Museo Nazionale Etrusco 2026
Dal 1° luglio gli affreschi della cosiddetta tomba François sono aperti al pubblico. Scoperta il 1° maggio 1857 dall’archeologo Alessandro François nei terreni del principe Alessandro Torlonia, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, la tomba è scavata nel tufo e decorata da trentasette pannelli dipinti e da due cippi litici rinvenuti nel corridoio di accesso. Realizzata tra il 340 e il 320 a.C., rappresenta una delle più alte testimonianze della pittura etrusca e, più in generale, della pittura antica giunta fino a noi. L’esposizione è accompagnata dalla mostra Il Ritorno degli Eroi che, fino al 31 dicembre 2026, dialoga con il ciclo pittorico attraverso oggetti e documenti unici, appartenenti al corredo funerario e provenienti dal Musée du Louvre, dal British Museum, dai Royal Museums of Art and History di Bruxelles, dal Musée cantonal d’archéologie et d’histoire di Losanna.
Dal 16 settembre al 29 novembre 2026 il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, presenta la mostra L’indovino di Mouna Rebeiz, dedicata ai tarocchi. Ripensata dall’artista di origini libanesi in chiave site-specific per la magnifica sede rinascimentale di Villa Giulia, l’installazione L’indovino (The Soothsayer) trae ispirazione dal Giulio Cesare di Shakespeare, in cui l’aruspice etrusco Spurinna ammonisce Cesare a non recarsi il 15 marzo al Senato, predicendogli in caso contrario la morte. Ignorando la rivelazione dell’indovino, Cesare verrà ucciso nella più celebre congiura della storia romana. Proprio il legame con la tradizione divinatoria etrusca è all’origine dell’idea della curatrice Roberta Semeraro di portare il progetto a Roma, collocandolo negli spazi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. L’arte della divinazione occupava infatti un ruolo centrale nella cultura etrusca e il Museo conserva ancora oggi importanti testimonianze e reperti legati alle pratiche degli aruspici e degli indovini.
A partire dal 17 settembre il Museo ospita poi il progetto espositivo permanente Il cielo si ricorda degli Etruschi, che propone un nuovo confronto con la storia e l’arte etrusca firmato da Diego Cibelli.
Dal 25 settembre al 3 gennaio 2027, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia accoglie Archivio, la mostra di Dayanita Singh, una delle figure più importanti e originali della fotografia contemporanea internazionale. Curata da Andrea Anastasio, l’esposizione riunisce oltre 350 fotografie e nasce dal lungo rapporto dell’artista con l’Italia e con i suoi archivi. Il progetto intreccia due percorsi profondamente connessi: da un lato il lavoro che Singh ha dedicato, nell’ultimo decennio, agli archivi italiani; dall’altro il suo personale e in continua evoluzione archivio di immagini realizzate in Italia nell’arco di venticinque anni. Architetture, interni, opere d’arte, amici, archivisti, fiori e luoghi compongono una costellazione di immagini attraverso cui l’artista costruisce una personale conversazione visiva con il nostro Paese. Il cuore della mostra è la riflessione sull’idea stessa di archivio. Nella pratica di Singh l’archivio smette di essere un deposito neutrale del passato e diventa una forma viva, mutevole, che si attiva attraverso la sequenza delle immagini, la loro circolazione e l’incontro con lo spettatore.
Ultimo aggiornamento 12/10/2026