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Cultura e spettacolo Mostre

MACRO 2026


La programmazione 2026 mette al centro artiste e artisti internazionali tra i più rilevanti della scena contemporanea, attraverso nuove produzioni e formati sperimentali
MACRO 2026

Continuità di visione e avvio di una nuova fase segnano la programmazione 2026 del MACRO.

Dopo una prima stagione che ha attraversato Roma come terreno di osservazione privilegiato – nelle sue stratificazioni temporali, sociali e disciplinari – nel 2026 il museo apre il proprio orizzonte a una dimensione più ampia e non tematica, fondata su proposte inedite e ricerche artistiche articolate in una pluralità di pratiche e posizioni capaci di interrogare il presente attraverso grandi mostre personali, progetti di ricerca e collaborazioni istituzionali che rafforzano il dialogo tra il museo, la città e il contesto internazionale.

Il nuovo ciclo di mostre parte il 29 aprile 2026 con una serie di progetti che segnano l’avvio del programma primaverile: Mechanical Kurds di Hito Steyerl, a cura di Alice Labor, affronta i rapporti tra intelligenza artificiale, conflitti geopolitici e lavoro digitale; Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega, mostra dedicata alla storia degli ottant’anni del Premio Strega a cura di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, ripercorre la funzione esercitata dal riconoscimento letterario come sismografo e promotore dei mutamenti culturali e linguistici del Paese; She Devil, storica rassegna di videoarte tutta al femminile, nata nel 2006 da un’idea di Stefania Miscetti; infine, in linea con l’attitudine alla ricerca multidisciplinare del museo, la sala audio del museo presenta un progetto dedicato alla voce di Amelia Rosselli, a cura di Andrea Cortellessa dal titolo Amelia Rosselli, un canto nel suo spazio: un focus su una delle più grandi poetesse italiane del Novecento a trent’anni dalla morte.

Accanto alla programmazione espositiva, il MACRO conferma la propria attenzione alla dimensione del dibattito e della ricerca interdisciplinare. In questo contesto si inserisce Science Fashion. Interazioni tra moda, scienza e nuove tecnologie, programma di incontri e workshop a cura di Dobrila Denegri, in programma dal 13 al 15 maggio. L’iniziativa riunisce alcune delle voci più innovative della ricerca internazionale nel campo della moda sperimentale per riflettere sui nuovi scenari aperti dall’intelligenza artificiale.

Il 28 maggio 2026 inaugura nella sala principale del museo la mostra personale di Miriam Cahn, a cura di Cristiana Perrella, con display di Didier Fiuza Faustino, che presenta una selezione di opere incentrate sul corpo femminile come soggetto politico e luogo di resistenza. Nella stessa data apre anche la mostra collettiva delle vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel, a cura di Sara Dolfi Agostini, che presenta i lavori inediti di Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi, sviluppati nel contesto della residenza dell’edizione 2025.

A settembre 2026 MACRO presenterà la prima retrospettiva istituzionale dedicata a Marialba Russo, a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini. La mostra si concentra sulla produzione degli anni Settanta di Russo, in un percorso che esplora la costruzione culturale del genere e la fluidità tra maschile e femminile. Il progetto avrà una sede parallela al MUCIV – Museo delle Civiltà di Roma che approfondisce la ricerca di Russo più legata all’antropologia. A seguire, la mostra di Francis Upritchard e Martino Gamper, a cura di Cristiana Perrella, intreccia scultura e design con una serie di interventi site-specific diffusi negli spazi del museo.

A chiudere la stagione espositiva, a dicembre 2026, è infine il nuovo progetto di Alessandro Sciarroni, a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini, specificatamente pensato per la sala principale del MACRO.

Resta infine esposta fino al 10 maggio Abitare le rovine del presente, a cura di Giulia Fiocca e Lorenzo Romito (Stalker), mostra che riflette su cosa significhi abitare oggi, analizzando le politiche di social housing di Roma. Abitare le rovine del presente parte dall’assunto che la Capitale sia riuscita nel tempo a rinnovarsi grazie a processi ciclici di rigenerazione spesso nati dal basso.

Ultimo aggiornamento 02/04/2026

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