preselezioni, ma le loro candidature rimarranno in coda rispetto agli utenti disoccupati e agli iscritti nei CPI.
Gli utenti iscritti o domiciliati fuori provincia possono presentare le loro candidature via fax o via mail, direttamente al CPI che ha pubblicizzato l’offerta a cui sono interessati. Sarà poi il Centro per l’Impiego a far pervenire le candidature all’azienda, che fisserà un colloquio solo per chi risulterà idoneo.

Gli avviamenti nella Pubblica Amministrazione

Il servizio consente di candidarsi per essere avviati alla selezione pubblica finalizzata all’accertamento dell’idoneità all’impiego per i posti disponibili presso le Amministrazioni dello Stato e gli Enti Pubblici che richiedono un titolo di studio non superiore alla scuola dell’obbligo. Gli avviamenti a selezione per operatore scolastico sono gestiti dal Ministero dell’Istruzione e non più dai Centri per l’Impiego, in quanto il titolo di studio previsto è superiore alla scuola dell’obbligo. Tutte le assunzioni con qualifiche superiori avvengono tramite concorso pubblico. I Centri per l’Impiego pubblicizzano i bandi in cui sono indicati il numero di posti disponibili, le modalità di adesione, i requisiti richiesti i termini per la presentazione delle domande e la data di pubblicazione delle graduatorie.
Gli avviamenti nelle PA (L.56/198, art.16 e L.160/88) sono riservati esclusivamente agli iscritti nel Centro per l’Impiego che ha competenza territoriale per l’evasione della richiesta. Inoltre, i requisiti generali per l’adesione ai bandi sono:

  • età minima 18 anni
  • cittadinanza italiana o comunitaria, extracomunitaria solo con permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o con lo status di rifugiato o di protezione sussidiaria – lungo periodo UE. Possono aderire anche i familiari di cittadini dell’Unione Europea che non abbiano la cittadinanza di uno stato membro, purché titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente
  • idoneità fisica
  • assolvimento dell’obbligo scolastico
  • diploma di scuola media inferiore ed eventuale specifica professionalità.

Il collocamento dello spettacolo

Con il Decreto Legge 112/2008 non esiste più la lista speciale dei lavoratori dello spettacolo, riservata al personale artistico e tecnico da impiegare con rapporto di lavoro subordinato e autonomo. Pertanto non esiste più il Collocamento dello spettacolo. Anche i lavoratori dello spettacolo, quindi, rientrano nella normativa e nella prassi valida per tutti gli altri lavoratori.

Il collocamento obbligatorio

Presso i CPI è possibile candidarsi anche alle offerte di lavoro del collocamento obbligatorio.
Il collocamento obbligatorio (Legge 68 del 1999) è riservato a determinate categorie:

  • disabili (persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e portatori di handicap intellettivo, con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%, persone non vedenti o sordomute, persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio);
  • orfani e coniugi superstiti di deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio;
  • soggetti equiparati (i coniugi ed i figli superstiti di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di servizio, di guerra, di lavoro);
  • profughi italiani rimpatriati;
  • vittime del terrorismo.

Gli orfani e i figli dei soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro possono iscriversi se minori di età al momento della morte del genitore. Sono considerati minori i figli fino al compimento dei 21 anni d’età, se studenti scuola superiore, fino a 26 anni, se universitari.
Per iscriversi al collocamento obbligatorio è necessario essere disoccupati (tranne che per le vittime del terrorismo) e non aver raggiunto l’età pensionabile.

Garanzia Giovani

Il piano Garanzia Giovani nasce, a livello europeo, dall’esigenza di garantire ai giovani un’offerta qualitativamente valida di lavoro, di proseguimento degli studi, di apprendistato o di tirocinio o altra misura di formazione entro quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema di istruzione formale.
Nel Lazio, la Garanzia Giovani è estesa ai giovani fino a 29 anni di età e la sua gestione è affidata ai Centri per l’Impiego, in collaborazione con le Agenzie per il lavoro e le aziende accreditate.
Per Garanzia Giovani, i Centri per l’Impiego si occupano di:

  • accoglienza e informazione sul programma;
  • accesso alla garanzia attraverso un percorso di: presa in carico, colloquio individuale e profiling, consulenza orientativa;
  • al termine del percorso, definizione tra il giovane ed il Centro per l’Impiego del patto di servizio con relativo piano di azione individuale;
  • orientamento specialistico o di secondo livello (questa misura in maniera non esclusiva).

Eures

Nei CPI sono presenti anche i referenti della rete Eures – European Employment Services, istituita dall’Unione Europea per favorire l’incontro domanda/offerta di lavoro, la mobilità territoriale e la libera circolazione dei lavoratori nei paesi UE e in Svizzera.

Le sedi dei CPI del Lazio

I Centri per l’Impiego sono capillarmente dislocati nel territorio. Per individuare il CPI più vicino è possibile consultare online l’Elenco completo dei CPI su Regione.lazio.it.

Alla rete dei Centri per l’Impiego fa riferimento anche il progetto di Porta Futuro.

Si ricorda che per aggiornamenti su specifiche normative o procedure occorre sempre fare riferimento alle istituzioni responsabili e ai loro siti ufficiali.

Ultimo aggiornamento 20/01/2023

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