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Cultura e spettacolo Mostre

Hypothèse de lecture

Dal 19 settembre al 07 novembre 2026
Con l’esposizione collettiva curata da Gaia Bobò e Teresa Ranchino riapre al pubblico l’Antica Biblioteca di Trinità dei Monti
Hypothèse de lecture

Dal 19 settembre, Trinità dei Monti apre al pubblico gli spazi dell’Antica Biblioteca, parte del Complesso finalmente visitabile dopo un lungo restauro. A inaugurare lo spazio è l’esposizione collettiva Hypothèse de lecture, a cura di Gaia Bobò e Teresa Ranchino.

La mostra presenta una selezione di artiste e artisti delle scene italiane e francesi, con un’attenzione particolare ai contesti di Roma e Parigi e alla ricerca emergente.

Situata sopra l’altare della chiesa di Trinità dei Monti, una delle cinque chiese francesi di Roma appartenenti ai Pieux Etablissements de la France à Rome et à Lorette, l’antica biblioteca del convento dei Minimi custodiva, fino alla fine del XVIII secolo, circa novemila volumi. Lo spazio, oggi rimasto vuoto, è decorato da uno dei più monumentali soffitti lignei dipinti della città. La dispersione del patrimonio librario nel 1798 e i danni subiti durante le vicende rivoluzionarie ne hanno segnato profondamente la storia. Un importante intervento di restauro, realizzato a partire dal 2003 in collaborazione con i laboratori dei Musei Vaticani, ha restituito alla biblioteca il suo straordinario apparato decorativo, rendendone nuovamente leggibile il valore storico e artistico.

La mostra è concepita come un omaggio alla storia di questo luogo, che si riflette nella scelta di costruire un’architettura fantasma, ispirata a una biblioteca e concepita dall’architetto belga Olivier Goethals. Questa “ipotesi di lettura” nasce dalla volontà di immaginare una riscrittura a partire proprio dalla perdita irrecuperabile dei testi scritti e della collezione della biblioteca, colmando un vuoto che le opere degli artisti invitati reinterpretano in modo immaginifico.

A partire da queste suggestioni, le opere entrano in risonanza con la storia e l’identità del luogo attraverso diversi assi critici: la relazione con i processi di perdita e dispersione della memoria; il rapporto tra parola e immagine, con un focus sull’indagine delle pratiche di scrittura e delle influenze letterarie; la dimensione generativa della distruzione e della frammentazione che, rimandando al concetto di spolia, assume un significato particolare nel contesto della stratificazione archeologica di Roma. La mostra vuole inoltre valorizzare l’eco dell’estetica barocca nella creazione contemporanea, richiamando i processi di metamorfosi della materia e del corpo, oltre all’utilizzo di specifici dispositivi estetici.

Ad accompagnare l’esposizione sarà un articolato programma pubblico di incontri e conferenze, sviluppato in collaborazione con la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici  e La Società delle Api.

Per aggiornamenti consultare Trinitadeimonti.

Ultimo aggiornamento 10/09/2026

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